19 febbraio
Santa Lucia Yi Zhenmei
Catechista cinese, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini della fede in Cina e i primi secoli
Il cristianesimo fu annunciato in Cina sin dal quinto secolo, segnando l'inizio di una lunga storia di incontro tra il Vangelo e la cultura orientale. All'inizio del settimo secolo fu eretta la prima chiesa cristiana nel paese. La fioritura del cristianesimo in Cina fu favorita dallo spirito profondamente religioso verso l'Essere Supremo e dalla devota e filiale pietà verso gli antenati defunti. Nel tredicesimo secolo fu costituita la prima missione cattolica nel Regno di Mezzo con sede episcopale a Belfin. A partire dal sedicesimo secolo le comunicazioni fra Oriente ed Occidente divennero più frequenti, consentendo alla Chiesa cattolica di intensificare l'apporto del Vangelo in Cina inviando missionari accuratamente scelti. Matteo Ricci fu un gesuita inviato in Cina per instaurare rapporti religiosi, sociali e scientifici. L'imperatore K'ang Hsi, detto figlio del cielo, emanò nel 1592 il primo decreto di libertà religiosa grazie al lavoro dei missionari pionieri. Questo decreto di libertà religiosa permetteva ai sudditi di aderire al cristianesimo e ai missionari di predicarla ovunque. Il cristianesimo in Cina raccolse molte migliaia di conversioni e di cinesi battezzati.
Il tempo delle persecuzioni e la testimonianza dei martiri
A partire dalla prima decade del settimo secolo, la situazione cambiò a causa della questione dei riti cinesi e dell'influenza del Giappone ostile al cristianesimo. Le persecuzioni contro i cristiani si susseguirono in varie ondate fino alla metà del diciannovesimo secolo, portando all'uccisione di missionari e fedeli laici e alla distruzione di chiese. San Francesco Fernandez de Capillas, dell'Ordine dei Predicatori e martirizzato nel 1648, è considerato il Protomartire della Cina. Vari ordini religiosi come Domenicani, Francescani, Agostiniani, sacerdoti delle Missioni Estere di Parigi, Lazzaristi e Francescane Missionarie di Maria ebbero martiri missionari occidentali. I Gesuiti, rispettati sin dall'inizio, ebbero i loro martiri nel luglio 1900 verso la fine del periodo di persecuzione. I Salesiani di Don Bosco ebbero due martiri nel 1930, i santi Luigi Versiglia e Callisto Caravario. Durante quasi tre secoli di persecuzione furono martirizzati sacerdoti, seminaristi, religiosi e vescovi della giovane Chiesa cinese. Molti fedeli cinesi resistettero e testimoniarono con il loro sangue la fedeltà a Cristo, spesso insieme ai familiari, nonostante le apostasie dovute alla paura. Numerose catechiste e catechisti laici insegnarono i principi cristiani e subirono il martirio insieme ai padri missionari. I martiri locali furono uccisi per mano di connazionali, in particolare dai boxers mossi da motivi politici, economici, intolleranza o invidia dei bonzi contro la religione degli stranieri. Il primo ottobre 2000 papa Giovanni Paolo II ha proclamato santi centoventi martiri tra religiosi e laici, già beatificati in date diverse.
La vita di Lucia Yi Zhenmei
Yi Zhenmei nacque il diciassette gennaio 1815 a Mainyang, nel Sichuan in Cina, ed era l'ultima di cinque fratelli. Suo padre era un cattolico convertito di recente dal buddismo. A dodici anni assunse il nome di Lucia e si consacrò al Signore, sebbene i genitori l'avessero promessa sposa secondo le usanze. Per liberarsi dalla promessa di matrimonio, Yi Lucia si finse pazza facendo così annullare gli accordi matrimoniali anche per il futuro. Riprese gli studi per diventare maestra di scuola e coltivò la sua crescita spirituale. I missionari cattolici le affidarono l'incarico di insegnare il catechismo. Trascorreva le sue giornate tra faccende domestiche, cura degli ammalati e apostolato catechistico. Da giovane adulta decise di separarsi dalla famiglia per andare a vivere dalle suore missionarie. A causa di una grave malattia fu costretta a tornare nella casa familiare. Durante la malattia alcune persone malevoli gettarono discredito sulla sua moralità e la superiora vi credette. Si oppose al desiderio di vendetta dei suoi familiari, sopportando tutto pacificamente e con pazienza. Fu chiamata dal vescovo di Kweichow che le affidò il compito di insegnare il catechismo nei villaggi del Vicariato. Superò le difficoltà poste dalla famiglia che temeva nuovi pericoli per lei. Yi Zhenmei Lucia si mise subito al lavoro e coadiuvò l'opera missionaria di padre Giovanni Pietro Néel delle Missioni Estere di Parigi. Padre Giovanni Pietro Néel è anche lui martire e fu proclamato santo il primo ottobre 2000.
Il martirio e la gloria degli altari
Fu catturata dai soldati durante la persecuzione scatenata dalla setta Ninfa Bianca. Subì un interrogatorio durante il quale le furono fatte proposte vantaggiose in cambio della rinuncia alla religione cristiana. La richiesta di rinunciare alla fede era appoggiata anche dal suo ex fidanzato che conservava per lei affetto e stima. Lucia Yi rifiutò con fermezza le proposte ed fu condannata alla decapitazione a causa del suo rifiuto. Accettò con dignità la condanna a morte. Si ribellò solo quando i carnefici vollero spogliarla prima dell'esecuzione e riuscì a evitare l'umiliazione di essere spogliata. Fu decapitata il diciannove febbraio 1862 a Kaiyang, nel Guizhou in Cina. Al momento della morte aveva quarantasette anni. Il diciotto e diciannove febbraio furono uccisi padre Néel, tre catechisti uomini e Lucia Yi. Il copricapo di Lucia Yi, bagnato di sangue, fu portato in casa e poggiato sul corpo della nipote Paola, gravemente malata, che guarì all'istante. Fu dichiarata venerabile insieme al gruppo dei martiri di Guizhou il due agosto 1908. Fu beatificata il due maggio 1909 da papa san Pio X. Il Martirologio la ricorda in località Kaiyang presso Mianyang nella provincia di Sichuan in Cina come santa Lucia Yi Zhenmei, vergine e martire.
Il cammino di fede
Il percorso spirituale di Santa Lucia Yi Zhenmei affonda le sue radici nella terra cinese del Sichuan, dove nacque nel milleottocentoquindici. Fin dai suoi primi anni, la sua anima fu attratta dalla bellezza del Vangelo, portandola a compiere una scelta radicale di vita a soli dodici anni. Consacrandosi al Signore e adottando il nome di Lucia, ella tracciò il solco di una esistenza che non avrebbe più conosciuto distrazioni o compromessi. La sua vocazione si manifestò nel servizio concreto all'interno del Vicariato di Kweichow, dove si distinse come catechista dedita all'istruzione religiosa nei villaggi più remoti.
In questa missione quotidiana, fatta di incontri semplici e di paziente annuncio, Lucia collaborò strettamente con padre Giovanni Pietro Néel. La loro missione comune non fu soltanto un lavoro di evangelizzazione, ma una condivisione di fede vissuta in un clima di crescente ostilità. La dedizione di Lucia non si limitò alla parola, ma divenne testimonianza vivente, capace di sostenere la speranza dei cristiani in un tempo segnato da dure prove. Il suo impegno costante, lontano dai clamori del mondo, rivela la profondità di una laica che ha saputo fare della propria vita un altare vivente, offrendo ogni gesto e ogni fatica per l'edificazione del regno di Dio in terra cinese.
La testimonianza del martirio
L'ora suprema della prova giunse nel milleottocentosessantadue a Kaiyang, nel Guizhou. Durante l'interrogatorio cui fu sottoposta, Santa Lucia Yi Zhenmei si trovò di fronte alla scelta definitiva tra la salvezza terrena e la fedeltà al suo Sposo celeste. Con la fermezza propria di chi ha radicato la propria esistenza nella Verità, ella rifiutò recisamente di rinnegare la fede cristiana, nonostante le minacce e la prospettiva della morte. La sua condanna alla decapitazione, eseguita dai soldati, sigillò in modo indelebile il suo legame con Cristo.
Il sacrificio di Lucia non è rimasto un episodio isolato, ma è entrato a far parte della memoria liturgica della Chiesa, che ne celebra il ricordo il diciannove febbraio e il nove luglio insieme ai martiri cinesi. La sua canonizzazione, avvenuta per mano di San Giovanni Paolo II nel duemila, ha offerto a tutta la Chiesa l'esempio di una donna che ha saputo declinare la santità nella quotidianità del catechismo e nella solennità del martirio. La sua vicenda ci interroga ancora oggi sulla qualità della nostra testimonianza e sulla capacità di rimanere saldi nella fede, anche quando le circostanze della vita si fanno oscure e difficili.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Lucia Yi Zhenmei?
La sua festa liturgica con il gruppo di Guizhou si celebra il diciannove febbraio, mentre la sua festa con tutti i centoventi martiri canonizzati il primo ottobre 2000 si celebra il nove luglio.
Chi era Santa Lucia Yi Zhenmei?
Era un'umile catechista laica cinese, nata nel diciottocentindiciotto nel Sichuan e martirizzata nel millesimo ottocentosessantadue per aver confessato la fede cattolica.
In località Kaiyang presso Mianyang nella provincia di Sichuan in Cina, santa Lucia Yi Zhenmei, vergine e martire, che per aver confessato la fede cattolica fu condannata alla decapitazione. — Martirologio Romano