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19 maggio

Santa Pudenziana di Roma

Vergine e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la famiglia

Il nome di santa Pudenziana è abbinato a quello di santa Prassede, sua sorella e martire romana, in una tradizione che affonda le radici nella comunità cristiana dei primi secoli. La vita delle sante è raccontata nei Leggendari o Passionari romani, testi composti intorno al quinto e sesto secolo per fornire preghiere agli Uffici religiosi e letture edificanti a chierici e monaci. Questi Passionari, contenenti vite e sofferenze dei santi martiri, si diffusero largamente negli ambienti religiosi dell'Alto e Basso Medioevo. Le Gesta delle due sante martiri affermano che il prete romano Pastore scrisse a Timoteo, discepolo di san Paolo, per narrare gli eventi della comunità. Secondo le Gesta, Pudente, descritto come amico degli Apostoli, trasformò la sua casa in una chiesa con l'aiuto del prete Pastore dopo la morte dei genitori e della moglie Savinella. Pudente morì lasciando quattro figli: i maschi Timoteo e Novato e le femmine Pudenziana e Prassede. Le due donne, d'accordo con il prete Pastore e papa Pio I, costruirono un battistero nella chiesa fondata dal padre, offrendo un luogo sicuro per la fede. Le due sorelle convertirono e amministrarono il battesimo a numerosi domestici e a molti pagani che cercavano la verità. Papa Pio I visitava spesso la chiesa e i fedeli, celebrando la Messa per le loro intenzioni e sostenendo la comunità. Pudenziana morì all'età di sedici anni, forse martire, e fu sepolta presso il padre Pudente nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria.

La memoria e le vicende di santa Prassede

Il fratello Novato si ammalò dopo un certo tempo e prima di morire donò i suoi beni a Prassede, a Pastore e a papa Pio I. I tre beneficiari inviarono una lettera al fratello Timoteo per chiedergli di approvare la donazione dei beni familiari. Timoteo, che si trovava lontano, rispose affirmativamente lasciandoli liberi di usare i beni secondo la carità cristiana. Prassede chiese a papa Pio I di edificare una chiesa nelle terme di proprietà di Novato in vico Patricius. Papa Pio I acconsentì alla richiesta intitolando la chiesa alla beata vergine Pudenziana, mentre il papa eresse un'altra chiesa in vico Lateranus intitolandola alla beata vergine Prassede, probabilmente una santa omonima. Due anni dopo scoppiò un'altra persecuzione e Prassede nascose molti cristiani nella sua chiesa per proteggerli dalla furia imperiale. L'imperatore Antonino Pio, informato dei fatti, arrestò e condannò a morte molti cristiani, compreso il prete Semetrius. Prassede provvide durante la notte alla sepoltura dei martiri nel cimitero di Priscilla, compiendo un'opera di misericordia rischiosa e pia. Addolorata per gli eventi e per la perdita dei fratelli nella fede, Prassede ottenne di morire martire pochi giorni dopo. Il prete Pastore seppellì Prassede vicino al padre Pudente e alla sorella Pudenziana nel cimitero sulla via Salaria.

Il culto e la storia delle reliquie

Il racconto delle Gesta delle due sante è considerato fantasioso e opera di un monaco o pio chierico del quinto o sesto secolo. Tuttavia, l'esistenza storica delle due sante è certa poiché sono menzionate in molti antichi codici della Chiesa di Roma. Gli itinerari del settimo secolo mostrano che le due sante erano venerate dai pellegrini nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria. Le sante sono inoltre menzionate nel Kalendarium Vaticanum della basilica di San Pietro del dodicesimo secolo. Dal quarto al sexto secolo la chiesa di Roma portava il nome del fondatore Pudente, mentre dal settimo secolo la chiesa cambiò nome in Ecclesiae S. Potentianae e dal sedicesimo secolo esclusivamente in chiesa di Santa Pudenziana. Il venti gennaio ottocentodiciassette papa Pasquale I fece trasferire i corpi di duemilatrecento martiri dalle catacombe all'interno della città per preservarli dalle devastazioni dei Longobardi. Le reliquie furono distribuite nelle varie chiese di Roma: le reliquie di santa Pudenziana furono riposte nella chiesa del padre Pudente e quelle di Prassede nella chiesa di Santa Prassede. Le reliquie di santa Prassede riposano nella chiesa omonima insieme ad alcune della sorella e di altri martiri, racchiuse in quattro sarcofagi nella cripta. Il corpo di santa Pudenziana fu traslato nel quindicesimo secolo e nel diciottesimo secolo, precisamente nel millenacinquecentottantasei e nel millesettecentodieci, sotto l'altare maggiore durante il restauro della chiesa a lei intitolata. La memoria di Pudenziana è fissata al diciannove maggio e quella di Prassede al ventuno luglio, mantenendo la celebrazione liturgica separata.

Le testimonianze artistiche

Le due chiese romane di Santa Pudenziana e Santa Prassede conservano numerose opere d'arte realizzate da artisti di ogni tempo in onore delle martiri. Un affresco del nono secolo ritrovato nel millesettoottocentonovantuno nella chiesa di Pudenziana raffigura le due sorelle insieme a san Pietro. Le sante sono raffigurate insieme alla Madonna in una pittura murale nella cripta della chiesa di Santa Prassede. Le sante appaiono inoltre nel mosaico della conca absidale della chiesa di Santa Prassede, donato da papa Pasquale I per adornare la basilica. Queste rappresentazioni artistiche testimoniano la persistenza e la profondità della devozione tributata a santa Pudenziana e a santa Prassede nel corso dei secoli dalla comunità cristiana.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Pudenziana di Roma?

La memoria liturgica di santa Pudenziana si celebra il diciannove maggio.