Santa Teresa di Gesù, il cui nome di secolo era Teresa de Cepeda y Ahumada, nacque ad Ávila, in Vecchia Castiglia, in Spagna, il 28 marzo 1515. La sua vita va interpretata secondo il disegno che il Signore aveva su di lei, poiché il Signore mise grandi desideri nel suo cuore. Da giovane fu vittima di misteriose malattie e fu accompagnata da una salute malferma per tutta la vita. Entrò ad Ávila in Spagna nell'Ordine Carmelitano, nello specifico nel Carmelo dell'Incarnazione d'Avila il 2 novembre 1535, dopo essere fuggita di casa per entrare in convento. Faticò prima di arrivare alla sua conversione avvenuta all'età di trentanove anni, a causa delle condizioni oggettive del luogo e delle difficoltà spirituali, e si accusò più del dovuto di resistenze alla grazia. L'incontro con alcuni direttori spirituali la spinse con decisione verso la perfezione, disponendo nel suo cuore un percorso di perfezionamento spirituale come un'ascesa per gradi dell'anima a Dio. Fu riformatrice del Carmelo e divenne madre e maestra di una stretta osservanza, operando come Madre delle Carmelitane Scalze e dei Carmelitani Scalzi. Sostenne molte tribolazioni per la riforma del suo Ordine, superandole sempre con animo invitto, e non badò a fatiche per il servizio della Chiesa.
Nel corso del suo cammino scrisse libri pervasi di alta dottrina e carichi di profonda esperienza, ed è considerata tra le massime figure della mistica cattolica di tutti i tempi. Morì ad Alba de Tormes, in provincia di Salamanca, il 4 ottobre 1582. A causa della riforma gregoriana del calendario, il giorno dopo la sua morte fu il quindici ottobre. Nel momento della morte la sua gioia fu poter affermare di morire da figlia della Chiesa. Fu beatificata nel 1614 e canonizzata nel 1622. La sua festa liturgica si celebra il quindici ottobre. Nel Martirologio è ricordata come santa Teresa di Gesù, vergine e dottore della Chiesa. Le fu attribuito il titolo di mater spiritualium, riportato sotto la sua statua nella basilica vaticana. Fu la prima donna, insieme a santa Caterina da Siena, ad ottenere il titolo di Dottore della Chiesa, essendo stata proclamata Dottore della Chiesa nel 1970, mentre nel 1965 fu nominata patrona degli scrittori cattolici.
Santa Maddalena da Nagasaki visse nel corso del diciassettesimo secolo in Giappone, spendendo la sua giovane esistenza nella testimonianza coraggiosa del Vangelo durante un periodo di persecuzione spietata contro i cristiani. Nata nel 1611 a Nishizaka, nei pressi di Nagasaki, da nobili e ferventi genitori cristiani che furono presto martirizzati per la loro fede, la fanciulla crebbe in un contesto di profonda prova spirituale e civile. Gli antichi manoscritti descrivono Maddalena come una giovane gracile, delicata e bella, capace tuttavia di una straordinaria fermezza interiore. Attratta dalla spiritualità dei missionari, si consacrò a Dio come terziaria agostiniana recolletta e in seguito come terziaria domenicana, dedicandosi totalmente alla preghiera, all'apostolo e all'aiuto dei bisognosi sotto il governo dell'imperatore Yemitsu. La sua vita terrena si concluse il 15 ottobre 1634, dopo aver affrontato con intrepido coraggio il supplizio della forca e della fossa, resistendo per tredici giorni prima di consegnare l'anima a Dio. Per il suo eroica testimonianza di vergine e martire, la Chiesa la ricorda con venerazione liturgica, inserendola nel novero dei santi proclamati a Roma da papa Giovanni Paolo II.
La memoria di Santa Maddalena da Nagasaki rimane un faro luminoso di fedeltà a Cristo nel cuore dell'Asia, capace di ispirare ancora oggi i credenti alla coerenza della testimonianza cristiana. Ella seppe unire la contemplazione silenziosa alla carità operosa, insegnando il catechismo ai fanciulli, visitando i malati, battezzando i bambini e raccogliendo elemosine per i poveri. Di fronte alle apostasie di quanti cedevano al terrore delle torture, la santa decise di consegnarsi spontaneamente alle autorità per sostenere i fratelli nella fede e confermare la propria appartenenza al Signore. Il suo sacrificio supremo, consumato tra le sofferenze estreme e le invocazioni a Gesù e Maria, ha lasciato un segno indelebile nella storia della Chiesa giapponese e universale. Nonostante i persecutori abbiano bruciato il suo corpo disperdendone le ceneri nel mare per impedire ogni culto, la sua memoria liturgica continua a vivere nel Martyrologium Romanum, dove viene celebrata ogni anno il quindici ottobre come modello luminoso di fortezza spirituale e di amore senza riserve.
Nel sesto secolo, all'indomani della conversione dei Franchi avvenuta alla fine del quinto secolo, si verificò in terra di Francia una straordinaria fioritura di santi solitari e penitenti. In quell'epoca complessa era necessario offrire alla popolazione, da poco convertita ma ancora fortemente desiderosa di dominio e di ricchezze, il luminoso esempio della rinuncia, della spiritualità e della carità cristiana. Tra questi uomini di preghiera si distinsero due figure di santi che condivisero il nome di Leonardo, legati alla memoria di Tongres e di Noblac. Essi vissero quasi contemporaneamente e seppero incarnare lo spirito evangelico attraverso la vita eremitica, la fondazione di comunità monastiche e una radicale testimonianza di uguaglianza spirituale che sfidava la mentalità del tempo.
San Leonardo di Tongres, che morì verso il cinquecentosettantacinque, scelse la via del silenzio stabilendosi in un romitorio nella diocesi di Mans, in una località detta Vandoeuvre e oggi chiamata Saint-Léonard-des-Bois in suo onore. Attorno alla sua figura si raccolsero alcuni discepoli, dando vita a un monastero di solitari e penitenti nella solitudine boscosa. Accanto a lui, San Leonardo di Noblac, di nobile discendenza e definito figlioccio di San Remigio, il celebre convertitore del re Clodoveo e della regina santa Clotilde, scelse una celletta nei pressi di Limoges. Anche attorno a lui si raccolsero compagni che diedero vita al monastero di Noblac, conducendo una vita esemplare e feconda di bene per l'intera Chiesa.
Santa Fortunata è una figura luminosa della Chiesa antica, una martire che ha testimoniato la propria fede in Cristo durante le dure persecuzioni volute dall'imperatore Diocleziano nel quarto secolo. La sua esistenza, segnata dal sacrificio supremo avvenuto a Cesarea di Palestina, rimane un faro di perseveranza per ogni anima che cerca nel silenzio della storia le tracce di chi ha donato la vita per amore del Vangelo.
La memoria di questa santa è indissolubilmente legata al cammino delle sue reliquie, che trovarono accoglienza in terra campana. Grazie all'opera del vescovo Stefano Secondo, il culto di Santa Fortunata fu traslato da Cesarea verso Napoli, radicandosi profondamente nella devozione del popolo. Oggi ella è venerata con particolare fervore a Patria, luogo che custodisce la memoria di questa testimone della fede, la cui vita continua a intercedere per i fedeli, ricordandoci la bellezza di una fedeltà che supera i confini del tempo e della morte.
Sant'Aurelia è una figura venerata fin dal Medioevo, la cui memoria liturgica si celebra il quindici ottobre ed è ufficialmente custodita nel Martirologio Romano. Le notizie biografiche giunte fino a noi sono avvolte nel silenzio della storia e non offrono informazioni certe sulla sua vita terrena, sebbene la tradizione l'abbia legata alla figura di santa Orsola. Secondo un testo la cui più antica redazione nota risale al 1399, Aurelia faceva parte delle undicimila compagne in viaggio sul Reno e, colpita da una forte febbre, si fermò a Strasburgo dove concluse la sua vita terrena assistita da tre infermiere. Questa narrazione leggendaria confluì nel Proprio del breviario della diocesi di Strasburgo stampato nel quattordicesimo secolo, precisamente nel 1489, consolidando la devozione popolare.
Il culto di santa Aurelia vanta radici molto antiche, attestate già nel decimo secolo da documenti che menzionano una chiesa fuori le mura di Strasburgo dotata di cripta e reliquie. Tale antichità trova riscontro nel viaggio di san Colombano e san Gallo, giunti a Bregenz tra il seicentodieci e il seicentoundici, dove trovarono un oratorio profanato dedicato alla santa che il santo abate restaurò e riconsacrò inserendovi le reliquie. Nel corso dei secoli la comunità cristiana si è rivolta a lei con fiducia, invocandola in particolare contro la febbre. Nonostante la profanazione della sua tomba e la dispersione delle reliquie avvenuta nel milletrecento cinquantaquattro, o meglio nel sedicesimo secolo durante i moti luterani del mille cinquecento ventiquattro, la devozione per la santa è rimasta viva nel cuore dei fedeli fino ai nostri giorni.
A Edessa nell’antica Siria, commemorazione di san Barsen, vescovo, che, relegato dall’imperatore ariano Valente in regioni lontane per la sua retta fede e condannato all’esilio in tre luoghi diversi, terminò la sua vita in un giorno rimasto ignoto del mese di marzo.
Santa Tecla di Kitzingen
Badessa
A Kitzingen in Germania, santa Tecla, badessa, che, mandata dall’Inghilterra in aiuto a san Bonifacio, resse prima il monastero di Ochsenfurt e poi quello di Kitzingen.
Beato Gonsalvo (Gundisalvo) da Lagos
A Torresvedras in Portogallo, beato Gonsalvo da Lagos, sacerdote dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino, che si dedicò con zelo all’insegnamento dei precetti cristiani ai fanciulli e agli incolti.
Beata Elisabetta di Hoven
Monaca
Beata Filippa de Chantemilan
Santa Sofia (o Suia o Suina)
Vergine e martire
San Severo di Treviri
Vescovo
A Treviri nella Gallia belgica, nell’odierna Germania, san Severo, vescovo, che, discepolo di san Lupo di Troyes, fu compagno di san Germano di Auxerre nella lotta contro l’eresia pelagiana in Bretagna e predicò tra i Germani il Vangelo di Cristo.
Sant’ Eusebia
Vergine di Vercelli
Beato Narciso Basté Basté
Sacerdote gesuita, martire
A Valencia in Spagna, beato Narciso Basté Basté, sacerdote della Compagnia di Gesù e martire, che, accogliendo fedelmente le parole di Cristo, in tempo di persecuzione contro la fede passò dalla morte alla vita eterna.
Beata Aurelia di Ratisbona
Reclusa
Beato Guglielmo de Eril
Mercedario
Beato Ferdinando Sorita
Mercedario
Beato Sancio da Soria
Mercedario
Beato Pedro Verdaguer Saurina
Sacerdote e martire
San Deodato di Vienne
Vescovo
Beato Filippo di Namur
San Gualtiero di Quincy
Abate
Beato Guglielmo di Florège
Monaco
San Capuano di Cahors
Vescovo
San Callisto di Huesca
Martire
San Sabino di Catania
Vescovo
Dal Martirologio Romano
Memoria di santa Teresa di Gesù, vergine e dottore della Chiesa: entrata ad Ávila in Spagna nell’Ordine Carmelitano e divenuta madre e maestra di una assai stretta osservanza, dispose nel suo cuore un percorso di perfezionamento spirituale sotto l’aspetto di una ascesa per gradi dell’anima a Dio; per la riforma del suo Ordine sostenne molte tribolazioni, che superò sempre con invitto animo; scrisse anche libri pervasi di alta dottrina e carichi della sua profonda esperienza. — Martirologio Romano