23 giugno
Santi Zenone e Zena
Martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vita e la testimonianza
Zenone esercitava la professione delle armi ed era un cristiano convinto, originario di Filadelfia. Accanto a lui viveva lo schiavo Zena, che nella casa del padrone aveva ricevuto l'annuncio della fede. La loro relazione superò le barriere di un'epoca in cui gli schiavi erano considerati alla stregua di beni materiali. La dedizione di Zena e la carità di Zenone mostrarono al mondo la forza rigeneratrice del Vangelo, capace di unire chi la società teneva separato. Quando la persecuzione di Massimiano infierì sulla Chiesa, Zenone scelse la via del coraggio, rinunciando alle sicurezze terrene.
Il martirio e la memoria
Privatosi dei suoi beni e della sua autorità, Zenone si presentò al governatore per difendere la verità di Cristo, affrontando con fermezza l'ira del potere romano e le catene del carcere. Zena volle condividere ogni istante di quella Passione, baciando i ferri del suo padrone e scegliendo liberamente il martirio al suo fianco. Entrambi rimasero saldi nel rifiuto dell'apostasia e sigillarono la loro confessione di fede con il sangue della decapitazione nel 303. La memoria dei martiri fu custodita in Oriente, mentre nei secoli successivi la sapiente opera del cardinale Cesare Baronio restituì alla Chiesa universale il nome e l'esempio di questi testimoni.
La testimonianza
La vicenda dei Santi Zenone e Zena si colloca nel contesto delle persecuzioni del quarto secolo, in una terra, quella di Filadelfia, segnata dal contrasto tra la cultura pagana e il fervore della comunità cristiana. Zenone si distinse precocemente per una condotta di vita radicalmente evangelica, comprendendo che il possesso dei beni materiali costituiva un limite alla pienezza dello spirito. La sua scelta di liberare gli schiavi e di donare i propri averi ai poveri non fu soltanto un gesto di filantropia, ma un atto profetico di distacco che preparò il suo cuore all'incontro definitivo con il Signore. Quando la fedeltà a Dio richiese una presa di posizione pubblica contro l'idolatria, Zenone non esitò a presentarsi davanti al governatore, rendendo ragione della propria speranza con fermezza e senza timore delle conseguenze.
In questo cammino verso il sacrificio estremo, la figura di Zena emerge con una nobiltà d'animo singolare. Egli non subì passivamente la sorte del suo padrone, ma scelse consapevolmente di unirsi a lui, condividendo la medesima sorte nel martirio. Questa unione volontaria trasforma il loro legame umano in una fraternità santa, elevata dalla partecipazione alle sofferenze di Cristo. Sottoposti a crudeli torture, i due martiri mantennero intatta la propria professione di fede, fino a giungere al momento della decapitazione. Il loro esempio rimane una luce vivida per ogni generazione, poiché dimostra che la libertà cristiana non dipende dalle circostanze esterne, ma dalla capacità di restare saldi nella verità. La loro memoria, conservata con cura nel tempo, ci ricorda che la vita offerta per amore non va perduta, ma diviene seme di speranza per la Chiesa di ogni tempo, insegnandoci che il coraggio di confessare il nome di Dio è un dono che si riceve nella preghiera e che si custodisce nella carità operosa.
Il culto
Il culto dei Santi Zenone e Zena ha attraversato i secoli, trovando una solida collocazione nella liturgia della Chiesa. La loro memoria è ufficialmente inserita nel Martirologio Romano, grazie al prezioso lavoro di catalogazione compiuto da Cesare Baronio, che ha saputo preservare per i posteri il ricordo di tanti testimoni della fede dei primi secoli. La Chiesa celebra la loro ricorrenza il ventitré giugno, offrendo ai fedeli l'opportunità di riflettere sul significato profondo del loro sacrificio. È interessante notare come la venerazione per questi martiri si sia estesa anche in contesti geografici diversi, come dimostra la celebrazione liturgica che si tiene a Costantinopoli il ventidue giugno, segno di una devozione che ha unito Oriente e Occidente nel ricordo dei martiri di Filadelfia.
La commemorazione dei Santi Zenone e Zena non è soltanto un atto di memoria storica, ma un invito costante alla vigilanza spirituale. Attraverso la liturgia, la Chiesa ripropone la loro testimonianza affinché i credenti possano trovare in essi dei modelli di coerenza e di dedizione. Il fatto che il loro nome sia iscritto nel Martirologio Romano assicura che il loro sacrificio non sia dimenticato, ma continui a intercedere per il popolo di Dio. Ogni anno, nel giorno della loro festa, i fedeli sono invitati a rinnovare il proprio impegno di testimonianza, ricordando che, come Zenone e Zena, anche noi siamo chiamati a vivere la carità e a professare la nostra fede in ogni circostanza della vita quotidiana, con la certezza che la comunione dei Santi ci sostiene e ci accompagna verso la meta eterna.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i santi Zenone e Zena?
La memoria liturgica si celebra il 23 giugno nel Martirologio Romano, mentre a Costantinopoli la festa si teneva il 22 giugno.
Qual è l'origine dei santi Zenone e Zena?
Zenone era un ufficiale dell'esercito imperiale originario di Filadelfia, in Giordania, e Zena era il suo schiavo fedele.