22 febbraio
Santa Margherita da Cortona
Religiosa
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la drammatica svolta
L'esperienza di Santa Margherita da Cortona affonda le radici nel tredicesimo secolo, un tempo segnato da profondi fermenti religiosi e sociali. Nasce nel 1247 a Laviano, un paese situato tra Montepulciano e Cortona, all'interno di una povera famiglia contadina. La sua infanzia è segnata da un doloroso lutto: la madre muore quando Margherita ha appena otto anni, lasciandola priva di una guida affettuosa. Il padre si risposa, ma la fanciulla viene allevata da una matrigna gelosa e bisbetica che la sottopone a continui maltrattamenti e angherie. Crescendo, Margherita si distingue per una bellezza straordinaria, che la rende ammirata e corteggiata da molti. A diciotto anni decide di compiere un gesto estremo, scappando di casa per realizzare il suo sogno d'amore con un giovane nobile di Montepulciano. Il nobile la accoglie nel suo castello, facendola sua amante per ben nove anni. Nonostante la durata del legame e la nascita di un figlio dalla loro unione, il giovane nobile non la sposa mai. Il destino della sua vita muta improvvisamente quando il compagno viene assassinato dopo nove anni di convivenza. La leggenda narra che un cagnolino abbia aiutato Margherita a ritrovare il cadavere dell'uomo in un bosco, un dettaglio che comparirà frequentemente nei molti dipinti che illustrano la sua vita. La morte violenta dell'amante la lascia fortemente scossa e segna la fine di un'epoca. All'indomani del funerale, la famiglia del nobile assassinato la scaccia sdegnosamente insieme al bambino. Margherita passa così improvvisamente dalle agiatezze della vita mondana alle condizioni di ragazza madre senza tetto né cibo. La sua situazione è aggravata dall'impossibilità di tornare nella casa paterna a causa della fuga precedente e della vergogna della sua vita peccaminosa. Secondo alcuni biografi, in questo frangente di estrema vulnerabilità e mancanza di risorse, arriva persino a prostituirsi per sbarcare il lunario, prima di compiere il definitivo ritorno alla grazia e lavare con una salutare vita di penitenza le macchie della sua giovinezza.
L'arrivo a Cortona e la conversione francescana
Lasciata la terra d'origine, Margherita si stabilisce a Cortona, raccontando subito a tutti la propria situazione con coraggiosa trasparenza. Due nobildonne della città le danno generosamente alloggio, offrendole un primo punto di appoggio. Per provvedere al proprio sostentamento e a quello del figlio, trova lavoro come ostetrica e infermiera per le partorienti. Nel frattempo, si preoccupa di fare educare il figlio, che in seguito seguirà la sua stessa vocazione facendosi francescano. A Cortona avviene la sua profonda metamorfosi spirituale: Margherita è completamente conquistata dall'ideale francescano e viene successivamente accolta nel Terz'Ordine di san Francesco, trovando nella regola del poverello d'Assisi la via maestra per la propria redenzione. La sua conversione non rimane un fatto intimistico, ma si traduce immediatamente in opere concrete di misericordia. Si dedica con amore agli ammalati poveri, visitandoli e curandoli a domicilio con assistenza gratuita. Dimostra una volontà e un talento organizzativo non comuni, che le permettono di radunare attorno a sé un gruppo di volontarie chiamate le Poverelle. Con loro organizza una rete fittissima di carità e assistenza per chiunque si trovi nel bisogno. Il suo dinamismo caritativo coinvolge anche le famiglie nobili della zona, che, conquistate dal suo zelo, mettono a disposizione somme ingenti per le sue opere. Grazie a questo sforzo collettivo, nel 1278 riesce ad aprire il primo ospedale per i poveri di Cortona, noto come ospedale della Misericordia. L'assistenza all'interno della struttura è assicurata dalla confraternita delle Poverelle e dai Mantellati. Per dare stabilità a questa opera, Margherita scrive personalmente gli Statuti della confraternita, caratterizzati da una chiara impronta francescana. All'occorrenza, non esita a vestire i panni dell'umiltà più profonda, non solo operando come infermiera, ma facendosi cuoca e questuante per raccogliere il necessario per i suoi assistiti, offrendo la testimonianza di una vita interamente votata ai più deboli.
L'impegno pubblico e i carismi mistici
Nonostante la scelta di una vita austera, Margherita mantiene uno sguardo attento alla vita pubblica della città di Cortona che l'ha accolta e adottata. Quando necessario, non esita a scendere in piazza per pacificare gli animi e rasserenare il clima politico del suo tempo. La sua autorevolezza morale è tale che molte persone si recano da lei nella cella presso la Rocca di Cortona, dove si stabilisce nel 1288 per vivere in maggiore solitudine. Viene ripetutamente chiesto l'intervento di Margherita per mettere pace nelle contese cittadine tra famiglie in lotta, per trovare accordi nelle lotte sanguinose tra guelfi e ghibellini e per dirimere i complessi conflitti sorti tra la gente di Cortona e il vescovo di Arezzo Guglielmo degli Ubertini. È un fatto naturale per i suoi contemporanei chiedere il suo intervento, raccomandarsi alle sue preghiere e sollecitare i suoi consigli per svariate vicende di vita pubblica e privata. Nel 1289, inoltre, Margherita partecipa attivamente alla fondazione della Confraternita delle Laudi, mostrando un grande amore per il canto religioso popolare e comportandosi a tutti gli effetti come una vera figlia spirituale di Francesco d'Assisi. Parallelamente a questo intenso servizio ecclesiale e sociale, Margherita conduce una seconda vita da contemplativa, dedicandosi alla meditazione sulla Passione del Signore in solitudine. In un'occasione significativa, fa persino ritorno una domenica nel suo paese nativo a Laviano, dove sale in chiesa durante la celebrazione eucaristica per raccontare le sue vicende giovanili e chiedere pubblicamente perdono. Negli ultimi anni, trascorsi nella piccola cella ricavata presso la chiesa di San Francesco nella Rocca sopra Cortona, vive in condizioni di estrema austerità, arrivando a dormire su un graticcio di tavole di legno. Nonostante la fragilità e la sofferenza fisica che la accompagnano in questa fase della vita, è arricchita dal Signore con superiori carismi secondo quanto attesta il Martirologio romano. Raggiunge così le alte vette della mistica attraverso la meditazione e una dura penitenza, ritirandosi nella mirabile contemplazione delle realtà celesti ed essendo già venerata come santa da quanti la circondano negli ultimi anni della sua esistenza terrena.
Il transito e il culto eterno
Il cammino terreno di Santa Margherita si compie il ventidue febbraio 1297, giorno in cui muore a Cortona all'età di cinquant'anni. La sua dipartita lascia un segno indelebile nella comunità cortonese e nell'intero Ordine Francescano, di cui ella rappresenta una delle glorie più fulgide. La Chiesa cattolica, dopo un attento e approfondito esame durato più di quattro secoli, la proclama ufficialmente santa nel 1728 ad opera di Papa Benedetto XIII. Da allora, il suo culto non ha mai cessato di espandersi, alimentato dalla straordinaria conservazione delle sue spoglie mortali. Le sue spoglie si trovano infatti custodite all'interno del santuario a lei dedicato in Cortona, dove il suo corpo incorrotto riposa da sette secoli, continuo oggetto di venerazione da parte dei fedeli. Santa Margherita rimane la patrona di Cortona, la città che l'ha accolta dopo il peccato e l'ha vista risorgere alla santità attraverso la penitenza e l'amore operoso, confermandosi quale intercessore potente presso il trono dell'Altissimo per tutti i devoti che ne invocano la protezione.
Il cammino della conversione
La parabola terrena di Margherita ha inizio a Laviano nel 1247. All'età di soli diciotto anni, la giovane scelse di fuggire con un nobile di Montepulciano, unione dalla quale nacque un figlio. Questa stagione della sua vita, vissuta al di fuori delle convenzioni del tempo, si interruppe drammaticamente con il ritrovamento del corpo dell'amante, barbaramente assassinato. Respinta e cacciata dai parenti dell'uomo, Margherita si trovò sola e priva di ripari.
Fu allora che la Provvidenza guidò i suoi passi verso Cortona. In questa città la sua esistenza mutò radicalmente: Margherita scelse la via del ritiro, della preghiera e di una severa penitenza, stabilendosi presso la Rocca di Cortona. In questo luogo di solitudine, il dolore si trasformò in una feconda offerta d'amore. Nel 1278 diede vita all'ospedale della Misericordia, un luogo di accoglienza per i sofferenti che divenne il cuore pulsante della sua opera di carità. Negli anni successivi, Margherita non si limitò alla cura dei corpi, ma si adoperò attivamente come mediatrice di pace nelle aspre contese politiche e cittadine che tormentavano Cortona, spegnendosi infine nel 1297.
La memoria e il culto
Il transito di Margherita avvenne il 22 febbraio 1297 a Cortona, città che da subito ne custodì il corpo e la memoria con profonda devozione. Il cammino verso il riconoscimento ufficiale della sua santità si compì solennemente nel 1728, quando papa Benedetto XIII la proclamò santa, offrendo alla Chiesa universale il suo esempio di redenzione operosa.
Oggi la sua figura continua a parlare al cuore di quanti cercano una via di rinascita. Santa Margherita è venerata con particolare solennità come patrona della città di Cortona, il luogo che ne accolse il pianto e ne vide fiorire la santità.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Margherita da Cortona?
Santa Margherita da Cortona si festeggia il ventidue febbraio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1297.
Di cosa è patrona Santa Margherita da Cortona?
Santa Margherita da Cortona è la patrona della città di Cortona, che custodisce le sue spoglie mortali.
A Cortona in Toscana, santa Margherita, che, fortemente scossa dalla morte del suo amante, lavò con una salutare vita di penitenza le macchie della sua giovinezza e, accolta nel Terz’Ordine di san Francesco, si ritirò nella mirabile contemplazione delle realtà celesti, ricolmata da Dio con superiori carismi. — Martirologio Romano