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2 maggio

Santi Vendemiale, Fiorenzo, Eugenio e Longino

Vescovi e martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il ministero di Vendemiale

Vendemiale era originario dell'Africa ed ebbe il privilegio di essere educato dal santo vescovo Appiano. Ordinato inizialmente sacerdote, secondo quanto riportato nella Passio dei sette martiri cartaginesi, divenne successivamente vescovo della diocesi di Capsa, identificata come Gafsa in Numidia, nella Tunisia contemporanea. Uomo dotato di profonda dottrina e di eccezionale santità, Vendemiale subì l'espulsione dalla sua sede episcopale africana insieme a più di seicentocinquanta altri vescovi. Questo esilio di massa fu decretato dal re Unnerico, fortemente condizionato dagli eretici ariani. Insieme a Longino, originario di Pamaria in Mauritania, nell'Algeria contemporanea, Vendemiale fu condannato alla pena capitale per decapitazione da parte del re vandalo Unnerico a causa della loro irremovibile opposizione agli ariani durante il Concilio di Cartagine. La morte di questi martiri viene concordemente datata all'anno 483.

La missione in Corsica e la testimonianza di Fiorenzo

Giunto in Corsica, il vescovo Vendemiale si dedicò intensamente all'evangelizzazione insieme a Eugenio, vescovo di Cartagine, e a un altro vescovo chiamato Longino. L'opera pastorale di questi tre vescovi nell'isola portò a molte conversioni e ostacolò efficacemente la penetrazione dell'arianesimo. Dopo aver temporaneamente abbandonato la Corsica, Vendemiale proseguì la sua attività di diffusione della fede cristiana altrove, per poi fare ritorno nell'isola, dove trovò la morte per mano degli invasori. Nello stesso periodo storico, Fiorenzo si era messo in luce nella sua terra d'origine per la tenace e trasparente difesa della dottrina cattolica. A motivo della sua condotta irreprensibile, Fiorenzo venne nominato giudice del Concilio e fu persino inviato in ambasceria presso gli imperatori Onorio e Teodosio per sollecitare interventi risolutivi contro le malvagità commesse da pagani ed eretici. Nel 484 anche Fiorenzo subì l'esilio in Corsica per mano del re ariano Unnerico, e si ritiene che in quella stessa terra sia stato nominato vescovo della diocesi di Nebbio, istituzione che è stata successivamente soppressa nel corso dell'anno 1801. Riguardo al trapasso di Fiorenzo, la storia antica tramanda unicamente la certezza che morì come martire.

Il ritrovamento delle reliquie e il culto a Treviso

Giunto in Corsica secoli dopo, il vescovo di Treviso Tiziano venne a conoscenza della precedente invasione saracena dell'isola, che aveva causato il saccheggio e la distruzione di numerosi edifici di culto. Fu allora che Tiziano avviò le ricerche del corpo del vescovo Vendemmiale, rinvenendolo miracolosamente accanto a quello del vescovo Fiorenzo. Il vescovo Tiziano si impegnò profondamente per trasferire le salme dei santi Vendemiale e Fiorenzo nella sua città episcopale. Le salme dei due santi furono inizialmente sepolte nella chiesa trevigiana di San Giovanni, un edificio che ancora oggi svolge la funzione di battistero. Successivamente, il vescovo Rotari, salito alla cattedra episcopale nell'anno 1025, ordinò il solenne trasferimento delle reliquie all'interno della cripta della cattedrata, edificata appositamente per questa sacra occasione. A partire dall'inizio del diciannovesimo secolo, i resti mortali dei due santi vescovi, insieme a quelli dei Santi Innocenti, sono custoditi all'interno di tre ampolle di vetro posizionate dentro teche ai lati del tabernacolo dell'altare dedicato al Beato Enrico da Bolzano.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i Santi Vendemiale, Fiorenzo, Eugenio e Longino?

La memoria liturgica di questi santi vescovi e martiri si celebra il giorno 2 maggio.

Commemorazione dei santi martiri Vendemiale, vescovo di Gafsa in Numidia, nell’odierna Tunisia, e Longino di Pamaria in Mauritania, ora in Algeria, che, per essersi opposti agli ariani nel Concilio di Cartagine, furono condannati dal re vandalo Unnerico alla decapitazione. — Martirologio Romano