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6 marzo

Santi Quarantadue martiri di Siria

Martiri di Amorio

Aggiornato il 15 settembre 2026

La caduta di Amorio e la prigionia

Durante il regno dell'imperatore d'Oriente Teofilo l'Iconoclasta, l'Impero Bizantino fu segnato da duri conflitti per contrastare l'invasione dell'Asia Minore. Il ventiquattro settembre dell'anno ottocentotrentotto, la città di Amorio in Frigia cadde nelle mani dei Saraceni, che la saccheggiarono. La città era all'epoca di grande splendore e rappresentava la patria dell'imperatore Michele secondo, padre di Teofilo. La catastrofe fu attribuita al tradimento di Baditze, un cristiano che aveva abiurato. I Saraceni infierirono con crudeltà sulla popolazione, trucidando soldati, donne e bambini e deportando i superstiti. Tra i prigionieri, quarantadue uomini tra capi militari e alti funzionari ebbero salva la vita e furono trasferiti in Mesopotamia. Questo gruppo comprendeva i funzionari Teodoro Cratere, Costantino e Callisto, i patrizi Teofilo e Bassoe, e i patrizi e generali Ezio e Melisseno. Condotti in seguito in Siria, i prigionieri furono rinchiusi in celle buie e insalubri, ricevendo come unico alimento pane e acqua. I carcerieri tentarono ripetutamente di piegare la loro resistenza sottoponendoli al confronto con dotti musulmani affinché si convertissero all'Islam, ma ogni sforzo risultò vano.

Il martirio e i prodigi

Dopo una detenzione durata sette anni, nel mese di marzo dell'ottocentoquarantacinque, i quarantadue prigionieri affrontarono l'ultimo infruttuoso tentativo di apostasia. Furono quindi condotti sulle sponde del fiume Eufrate e decapitati da carnefici di origine etiope. Lo storico bizantino Simora il Logoteta riferisce che tra le vittime vi fu anche il traditore Baditze. I cadaveri dei giustiziati furono gettati nelle acque del fiume. La tradizione tramanda che la fauna fluviale agì in modo mirabile: i coccodrilli presenti divorarono unicamente il corpo dell'apostata Baditze, mentre i corpi dei martiri riaffiorarono intatti e miracolosamente ricongiunti alle proprie teste. I cristiani del luogo recuperarono le sacre spoglie dall'Eufrate e provvidero alla loro devota sepoltura. Successivamente, la biografia dell'imperatore d'Oriente Basilio primo il Macedone attesta che all'interno del palazzo reale fu eretto un apposito oratorio dedicato ai quarantadue martiri.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i Santi Quarantadue martiri di Siria?

La memoria liturgica si celebra il sei marzo nel Martirologio Romano, nei menei greci e nel martirologio siriaco di Rabban Sliba.

Dove avvenne il martirio?

I martiri furono catturati ad Amorio in Frigia, detenuti in Siria e infine decapitati sulle sponde del fiume Eufrate.

In Siria, passione di quarantadue santi martiri, che, arrestati ad Amorio in Frigia e condotti al fiume Eufrate, ottennero con un insigne prova la palma del martirio. — Martirologio Romano