Santi Michele di Aozaraza, Guglielmo Courtet, Vincenzo Shiwozuka, Lazzaro di Kyoto e Lorenzo Ruiz
Martiri
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino verso il martirio
La vicenda che unisce questi uomini affonda le radici nel fervore religioso del diciassettesimo secolo. Lorenzo Ruiz, laico originario di Binondo, a Manila, aveva trovato nella confraternita del Rosario un saldo ancoraggio per la propria vita spirituale. Spinto dalla necessità di allontanarsi da un'accusa criminale che gravava sul suo nome, egli intraprese un viaggio che lo avrebbe condotto ben lontano dalla sua terra d'origine. Il disegno della Provvidenza lo guidò fino in Giappone, un territorio dove la professione della fede cristiana era allora oggetto di una persecuzione aspra e sistematica.
Giunto nell'arcipelago, la sua condizione di cristiano non passò inosservata. Nel milleseicento trentasei, insieme ai compagni Michele di Aozaraza, Guglielmo Courtet, Vincenzo Shiwozuka e Lazzaro di Kyoto, fu tratto in arresto a Okinawa. Le autorità locali identificarono immediatamente in loro dei testimoni di Cristo, avviando un processo che avrebbe messo a dura prova la loro resistenza fisica e spirituale. Trasferiti a Nagasaki, i cinque martiri furono sottoposti a lunghi e violenti interrogatori, volti a ottenere l'abiura della fede cattolica. Nonostante le torture inflitte, essi mantennero ferma la propria confessione, sostenendosi a vicenda nel cammino verso il sacrificio finale. La loro testimonianza non fu un atto impulsivo, ma il frutto di una maturazione interiore che li rese pronti ad affrontare la morte. Dopo tre giorni di atroci tormenti, nel milleseicento trentasette, essi ricevettero la corona del martirio attraverso la decapitazione, sigillando nel sangue la fedeltà al Signore e lasciando alla posterità un esempio di incrollabile perseveranza nelle avversità.
La memoria e la venerazione
Il culto tributato a questi martiri è il riconoscimento solenne di una vita donata per amore di Dio. La Chiesa, attraverso il magistero di Papa Giovanni Paolo II, ha elevato agli onori degli altari queste figure, ponendole come modelli di santità laicale e sacerdotale. La loro memoria non è soltanto un richiamo al passato, ma un invito costante alla vigilanza e alla coerenza nell'oggi della storia. Lorenzo Ruiz, in particolare, è venerato come patrono delle Filippine, diventando simbolo di un popolo che ha saputo accogliere il messaggio cristiano e portarlo con coraggio anche fuori dai confini della propria patria.
La celebrazione liturgica, fissata per il ventotto settembre, unisce questi compagni in un unico abbraccio di preghiera. In questo giorno, i fedeli ricordano il coraggio di chi, pur tra le incertezze della vita umana, ha saputo porre Dio al centro di ogni scelta. Il ricordo del loro sacrificio a Nagasaki continua a ispirare le comunità cristiane, incoraggiando i credenti a vivere con profonda dedizione il proprio stato di vita, consapevoli che ogni gesto di fedeltà, anche nel nascondimento, è prezioso agli occhi dell'Altissimo. La loro intercessione è invocata con fiducia da chi cerca la forza di testimoniare la speranza in contesti difficili, trovando in questi Santi un sostegno sicuro e una luce che non tramonta.
Domande frequenti
Quando si festeggia la memoria dei Santi martiri?
La loro memoria liturgica si celebra il ventotto settembre.
Di cosa è patrono Lorenzo Ruiz?
Lorenzo Ruiz è patrono delle Filippine.
A Nagasaki in Giappone, passione dei santi martiri Michele de Aozaráza, Guglielmo Courtet, Vincenzo Shiwozuka, sacerdoti dell’Ordine dei Predicatori, Lazzaro di Kyoto e Lorenzo da Manila Ruiz, padre di famiglia, che, tenuti in prigione per oltre un anno per il nome di Cristo, subirono il supplizio della croce e infine la decapitazione. La loro memoria, insieme a quella di altri compagni, si celebra il giorno precedente a questo. — Martirologio Romano