Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

31 maggio

Santi Canzio, Canziano e Canzianilla

Martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e testimonianze storiche

I santi Canzio, Canziano e Canzianilla erano fratelli di sangue e romani di nobile famiglia Anicia, legati anche da parentela con l'imperatore Carino. Allo scoppio della persecuzione di Diocleziano a Roma, i tre fratelli compirono un gesto di straordinaria carità cristiana, emancipando i loro settantatré schiavi dopo averli fatti istruire e battezzare. Successivamente distribuirono ai poveri i loro beni posseduti a Roma e decisero di partire per Aquileia insieme al loro pedagogo Proto, per fare visita e incontrare Grisogono. I fratelli possedevano molti beni anche ad Aquileia, dove la persecuzione infuriava per opera del preside Dulcizio e del comes Sisinnio, mentre Grisogono era stato martirizzato ad Aquas Gradatas un mese prima del loro arrivo. Aquas Gradatas era uno scalo sull'Isonzo corrispondente all'odierna San Canzian d'Isonzo, situata a circa quindici chilometri da Aquileia. Giunti nella zona, i Canzii visitarono i cristiani in prigione e predicarono coraggiosamente Gesù Cristo operando molti miracoli. Citati davanti al preside, i fratelli rifiutarono di comparire facendo valere la loro parentela con l'imperatore Carino, ma la loro condanna a morte fu confermata dagli imperatori Diocleziano e Massimiano. Presentendo la fatale conclusione, i tre fratelli e Proto si recarono ad Aquas Gradatas sulla tomba di san Grisogono. Raggiunti da Sisinnio e rifiutandosi di rendere omaggio agli dei, i fratelli furono infine decapitati dopo essere stati arrestati dal persecutore mentre si allontanavano da Aquileia su un carro. Il prete Zeno, che aveva sepolto san Grisogono, provvide a seppellire i martiri in una cassa di marmo presso la tomba di Grisogono. La datazione colloca tutti questi eventi nel quarto secolo.

La più antica passio dei santi è andata perduta, ma la sua esistenza originaria è nota tramite un'omelia erroneamente attribuita a sant'Ambrogio ma probabilmente scritta da san Massimo di Torino. Questa omelia attesta che i tre Canzii erano fratelli di sangue e furono martirizzati insieme vicino ad Aquileia mentre si allontanavano in cocchio. Esiste inoltre una Passio Santi Cantii, Cantiani et Cantianillae conservata in forma di lettera di sant'Ambrogio ai vescovi d'Italia. Secondo lo studioso Lanzoni, la prima redazione di questa passio risale alla metà del quinto secolo, e l'autore integrò le poche notizie storiche con elementi tratti dalle passiones romane dei santi Proto e Giacinto e di san Crisogono. I Bollandisti dichiarano la medesima passio fittizia, mentre la leggenda associa ai Canzii anche santi come Giovano, Muzio, Clemente e Ciria a causa di errori dei copisti. Venanzio Fortunato, vescovo di Poitiers ed originario di Treviso, menziona i martiri Canziani nel suo poema De vita Sancti Martini. Il Martirologio colloca il loro gruppo ad Aquileia in Friuli e il Martirologio Romano ricorda i santi il trenta e il trentuno maggio. Il Martirologio Geronimiano ricorda invece i santi il trenta maggio nei suoi Additamenta, il trenta e trentuno maggio, e anche nei giorni quindici, sedici e diciassette giugno. Nei martirologi i santi compaiono talvolta da soli o associati ad altri santi come Proto e Crisogono.

La diffusione del culto e le reliquie

Il culto dei tre martiri aquileiesi si diffuse rapidamente al di qua e al di là delle Alpi. Il Chronicon gradense narra che verso la metà del sesto secolo un prete di nome Geminiano trasportò le spoglie dei Canzii da Aquileia a Grado. Nel cinquecentosessantotto il patriarca Paolo d'Aquileia si rifugiò a Grado portando con sé i reliquiari a causa dell'invasione longobarda. Il patriarca fece tumulare le spoglie nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Grado e fissò la festa dei santi al trentuno maggio in coincidenza con l'anniversario della morte. Nel cinquecentosettantanove, in occasione della dedicazione del duomo di Grado, le reliquie furono probabilmente deposte sotto l'altare principale. Molti miracoli furono attribuiti all'intercessione dei tre martiri aquileiesi nel corso dei secoli. Nel mille ottocentonetuno fu dissotterrata nel duomo di Grado una piccola urna marmorea contenente due cassette d'argento. Una cassetta ellittica custodiva le reliquie dei tre Canzii insieme a quelle di san Quirino di Pannonia e san Latino. Nel milleduecentoquarantanove le reliquie furono poste in una cassettina d'argento e successivamente, nel sedici venti, furono riposte in un'altra cassettina più bella. Varie chiese hanno vantato nel tempo il possesso delle salme o di reliquie dei Canzii, tra cui il duomo di Milano, San Crisogono di Seriate, Santa Maria in Organis a Verona, la cattedrale di Hildesheim e il monastero di Santa Maria d'Estampes. Queste reliquie custodite a Estampes sarebbero state fatte deporre dal re Roberto secondo il Santo, il quale regnò dal novecentonovantanove al millotrentuno e aveva ottenuto le sacre spoglie da Milano. Tali reliquie venivano portate solennemente in processione ogni anno il martedì di Pasqua, che corrisponde all'anniversario della deposizione delle reliquie ad Estampes, e anche il trentuno maggio, anniversario del martirio. Inoltre, una parte delle reliquie passò alla chiesa metropolitana di Sens, dove i tre Canzii avevano una festa e un Ufficio proprio nella diocesi.

Domande frequenti

Quando si festeggia la ricorrenza dei santi Canzio, Canziano e Canzianilla?

La ricorrenza si celebra il trentuno maggio, data che coincide con l'anniversario della loro morte e che viene ricordata dal Martirologio Romano.

Quali sono le origini e i luoghi legati ai santi?

I santi erano originari di Roma, appartenenti alla nobile famiglia degli Anicia, e subirono il martirio nel quarto secolo ad Aquas Gradatas, nei pressi di Aquileia.

Ad Aquileia in Friuli, santi Canzio, Canziano e Canzianilla, martiri, che, arrestati dal persecutore mentre si allontanavano su un carro dalla città, furono infine condotti al supplizio. — Martirologio Romano