22 maggio
Sant' Uopo
Eremita
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e nome dell'eremita
Poco si sa della vita terrena di questo santo, tranne che si trattava di un eremita proveniente dal mare. Sant'Uopo visse in un periodo imprecisato a cavallo dell'anno 1000, un'epoca di profondo rinnovamento spirituale in cui molti scelsero la via della solitudine e della preghiera contemplativa nelle terre del sud Italia. La figura del santo è legata a una suggestiva pluralità di denominazioni che riflettono le diverse influenze culturali della regione. Il nome del santo ha infatti diverse versioni: Euplo, Opus e Uopo. Ognuna di queste forme custodisce una traccia della sua identità e della ricezione della sua figura nel tempo. Il nome Euplo mostra una chiara assonanza bizantina, testimone del profondo influsso della cultura orientale in queste aree. Il nome Opus appartiene alla tradizione latina, mentre il nome Uopo rappresenta la versione italiana di matrice dialettale, tramandata con affetto dalla voce del popolo. Sant'Uopo stabilì la sua ultima residenza nelle campagne vicine al centro abitato di Chiaromonte, trovando in quei luoghi solitari lo spazio ideale per la comunione con Dio e godendo di una venerazione che fu spontanea già in vita e crebbe ancor di più dopo la sua morte.
Il dono della pioggia e il prodigio della fede
Alla figura di Sant'Uopo è indissolubilmente legato il carisma di ottenere la pioggia da Dio tramite la sua intercessione. La tradizione collega il dono della pioggia a un episodio particolarmente significativo della vita del santo eremita. Durante una grave siccità che minacciava i campi e la sopravvivenza della comunità, la popolazione si rivolse a Sant'Uopo supplicandolo di pregare per ottenere l'acqua dal cielo. Il santo, animato da profonda devozione e semplicità, si schermiva per umiltà rifiutando inizialmente di esaudire la richiesta. I contadini del paese, tuttavia, temendo di perdere l'intero raccolto e non conoscendo i bizantinismi legati alla sua figura, decisero di agire con risolutezza e legarono il frate a un albero. Solo dopo essere stato legato in quel modo il santo eremita cedette alla preghiera, e la pioggia cadde abbondante e feconda sulla terra riarsa. Subito dopo la caduta della pioggia, Sant'Uopo fu prontamente liberato dai suoi concittadini. In quell'evento la fede del santo vinse la siccità, mentre la fede del popolo seppe vincere l'umiltà del santo, sigillando un patto eterno di protezione tra il cielo e la terra lucana.
Il ritrovamento delle reliquie e la rinascita del culto
La memoria del santo visse momenti di oblio e di rinnovato fervore nel corso dei secoli. Nel 1616 ci fu un particolare revival del culto grazie al parroco e ai fedeli che vollero fortemente ristrutturare la cappella in rovina sorta sul luogo della sua vita e della sua morte. Durante i lavori di restauro di questo luogo sacro, che fu eretto nel luogo in cui visse e morì e che fu più volte restaurato nel tempo, vennero miracolosamente ritrovate le ossa del santo. Il parroco don Giuseppe De Salvo redasse una meticolosa relazione ufficiale sul ritrovamento di una sepoltura contenente le ossa intere di un uomo, confermando la bontà della tradizione locale. La notizia del ritrovamento del sepolcro si diffuse ovunque, richiamando pellegrini e infermi da ogni contrada vicina. Tra essi, da Aliano arrivò un giovane di ventiquattro anni di nome Scipione Marazita, paralizzato dall'artrite dall'età di quattro anni e trasportato amorevolmente a cavallo. Il giovane malato fu deposto con fede sul sepolcro dell'eremita, mentre i presenti cantavano le litanie alla Madonna e il Magnificat. Scipione Marazita guarì completamente, si alzò dalla lettiga battendosi il petto per la commozione e partecipò alla processione. Rientrato nel suo paese, Scipione diffuse la devozione al Santo ad Aliano, organizzò pellegrinaggi e fece edificare un altare ad honorem Sancti Opi nella chiesa madre, ottenendo il permesso dal vescovo di Tricarico.
Guarigioni e testimonianze di grazia
La fama di Sant'Uopo come grande taumaturgo e guaritore di traumi fisici continuò a manifestarsi attraverso prodigiosi eventi che coinvolsero gli abitanti di Chiaromonte e dei paesi limitrofi. Paolo Arbia di Chiaromonte, gravemente colpito da paralisi e balbuzie, si rivolse con fiducia al santo e chiese ai propri figli, in punto di morte, di adoperarsi per aiutare la riedificazione della cappella del santo. Fedele all'impegno assunto, Paolo Arbia riacquistò pienamente la salute dopo tale promessa, testimoniando la potenza della grazia celeste. Un altro segno straordinario riguardò Giulia Saponara di Chiaromonte, la quale, colpita da una dolorosa forma di artrite, guarì completamente dopo aver gridato al Santo la propria supplica e si recò da sola e scalza alla sua cappella per ringraziare il suo protettore. A testimonianza di questa viva devozione, a Chiaromonte esiste una cappella dedicata al santo in una frazione omonima, all'interno della quale sono custodite le sue reliquie. Il ventidue maggio di ogni anno si celebra la festa di Sant'Uopo e la ricorrenza della sua morte. In quella stessa giornata si tiene una grande fiera lungo la strada che collega Chiaromonte alla frazione di Sant'Uopo, dove i festeggiamenti civili accompagnano con armonia la messa solenne e la processione con la statua del Santo, rinnovando ogni anno il patto di fede e di affidamento della comunità.
Il cammino eremitico
Nel corso dell' undicesimo secolo, l' orizzonte spirituale di Chiaromonte fu arricchito dalla presenza di Sant' Uopo. Non conosciamo i dettagli della sua origine né il tempo della sua nascita, poiché egli scelse di svanire nel mistero di una vita totalmente consacrata a Dio. La sua dimora fu la campagna, lontana dal clamore dei centri abitati, dove visse come eremita in una condizione di povertà evangelica e di costante ricerca della presenza divina. In quel lembo di terra, il santo ha trasformato la solitudine in un colloquio ininterrotto con il Signore, offrendo la sua esistenza come un sacrificio silenzioso e gradito.
La memoria del suo passaggio non è svanita, ma si è trasformata in una tradizione viva, che narra come la sua preghiera fosse in grado di toccare il cuore della natura stessa. Si racconta, infatti, che la pioggia sia giunta a dissetare i campi aridi proprio per sua intercessione, segno tangibile di una comunione profonda tra il santo e il mondo creato. La sua vita, pur priva di una cronaca dettagliata, rimane un faro di umiltà. Il sepolcro, divenuto nel tempo meta di devozione, è stato testimone di eventi prodigiosi, come la guarigione di Scipione Marazita, avvenuta proprio presso le spoglie del santo. Questi fatti confermano che il legame tra Sant' Uopo e la sua gente non si è mai interrotto, ma continua a manifestarsi attraverso i segni della grazia che ancora oggi interrogano e consolano il cuore di chi si accosta a lui con fede sincera.
Il culto e la memoria
Il culto verso Sant' Uopo ha trovato un nuovo vigore nel milleseicentosedici, quando, in occasione di alcuni lavori di restauro, le sue reliquie vennero riportate alla luce. Questo evento segnò un momento di rinnovata devozione per gli abitanti di Chiaromonte, che videro nel ritrovamento un segno della benevolenza divina. Da allora, il ricordo dell' eremita è celebrato con solennità, mantenendo viva una tradizione che unisce la comunità in un unico atto di fede e di ringraziamento.
Ogni ventidue maggio, il paese si stringe attorno al suo protettore con una messa solenne, seguita dalla processione che accompagna le sue reliquie tra le vie del borgo. La fiera che accompagna tale ricorrenza trasforma la giornata in un momento di incontro fraterno, dove il sacro si intreccia con il vissuto quotidiano. Sant' Uopo è oggi invocato come patrono per la pioggia, segno di abbondanza e vita, e per la guarigione dai traumi fisici, a memoria del prodigio avvenuto presso il suo sepolcro. La sua figura continua così a essere un punto di riferimento spirituale, un invito a cercare nel silenzio e nella preghiera quella pace che solo Dio può donare.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Uopo?
La festa di Sant'Uopo si celebra il ventidue maggio di ogni anno, giorno che coincide anche con la ricorrenza della sua morte.
Di cosa è patrono Sant'Uopo?
Le fonti storiche e tradizionali non menzionano specifici patronati ufficiali per Sant'Uopo, sebbene egli sia profondamente venerato come protettore della comunità di Chiaromonte e insigne taumaturgo.