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9 agosto

Santi Fermo e Rustico

Martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le testimonianze storiche

Le fonti documentarie attestano che Fermo fu un martire in Africa del Nord e morì di fame a Cartagine durante il regno dell'imperatore Decio, tra il 249 e il 251. Lo stesso imperatore Decio fu promotore di una delle più dure persecuzioni contro i cristiani. Rustico fu anch'egli un martire in Africa del Nord e fu ucciso insieme ad altri a Lambesa, in Algeria, nel 259, sotto l'imperatore Valeriano. Il Martirologio geronimiano, antico elenco di martiri di varie regioni attribuito erroneamente a san Gerolamo, ricorda insieme Fermo e Rustico alla data del nove agosto. Anche il Martirologio romano, redatto per tutta la Chiesa nel sedicesimo secolo, ricorda Fermo e Rustico il nove agosto.

La tradizione agiografica e i racconti del viaggio

La vicenda di Fermo e Rustico affatica gli studiosi per l'intreccio tra un esiguo dato storico e narrazioni avventurose e pittoresche prive di riscontri. Secondo un'antica Passione, i due santi non erano africani ma bergamaschi e morirono decapitati per la fede fuori dalle mura di Verona, sulla sponda dell'Adige, al tempo dell'imperatore Massimiano tra il 286 e il 310. Il racconto leggendario prosegue narrando che i corpi dei due santi furono portati da Verona fino all'Africa del Nord per essere seppelliti a Cartagine. Successivamente i corpi furono nuovamente imbarcati verso l'Italia con una sosta a Capodistria e destinazione finale Trieste. Durante il regno longobardo di Desiderio e Adelchi, tra il 757 e il 774, il vescovo Annone di Verona arrivò a riscattare a pagamento i resti dei due martiri. I veronesi accolsero con grande solennità i resti dei martiri, collocandoli in una chiesa da tempo innalzata in loro onore. Il racconto del viaggio di andata e ritorno dei corpi si legge in due documenti: la Translatio dei santi Fermo e Rustico della seconda metà dell'ottavo secolo e il Ritmo pipiniano tra l'ottavo e il nono secolo, sebbene l'intero racconto del viaggio debba considerarsi leggendario.

Il culto e la custodia delle reliquie

La fama di questi santi fu portata in Europa dall'emigrazione forzata dei romani d'Africa a causa dell'invasione dei Vandali di Genserico nel 429. Verona era aperta a questa accoglienza avendo avuto come vescovo e patrono il nordafricano Zeno. Il richiamo all'Africa suggerisce una venuta piuttosto che un ritorno, indicando l'estendersi in Italia del culto dei martiri d'Africa. Secondo lo studioso Silvio Tonolli nella Bibliotheca Sanctorum, tutti questi elementi confermano l'origine africana dei santi Fermo e Rustico nel quadro della venerazione dei santi africani in Italia. Attualmente i resti di Fermo e Rustico si trovano a Verona nella chiesa di San Fermo Maggiore. Questa basilica è un singolare complesso sacro formato da due chiese costruite l'una sopra l'altra nel tredicesimo secolo e nel periodo tra il tredicesimo e il quattordicesimo secolo. La splendida chiesa superiore di San Fermo Maggiore a Verona custodisce le reliquie di Fermo e Rustico.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i Santi Fermo e Rustico?

I Santi Fermo e Rustico si festeggiano il nove agosto, data in cui sono ricordati sia nel Martirologio geronimiano sia nel Martirologio romano.