14 settembre
Santa Notburga di Eben
Domestica
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il servizio umile
Nei secoli scorsi le categorie sociali dei santi erano molto ristrette. Santa Notburga nacque nel tredicesimo secolo a Rattenberg, nel Tirolo del Nord. Non esistono documenti contemporanei su di lei. Ella fu prima cuoca di un nobile nel vicino castello sul Rottenburg. Distribuiva ai poveri tutto ciò che avanzava dalla tavola dei padroni. In seguito si mise al servizio di un contadino ad Eben. Convenne con il contadino che avrebbe lasciato il lavoro servile al sabato all'ora dei Vespri per dedicarsi alla preghiera e alle faccende di casa.
La tradizione e la morte
Secondo la leggenda, di fronte all'insistenza del contadino a continuare a lavorare, Notburga lanciò in alto la falce che rimase sospesa nell'aria. Dopo un periodo di durata sconosciuta, tornò a fare la cuoca presso il nobile nel castello di Rottenburg. Continuò nella sua opera caritatevole fino alla morte. La sua morte santa avvenne il quattordicesimo giorno di settembre del 1313. Venne sepolta ad Eben, dove nel Martirologio è ricordata nel villaggio come vergine che casalinga servì Cristo nei poveri.
La memoria e le reliquie
Il testo più antico della sua leggenda, in tedesco, si trovava su un dipinto ad olio e su tavola di legno che abbelliva la sua tomba ad Eben ed ora è disperso. Il testo antico fu trascritto in latino e conservato nel Museo Ferdinandeum di Innsbruck. Il testo conservato riporta il racconto di numerosi miracoli e prodigi verificatisi dopo la sua morte. L'iconografia che la riguarda è numerosa e riporta come simbolo la falce. Su santa Notburga sono state scritte numerose Vitae e libri di devozione, e la santa è stata raffigurata in tante opere d'arte.
La chiesetta di Eben in cui era sepolta venne ampliata nel 1434 e nel 1516. La chiesetta fu abbellita con il concorso munifico dell'imperatore Massimiliano Primo d'Asburgo. Nel 1718 le reliquie furono ricomposte secondo l'uso dell'epoca. Le reliquie furono rivestite con seta, oro e argento. Le reliquie furono esposte sull'altare maggiore in posizione verticale, dove si trovano tuttora.
Il culto e la diffusione
Ella ebbe un notevole culto in tutti i secoli successivi. Nel Seicento i numerosi pellegrini erano soliti asportare un poco di terra dal cimitero di Eben per usarla contro le malattie che colpivano uomini ed animali. Si racconta di miracoli e di grande affluenza di devoti nel Seicento. Il culto per santa Notburga ebbe una diffusione immensa in Austria e negli Stati limitrofi. Il suo culto è diffuso nel Tirolo, in Austria, in Istria e in Baviera. Il culto è stato confermato da papa Pio IX con decreto del 27 marzo 1862.
La vita
La vicenda biografica di Santa Notburga si intreccia con i luoghi e i ritmi della terra tirolese tra il tredicesimo e il quattordicesimo secolo. Nata a Rattenberg, ella scelse di percorrere la via della verginità, ponendo la propria vita al servizio altrui con spirito di sacrificio e umiltà. Durante il suo periodo presso il castello di Rottenburg, la santa svolse il ruolo di cuoca, distinguendosi per una carità premurosa che la portava a distribuire gli avanzi dei pasti ai poveri, interpretando il proprio compito come un ministero di accoglienza verso gli ultimi.
Successivamente, il suo cammino la condusse ad Eben, dove prestò servizio presso un contadino. In questa fase della sua esistenza, Notburga manifestò un forte attaccamento al valore sacro del tempo dedicato al Signore, impegnandosi affinché il riposo festivo venisse rispettato e anticipato secondo le consuetudini. La sua dedizione al lavoro non fu mai disgiunta dalla cura per la dimensione spirituale, rendendo il suo agire quotidiano una forma di preghiera incessante. La sua scomparsa avvenne il quattordici settembre mille trecento tredici e le sue spoglie trovarono riposo ad Eben, divenendo nel tempo meta di devozione per quanti riconoscono nella sua figura un modello di santità semplice e autentica. Papa Pio IX ne sancì ufficialmente il culto il ventisette marzo mille ottocento sessantadue, confermando la venerazione che, nei secoli, ha accompagnato il ricordo di questa umile donna tirolese.
Il culto
La figura di Santa Notburga di Eben si è imposta nel corso dei secoli come punto di riferimento per le popolazioni rurali e per coloro che dedicano la vita al servizio domestico. La sua canonizzazione, avvenuta per mano di Papa Pio IX il ventisette marzo mille ottocento sessantadue, ha consolidato un culto già profondamente radicato nel territorio tirolese. La memoria liturgica, fissata al quattordici settembre, richiama ogni anno i fedeli presso il luogo della sua sepoltura ad Eben, dove la santa viene invocata con fiducia.
Santa Notburga è riconosciuta quale patrona della gioventù rurale, dei contadini e delle domestiche. Il suo patrocinio non è soltanto un titolo formale, ma riflette l'eco di una vita spesa nel lavoro manuale e nella difesa dei diritti dei lavoratori, in particolare riguardo al riposo festivo. La sua testimonianza continua ad ispirare quanti, nelle fatiche della vita quotidiana, cercano un esempio di coerenza evangelica e di dedizione silenziosa, offrendo il proprio impegno come dono gradito a Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Notburga di Eben?
La ricorrenza di Santa Notburga di Eben si celebra il 14 settembre.
Di cosa è patrona Santa Notburga di Eben?
Santa Notburga è invocata come modello e patrona della gioventù rurale, dei contadini e delle domestiche.
Nel villaggio di Eben nel Tirolo, santa Notburga, vergine, che, casalinga, servì Cristo nei poveri, lasciando ai contadini un modello di santità. — Martirologio Romano