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6 febbraio

Santa Dorotea e Teofilo

Martire di Cesarea di Cappadocia

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e giovinezza in Cappadocia

La vicenda di Santa Dorotea si svolge nella Cappadocia, un'antica regione situata nell'Asia Minore. In questa terra sorgeva la città di Cesarea, che fungeva da capitale e che era stata così chiamata in onore dell'imperatore Tiberio. Sul finire del terzo secolo, e precisamente nel 284 dopo Cristo, viveva in questa città la santa Dorotea, nata e cresciuta nello stesso luogo. Fin da bambina, la giovane si distinse nella comunità per le sue opere di carità, per una straordinaria saggezza e per una profonda purezza di cuore. Ella decise di dedicare la propria esistenza al servizio di Dio, onorando il Signore con molta dedizione e costanza attraverso la pratica dei digiuni e delle orazioni. La fama delle sue virtù cristiane si diffuse rapidamente tra gli abitanti della città, giungendo infine fino alle orecchie delle autorità locali e provocando reazioni contrapposte di ammirazione e di invidia.

Il processo davanti al preside Saprizio

La condotta esemplare di Santa Dorotea divenne presto oggetto d'invidia da parte di molte persone che si dimostrarono incapaci di giungere all'altezza delle sue virtù spirituali. Alcune persone invidiose fecero arrivare alle orecchie del tiranno le lodi che si facevano della giovane vergine, innescando così l'inquisizione e il conseguente processo. Al tempo della santa vi era in Cesarea un persecutore di cristiani di nome Saprizio, ricordato in alcune fonti anche come preside. Saprizio, venuto a sapere che Dorotea era una fervente seguace di Cristo, la convocò ufficialmente per persuaderla a offrire sacrifici agli dèi pagani. Visto che la giovane si mostrò irremovibile e ferma nelle sue convinzioni di fedele cristiana, Saprizio la fece legare a una catasta, minacciandola di farla morire tra le fiamme se non avesse rinnegato la propria fede. Vedendo tuttavia che Dorotea non dimostrava alcun timore di finire tra le fiamme del rogo, il preside la fece togliere dalla catasta per tentare un'altra strada.

La conversione di Crista e Calista

Non essendo riuscito a piegarla con la minaccia del fuoco, Saprizio decise di inviare Dorotea a due ragazze che avevano precedentemente rinnegato la fede cristiana per sfuggire alle persecuzioni. Queste due sfortunate donne si chiamavano Crista, nota anche come Criste, e Calista, chiamata pure Callista. I loro stessi nomi testimoniavano che le due donne erano state in passato cristiane, prima di cedere alla paura. Il giudice sperava che le due concittadine potessero persuadere Dorotea ad offrire sacrifici agli dèi, descrivendole le pene atroci e le sofferenze di una morte violenta. Tuttavia, l'incontro ebbe un esito del tutto inatteso per le autorità. Crista e Calista furono infatti profondamente convertite alla fede cristiana proprio dalle parole persuasive di Dorotea. La santa ripeteva con convinzione che la fede in Cristo era l'unica via che poteva condurre alla salvezza eterna. In seguito a questo colloquio, le due donne ritornarono al palazzo di Saprizio e proclamarono apertamente la loro riacquistata fedeltà a Cristo. Saprizio le condannò immediatamente al rogo. Alla notizia della loro esecuzione, Dorotea provò una grande felicità interiore, sapendo che le due giovani avevano affrontato con coraggio il martirio in nome del Signore, e affrontò la rinnovata ira del preside elevando lodi a Dio.

L'incontro con Teofilo e il miracolo d'inverno

Uscendo dal palazzo di giustizia per andare incontro al martirio, la santa incontrò il giudice Teofilo, classificato in vari testi anche come un giovane scolastico o maestro di scuola. Teofilo era stato presente quando Dorotea aveva dichiarato a Saprizio che il suo sposo era nei cieli e che lassù i giardini erano colmi di fiori e di frutti meravigliosi. Con un atteggiamento di aperta derisione, Teofilo si rivolse alla vergine in modo provocatorio, dicendole di pregare affinché gli mandasse delle mele e delle rose direttamente dal paradiso. La sua frase esatta fu pronunciata con ironia: Sposa di Cristo, mandami delle mele e delle rose dal giardino del tuo sposo. Con grande serenità, Dorotea rispose che avrebbe soddisfatto la sua richiesta nonostante fosse stata fatta per scherno. Prima di essere condotta all'esecuzione, la santa si raccolse in un profondo ed estremo atto di preghiera. Durante la preghiera, che si svolgeva nel mese di febbraio, un periodo in cui le rose notoriamente non fioriscono, le accadde un fatto straordinario. A Dorotea apparve un bambino che portava tre belle rose e tre mele. La santa disse allora al fanciullo di portare quei frutti e quei fiori proprio a Teofilo. Nel frattempo, Teofilo si trovava in compagnia di alcuni amici ai quali stava raccontando una sua bravata, quando improvvisamente gli si presentò il bambino con il dono promesso. Dopo aver consegnato le mele e le rose, l'angelo scomparve nel nulla. Teofilo rimase estremamente confuso da quella visione e, per opera della grazia di Dio, credette improvvisamente all'evento prodigioso, affermando con convinzione che il Dio dei cristiani era il Dio vero ed unico.

Il martirio di Santa Dorotea e di Teofilo

All'inizio gli amici di Teofilo credettero che stesse scherzando o che fosse vittima di un'illusione. Visto però che Teofilo insisteva nel professare la sua nuova fede, gli amici decisero di denunciarlo al preside Saprizio. Quest'ultimo convocò immediatamente Teofilo in tribunale e cercò di persuaderlo a essere più coerente con le sue convinzioni originarie. Di fronte al rifiuto del giovane di recedere dal professare la fede cristiana, Saprizio ordinò che fosse severamente torturato. Teofilo fu legato sul cavalletto e sottoposto a crudeli tormenti, arrivando a essere persino scarnificato. Nonostante le atroci sofferenze corporali, il nuovo convertito non rinnegò il Signore e fu infine condannato alla pena capitale mediante decapitazione. La sua morte suggellò la sincerità della sua conversione, associando per sempre il suo nome a quello di Santa Dorotea nel martirologio. Dal canto suo, poco prima che Teofilo completasse il suo cammino, Santa Dorotea aveva affrontato la morte in modo edificantissimo, preceduta anch'essa da quel grande evento prodigioso. La vergine reclinò il capo e la sua vita terrena fu recisa con un colpo di spada, consegnandola alla gloria eterna dei martiri di Cesarea di Cappadocia, nell'odierna Turchia.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Dorotea?

La memoria significativa e simbolica di Santa Dorotea si celebra il sei di febbraio, data in cui viene ricordata insieme al martire Teofilo.

Di cosa è patrona Santa Dorotea?

Santa Dorotea è considerata la patrona dei fioristi e dei fruttivendoli, un patronato che deriva direttamente dal famoso miracolo del cesto di mele e rose ricevuto in pieno inverno.

A Cesarea in Cappadocia, nell’odierna Turchia, santi martiri Dorotea, vergine, e Teofilo, maestro di scuola. — Martirologio Romano