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Oggi la Chiesa celebra: Santissima Trinità

domenica 31 maggio 2026 · Santo del giorno

Visitazione della Beata Vergine Maria

Visitazione della Beata Vergine Maria

La festa della Visitazione della Beata Vergine Maria celebra lo storico e spirituale incontro della Madre del Signore con la parente Elisabetta, un evento narrato dal Vangelo di Luca che unisce il Precursore e il Messia nella gioia dello Spirito Santo. Radicata nell'antichità orientale attraverso la memoria del sacro manto custodito a Costantinopoli, la solennità ha trovato nel corso dei secoli un progressivo inserimento nel calendario liturgico della Chiesa occidentale, fino alla sua attuale collocazione il trentuno maggio voluta dalla riforma postconciliare.

Questo momento fondamentale della storia della salvezza è stato profondamente rivalutato dal Concilio Vaticano II e dall'Esortazione apostolica Marialis cultus di papa Paolo VI, che hanno ricondotto il culto mariano nell'unica e armoniosa celebrazione del mistero di Cristo e della Chiesa. Attraverso il viaggio della giovane Vergine da Nazareth verso la montagna di Giuda e il sublime canto del Magnificat, la Chiesa contempla in Maria l'immagine purissima della fede, la cooperatrice alla redenzione e la madre premurosa che porta al mondo la presenza viva del Salvatore.

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Gli altri santi di oggi

San Silvio di Tolosa

Vescovo

San Silvio visse nel quarto secolo in un contesto storico di profonda trasformazione, esercitando il proprio ministero episcopale nella città di Tolosa, antica località della Gallia che fu successivamente anche capitale dell'impero dei Visigoti. Il Martirologio definisce San Silvio vescovo che per primo diede decoro al sepolcro di San Saturnino, edificando una basilica monumentale destinata a custodire le reliquie del primo vescovo e fondatore della diocesi tolosana. La sua figura si colloca stabilmente nella memoria cristiana di quella regione della Gallia narbonense, oggi territorio francese, dove la sua opera di pastore ha lasciato un segno duraturo nella devozione locale.

Il Santo è particolarmente ricordato per la sua dedizione nel custodire e onorare le origini della fede nella sua diocesi, sebbene la morte sopraggiunta intorno all'anno 400 gli impedisse di completare personalmente il grande cantiere della basilica, un compito che fu poi portato a termine dal suo successore. La memoria liturgica di San Silvio viene celebrata ogni anno il trentuno maggio, data in cui i fedeli rinnovano il ricordo della sua testimonianza cristiana e della cura pastorale riservata alla comunità di Tolosa.

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Santa Petronilla

Martire

Santa Petronilla è una vergine vissuta nel primo secolo, la cui figura si colloca nella prima era cristiana. Intorno alla sua esistenza terrena esistono notizie discordanti e dubbiose, sebbene il suo culto sia stato fin dalle origini molto diffuso nella comunità dei credenti. Il Martirologio la ricorda a Roma nel cimitero di Domitilla sulla via Ardeatina come santa Petronilla, vergine e martire.

La santa è ricordata in modo particolare dalla nazione francese, che l'ha eletta sua principale patrona e protettrice. La Francia ha sempre tributato a santa Petronilla una grande venerazione e devozione, considerandosi la figlia primogenita della Chiesa romana e di san Pietro, analogamente alla presunta filiazione della santa da san Pietro. Nel corso dei secoli, artisti insigni l'hanno raffigurata e onorata con opere d'arte di inestimabile valore.

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San Noè Mawaggali

Martire

San Noè Mawaggali è una figura luminosa della Chiesa in Uganda, un uomo che ha saputo testimoniare la propria fede fino all'estremo sacrificio durante le persecuzioni del diciannovesimo secolo. Egli appartiene alla schiera dei martiri ugandesi, testimoni che hanno sigillato con il sangue la loro adesione a Cristo, offrendo alla terra africana un seme di speranza che continua a germogliare nel cuore dei fedeli di ogni tempo. La sua memoria è indissolubilmente legata a un periodo di grande prova per la comunità cristiana locale, segnato dalle decisioni del re Mwanga.

Il nome di San Noè Mawaggali viene ricordato con profonda gratitudine insieme ai suoi compagni, in una celebrazione corale che la Chiesa universale ha solennizzato con la canonizzazione avvenuta per mano di papa Paolo Sesto nel 1964. Egli rappresenta la fermezza di chi, pur vivendo in un contesto di crescente ostilità verso il messaggio evangelico, non ha rinunciato alla propria scelta di vita, accogliendo il battesimo e la grazia divina. La sua testimonianza rimane un richiamo costante alla fedeltà verso il Vangelo, anche quando il cammino appare impervio e segnato dal pericolo.

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San Felice da Nicosia

Religioso Cappuccino

San Felice da Nicosia, al secolo Giacomo Amoroso, visse nel corso del diciottesimo secolo, incarnando con profonda umiltà la vocazione dei frati minori cappuccini. Nato a Nicosia nel 1715, precisamente il cinque novembre dello stesso anno, trascorse la sua fanciullezza in una famiglia numerosa guidata dal padre Filippo, calzolaio di professione, e dalla madre Carmela Pirro, dedita alla cura della casa. Avviato giovanissimo al lavoro nella bottega più importante del paese, il giovane seppe apprendere rapidamente l'arte della calzoleria, distinguendosi nel frattempo per una naturale propensione alla vita spirituale e alla vicinanza alla congregazione dei Cappuccinelli. La sua esistenza fu un cammino di progressivo affidamento a Dio, segnato da un lungo periodo di attesa prima di poter varcare la soglia del convento, a causa delle ristrettezze economiche familiari che rendevano indispensabile il suo sostegno materiale.

Ammesso finalmente tra i cappuccini dopo la dolorosa perdita dei genitori, avvenuta nel 1743, visse il suo ministero quotidiano nella semplicità dei servizi più umili e nella questua per le strade della sua terra e dei paesi vicini. Conosciuto per la sua inesauribile carità verso i poveri, i fanciulli, i carcerati e gli infermi, seppe trasformare ogni prova e ogni umiliazione inflitta dal superiore in un atto di amore filiale verso il Signore, rispondendo sempre con la formula sia per l'amor di Dio. La tradizione riferisce numerosi prodigi legati alla sua figura, dai semplici gesti di catechesi ai segni straordinari compiuti per mezzo di striscioline di carta invocate alla Beata Vergine. La Chiesa universale ne celebra la memoria il trenta-uno maggio, giorno della sua nascita al cielo nel 1787, mentre la sua luminosa testimonianza è stata suggellata dalla beatificazione proclamata da papa Leone XIII nel 1888 e dalla canonizzazione solenne celebrata da papa Benedetto XVI nel 2005.

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Santa Battista (Camilla) Varano

Clarissa Francescana

Santa Battista Varano, nata Camilla nel 1458 a Camerino, è una figura luminosa della spiritualità francescana, ricordata per la sua dedizione profonda alla contemplazione della Passione di Cristo. La sua esistenza si è snodata tra il XV e il XVI secolo, segnata da un impegno ascetico rigoroso e da una feconda attività di fondatrice di monasteri, testimoniando una fede incrollabile capace di attraversare anche le tempeste delle vicende umane e politiche del suo tempo.

La sua memoria è custodita soprattutto per i suoi scritti mistici, in cui ha saputo descrivere con rara intensità i dolori mentali di Gesù, offrendo ai posteri una via di accesso privilegiata alla comprensione del mistero della Redenzione. Canonizzata da papa Benedetto XVI nel 2010, ella rimane un punto di riferimento per chi cerca, nel silenzio della clausura e nella preghiera, il volto sofferente e glorioso del Salvatore, incarnando la spiritualità delle Clarisse con sapienza e umiltà profonda.

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Beato Mariano da Roccacasale (Domenico di Nicolantonio)

Religioso dei Frati Minori

Il Beato Mariano da Roccacasale, al secolo Domenico Di Nicolantonio, visse nel corso del diciannovesimo secolo lasciando un segno luminoso di santità semplice e operosa all'interno della famiglia dei Frati Minori. Nato in una famiglia molto povera che doveva industriarsi per sbarcare il lunario, trascorse la sua giovinezza come semplice pastore sul monte Morrone fino all'età di ventitré anni. L'ambiente bucolico e le lunghe ore di solitudine a contatto con Dio maturarono in lui il profondo desiderio di consacrarsi al Signore, conducendolo a varcare la soglia del chiostro dove visse una lunga esistenza dedita all'umiltà, all'ascolto e alla preghiera incessante. La Chiesa ha confermato l'esemplarità di Fra Mariano al termine di un processo canonico durato più di cento anni, culminato nella solenne beatificazione celebrata il 3 ottobre 1999 da Papa Wojtyla insieme a Fra Diego Oddi.

Egli è ricordato soprattutto per il suo lunghissimo servizio come portinaio e per la sua straordinaria dedizione agli ultimi, ai quali offriva pane, conforto e una parola di speranza. Le fonti indicano le date di nascita e di morte avvenute rispettivamente a Roccacasale e nel villaggio di Bellegra vicino a Roma, dove il religioso trascorse la seconda parte della sua esistenza. La sua memoria liturgica si celebra il trenta maggio, mentre il suo transito terriero avvenne nel giorno della festa del Corpus Domini, suggellando una vita interamente spesa nell'adorazione eucaristica e nella carità fraterna.

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Santi Canzio, Canziano e Canzianilla

Martiri

I santi Canzio, Canziano e Canzianilla sono venerati come martiri della fede cristiana e la loro memoria liturgica si celebra il trentuno maggio. La Chiesa antica custodisce la loro testimonianza legata al territorio di Aquileia nel quarto secolo, inserendo la loro figura in una tradizione di fede che ha superato i confini locali per diffondersi ampiamente al di qua e al di là delle Alpi. La Chiesa di Aquileia godeva di grande fama nell'antichità cristiana e fu teatro della coraggiosa testimonianza di questi fratelli di sangue, appartenenti alla nobile famiglia romana degli Anicia. La loro vicenda terrena e spirituale è giunta fino a noi attraverso antiche testimonianze scritte, omelie e agiografie che ne tramandano il sacrificio estremo affrontato durante la persecuzione di Diocleziano.

Il culto dei tre martiri aquileiesi si è ramificato nei secoli attraverso la custodia delle reliquie, dapprima trasferite a Grado dal patriarca Paolo durante le invasioni longobarde e in seguito venerate in numerose località europee, tra cui Milano, Verona, Seriate, Hildesheim ed Estampes. Molti miracoli furono attribuiti all'intercessione dei santi Canzio, Canziano e Canzianilla, la cui memoria liturgica compare nei più antichi martirologi, come il Geronimiano e il Romano. La tradizione li ricorda come modelli di carità, capaci di rinunciare alle ricchezze terrene e alla propria condizione sociale per servire i poveri, educare e battezzare i propri schiavi e testimoniare senza compromessi l'appartenenza a Cristo fino al martirio.

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Beato Nicolas Barrè

Religioso, fondatore

Il beato Nicolas Barré nacque il 21 ottobre 1621 ad Amiens, in Francia, primogenito di una famiglia di commercianti che si ingrandì con la nascita di altre quattro sorelle. Visse nel XVII secolo, un periodo pervaso in terra francese da un fervore di straordinario rinnovamento spirituale. Egli fu un sacerdote dell’Ordine dei Minimi, docente di teologia, esperto bibliotecario e celebre educatore di anime nello spirito del Vangelo. Dedicò la sua esistenza alla carità operosa e alla promozione dell’istruzione gratuita per i figli del popolo, istituendo le Scuole Cristiane e della Carità insieme alle Suore Maestre di Gesù Bambino.

La sua testimonianza di vita fu caratterizzata dall’armonica unione di preghiera, ascesi e opere di carità, ispirate alla spiritualità penitenziale del suo Ordine. Svolse il proprio apostolato tra Parigi, Amiens e Rouen, lasciando un segno indelebile nella storia dell’educazione cristiana in Francia. Morì il 31 maggio 1686 nel convento dei Minimi di Place Royale a Parigi ed è stato proclamato Beato il 7 marzo 1999 da papa Giovanni Paolo II nella Basilica di S. Pietro in Vaticano. La sua memoria liturgica si celebra il 31 maggio.

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San Benedetto il Vecchio

Abate

San Benedetto il Vecchio visse durante l'undicesimo secolo e guidò per lunghi decenni la celebre comunità monastica della Chiusa, lasciando un segno profondo nella storia della Chiesa piemontese e francese. Originario di Tolosa, in Francia, egli era giunto a Torino insieme a molti altri connazionali, tutti fortemente attratti dalla spiritualità e dalla grande fama spirituale dell'abbazia clusina. Grazie alle sue eccelse virtù e alla sua vasta erudizione, seppe guadagnarsi la stima incondizionata dei confratelli, che lo vollero alla guida del monastero. Il suo governo monastico fu segnato da una straordinaria fecondità spirituale e materiale, culminata nell'ampliamento degli edifici, nell'apertura di una scuola e nella nascita di nuove fondazioni monastiche che irradiarono la fede nel territorio circostante.

Oltre alla saggia amministrazione della sua comunità, l'abate Benedetto si distinse sulla scena ecclesiale internazionale per la sua autorevolezza dottrinale, che lo portò a intervenire in importanti dispute teologiche del tempo, come dimostra la sua partecipazione al concilio di Limoges. La sua vita fu interamente consacrata al servizio di Dio e del prossimo, arricchita secondo la tradizione da insigni prodigi che consolidarono la fama della sua santità. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica nel giorno trentuno del mese di maggio, ricordandone la figura di pastore saggio, prudente e fermo nella difesa della verità evangelica.

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Beato Giacomo Zhou Wen-mo

Sacerdote e martire

Il Beato Giacomo Zhou Wen-mo fu un sacerdote missionario che dedicò la propria esistenza alla diffusione del Vangelo in terra coreana, affrontando le asperità di un apostolato condotto nel segreto e nel pericolo. Nato a Suzhou nel mille settecento cinquantadue, egli rispose con generosa dedizione alla chiamata al sacerdozio, venendo ordinato a Pechino e inviato in missione per portare il conforto della fede alle comunità nascenti. La sua opera si distinse per la cura dedicata alla formazione dei laici, pilastri indispensabili per la crescita della Chiesa in un contesto di profonda ostilità verso il messaggio cristiano.

La memoria del Beato Giacomo Zhou Wen-mo è indissolubilmente legata alla sua testimonianza suprema, culminata nel sacrificio della vita durante la persecuzione Shinyu. Nel mille ottocento uno, consapevole dell'imminente pericolo che gravava sulla comunità dei fedeli, egli scelse di consegnarsi spontaneamente alle autorità coreane, offrendo se stesso come vittima per proteggere il gregge a lui affidato. La sua decapitazione a Saenamteo rimane un segno indelebile di fedeltà al ministero sacerdotale e di amore incondizionato verso il Signore, culminato nella beatificazione proclamata da Papa Francesco nell'anno duemila quattordici.

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Sant' Ermia di Comana

Martire

A Gumenek nel Ponto, nell’odierna Turchia, sant’Ermia, soldato, martire.

Beati Robert Thorpe e Tommaso Watkinson

Martiri

A York in Inghilterra, beati martiri Roberto Thorpe, sacerdote, e Tommaso Watkinson, che, condannati a morte sotto la regina Elisabetta I, il primo perché sacerdote, il secondo perché, padre di famiglia già avanti negli anni, aveva spesso fornito aiuto ai sacerdoti, ricevettero insieme sul patibolo la corona del martirio.

San Vitale di Assisi

Monaco eremita

Beato Giacomo (Salomoni) da Venezia

Domenicano

A Forlì, beato Giacomo Salomoni, sacerdote, che, adolescente, morto il padre e entrata la madre tra le monache cistercensi, distribuì i suoi beni ai poveri e, accolto nell’Ordine dei Predicatori, vi rifulse per quarantacinque anni come amico dei poveri e uomo di pace, dotato di insigni carismi.

Beato Juan Moya Collado

Giovane laico e martire

San Feredhach Mac Cormac

Abate di Iona

Dal Martirologio Romano

Festa della Visitazione della Beata Vergine Maria, quando venne da Elisabetta sua parente, che nella vecchiaia aveva concepito un figlio, e la salutò. Nel gioioso incontro tra le due future madri, il Redentore che veniva santificò il suo precursore già nel grembo e Maria, rispondendo al saluto di Elisabetta ed esultando nello Spirito, magnificò il Signore con il cantico di lode. — Martirologio Romano