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6 marzo

Santa Coletta Boylet

Vergine

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e giovinezza prodigiosa

La nascita di Coletta avvenne a Corbie, vicino ad Amiens in Francia, il tredici gennaio 1381, nel XIV-XV secolo. I suoi genitori, il carpentiere Roberto Boellet e la moglie Caterina, avevano pregato per anni desiderando un figlio senza averne mai avuti. Il concepimento si compì dopo che i coniugi ebbero chiesto l'intercessione di san Nicola di Bari, e la bambina fu chiamata Nicoletta, detta familiarmente Coletta, proprio in onore del santo di Bari. Questo evento straordinario si verificò quando la madre aveva già raggiunto l'età di sessanta anni. Fin dall'infanzia, Coletta mostrò un'indole seria, dedicandosi con costanza ad opere caritatevoli e a pratiche di mortificazione. Fu una bambina dalle doti prodigiose e ricca di carismi straordinari, manifestando una maturità spirituale precoce che avrebbe segnato l'intero corso della sua esistenza terrena.

La sua giovinezza fu segnata da un intenso cammino di ricerca spirituale e da un periodo di intenso vagabondaggio istituzionale. Intraprese una particolare esperienza religiosa all'età di diciotto anni, in seguito alla dolorosa scomparsa dei genitori. Iniziò questo percorso passando tra le beghine e le terziarie francescane, accentuando le sue penitenze. Eseguì inoltre un tentativo di esperienza di vita eremitica e sperimentò l'appartenenza alle benedettine della sua città natale, Corbie. Visse per un periodo come reclusa all'interno di una piccola cella situata a Corbie, trascorrendo tre anni di rigorosa austerità in una piccola abitazione adiacente a una chiesa. Coletta concluse questa fase di ricerca e di vita isolata all'età di venticinque anni, agendo su saggio consiglio del francescano Enrico di Baume.

Il contesto dello Scisma e la professione dei voti

La complessa vicenda di Coletta si svolse nel contesto storico dello Scisma d'Occidente, un periodo caratterizzato dalla presenza simultanea di più papi che pretendevano di guidare la Chiesa cattolica. In un determinato tempo storico, tre diverse persone rivendicarono contemporaneamente il titolo di pontefice. Tra i pontefici romani dell'epoca, successivi a Gregorio XI, deceduto nel 1378, vi furono Urbano VI, Bonifacio IX, Innocenzo VII e Gregorio XII. Lo spagnolo Pedro de Luna, conosciuto come l'antipapa Benedetto XIII, si opponeva al papa da Avignone, essendo succeduto al precedente antipapa avignonese Roberto di Ginevra, noto come Clemente VI. Diversi futuri santi si schierarono su fronti opposti durante questa profonda spaccatura ecclesiale. Santa Caterina da Siena e santa Caterina di Svezia sostennero la legittimità del papa di Roma, mentre san Vincenzo Ferreri e santa Coletta aderirono invece alla causa dei due antipapi avignonesi. Lo scisma fu infine risolto dal Concilio di Costanza grazie all'abdicazione di papa Gregorio XII e all'elezione di Oddone Colonna, che divenne unico pontefice legittimo con il nome di Martino V.

Fu proprio in questo scenario che Coletta ricevette dalla Provvidenza la missione di riformare la disciplina rilassata dell'ordine delle Clarisse. Decise di rientrare tra le clarisse poiché sentiva una forte vocazione a riformare gli ordini fondati da san Francesco d'Assisi e da santa Chiara. Nel 1406, a Nizza, fece la professione dei voti ed emise la promessa formale davanti a papa Benedetto XIII, dal quale ricevette il sacro velo. Il pontefice avignonese le concesse tutte le autorizzazioni e i permessi necessari per poter riformare i monasteri esistenti e fondarne di nuovi. Grazie a questo mandato apostolico, Coletta si mise all'opera con una ferrea volontà, superando ogni ostacolo per riportare numerose comunità religiose alla rigidità della regola primitiva.

Le riforme e le fondazioni monastiche

Nei primi anni della sua missione, i tentativi di riforma promossi da Coletta non ottennero subito il successo sperato. Tuttavia, con perseveranza e fede incrollabile, nel 1410 Coletta riuscì a stabilire a Besançon il suo primo monastero riformato. Al primo stabilimento di Besançon ne seguirono successivamente altri sedici, fondati o riformati direttamente dalla santa, per un totale di diciassettesimo nuovi monasteri istituiti. Le monache che vi abitavano presero il nome di colette. La restaurazione della regola delle Clarisse operata da Coletta si incentrò in modo particolare sulla povertà e sulla penitenza. La restaurazione promossa da Coletta fu adottata anche da alcuni conventi maschili, che mantennero tuttavia la propria gerarchia. I punti cardine della riforma collettina furono la povertà assoluta senza deroghe e il ritorno all'austerità originaria. La regola riformata impose la preghiera personale e comunitaria associata a severe penitenze per l'unità della Chiesa. L'esempio personale di Coletta suscitò grande entusiasmo sia all'interno delle comunità monastiche sia all'esterno.

Il movimento di riforma ottenne nel tempo i necessari riconoscimenti ufficiali da parte delle autorità ecclesiastiche. Nel 1434 il Ministro generale dell'Ordine francescano approvò ufficialmente la riforma di Coletta, confermandone la bontà spirituale. Successivamente, nel 1458, papa Pio II riconosceu e approvò a sua volta la riforma collettina. La validità e la solidità di questo movimento riformatore trovarono dimostrazione nella sua lunga durata nel corso dei secoli. I monasteri di clausura della linea collettina proseguirono infatti le loro attività seguendo gli insegnamenti della fondatrice anche dopo la sua morte. Nel corso del ventesimo secolo si contavano circa centoquaranta monasteri collettini ancora attivi nel mondo. La maggioranza di questi monasteri nel Novecento era situata in Europa, con significative presenze anche in America, Asia e Africa.

Carismi, fenomeni mistici e il transito

La vita di Santa Coletta fu accompagnata da straordinari fenomeni mistici e da una fama di santità diffusa ovunque. Coletta acquisì la reputazione di possedere la capacità di leggere all'interno delle coscienze umane, manifestando in vita estasi, levitazioni, profezie, lettura dei cuori e rivelazioni sullo stato delle anime dei defunti. A Coletta vennero attribuite facoltà profetiche e miracoli prodigiosi, incluse alcune clamorose risurrezioni di morti. Nel corso della sua esistenza terrena si verificarono molteplici interventi angelici a suo favore. La santa ricevette essa stessa l'aiuto visibile degli angeli durante gravi sofferenze e attacchi da parte di spiriti maligni. Per di più, i benefattori della santa, se aggrediti da malintenzionati, venivano protetti dagli angeli grazie alle preghiere della vergine. Il francescano Pietro de Vaux fu suo conoscente diretto, testimone della sua morte e documentò vari episodi miracolosi e apparizioni angeliche legate alla vita della santa.

La morte di Coletta sopraggiunse il sei marzo 1447 a Gent, nelle Fiandre, nell'odierno Belgio. Al momento del suo trapasso, si udì nei monasteri da lei riformati un melodioso canto d'angeli. Un angelo annunciò la morte della santa dicendo che la venerabile Coletta era tornata al Signore. Una suora dotata di carismi vide misticamente l'anima di Coletta condotta in cielo tra schiere angeliche e melodie celesti. Le sue spoglie mortali furono custodite a Poligny, dove riposano tuttora. La Chiesa cattolica ne riconobbe ufficialmente la santità quando papa Pio VII la proclamò santa il ventiquattro maggio 1807.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Coletta Boylet?

Santa Coletta Boylet si festeggia il 6 marzo, giorno della sua nascita al cielo avvenuta a Gent nel 1447.

Di cosa è patrona Santa Coletta?

Santa Coletta è considerata la seconda madre dell'Ordine delle Clarisse ed è patrona delle partorienti e delle famiglie che desiderano avere figli.

A Gand nelle Fiandre, nell’odierno Belgio, santa Coletta Boylet, vergine, che, dopo tre anni di vita molto austera rinchiusa in una piccola casa posta accanto alla chiesa, divenuta professa sotto la regola di san Francesco, ricondusse molti monasteri di Clarisse al primitivo modello di vita, ristabilendovi in special modo lo spirito di povertà e di penitenza. — Martirologio Romano