Sant'Arsenio il Grande, vissuto tra il quarto e il quinto secolo, è una delle figure più luminose e severe del monachesimo antico. Nato a Roma nel 354, scelse di abbandonare gli onori della corte imperiale per abbracciare la via del silenzio e della solitudine nel deserto, divenendo un modello insigne di ascesi e di totale dedizione a Dio.
La Chiesa lo ricorda oggi come un maestro della preghiera incessante e del distacco dal mondo. La sua memoria rimane legata alla radicalità della sua scelta eremitica, che lo portò a cercare l'unione con il Creatore lontano dalle distrazioni terrene, lasciando un'impronta indelebile nella tradizione spirituale dell'Oriente e dell'Occidente.
Santa Macrina la Giovane visse nel quarto secolo ed è ricordata come una insigne vergine cristiana, primogenita di una famiglia profondamente benedetta da Dio originaria del Ponto. La tradizione la tramanda come un mirabile esempio di desiderio di Dio e di totale distacco dalla vanità del mondo, virtù radicate nella profonda conoscenza delle Sacre Scritture e nella scelta della vita solitaria. Sorella di grandi padri della Chiesa come san Basilio Magno e san Gregorio di Nissa, seppe guidare la propria famiglia e la comunità monastica con sapienza spirituale.
La sua memoria liturgica si celebra il diciannove luglio, giorno in cui i calendari orientali e il Martirologio Romano ne commemorano il transito. Ella riposa nella terra di Cappadocia, presso il monastero fondato ad Annesi lungo le rive del fiume Iris, lasciando un'eredità di fede che continua a illuminare il cammino dei credenti.
San Bernoldo visse e operò a Utrecht in Lotaringia, nel territorio dell'odierna Olanda, durante l'undicesimo secolo. Figura eminente della Chiesa medievale, guidò la diocesi con dedizione pastorale e riformatrice, impegnandosi a liberare chiese e monasteri dal giogo dei potenti e promuovendo la spiritualità attraverso l'introduzione nei monasteri delle consuetudini cluniacensi. La sua azione si svolse in un tempo di complessi rapporti tra il potere imperiale e le istituzioni ecclesiastiche.
Nel corso del suo episcopato, che si concluse con la sua morte a Utrecht, San Bernoldo lasciò un segno profondo nella comunità cristiana fondando molte chiese, tra cui quelle dedicate a San Paolo, San Giovanni e San Pietro a Utrecht, e la chiesa di San Leboino a Deventer. La tradizione lo venera come santo almeno dal quattordicesimo secolo, riconoscendo la santità di una vita spesa per il bene temporale e spirituale della sua Chiesa.
San Pietro Crisci, popolarmente chiamato Pietrillo, si erge nel panorama della cristianità umbra del quattordicesimo secolo come una delle figure più luminose dell'eremitismo urbano. Nato a Foligno da suo padre Pietro della Famiglia dei Crisci, la sua nascita non possiede una data certa, sebbene alcuni studiosi la collochino nell'anno 1243. Egli scelse di compiere una radicale conversione evangelica all'età di trenta anni, momento in cui decise di vendere tutti i beni paterni ereditati e di distribuire interamente il ricavato in favore dei poveri. Liberato da ogni legame terreno, si pose umilmente al servizio della cattedrale, trovando dimora in un piccolo vano del campanile dove conduceva una esistenza intensa fatta di preghiera, digiuno e aspre penitenze. In quel particolare contesto storico della prima metà del secolo quarto decimo, segnato da fervidi moti religiosi in terra umbra, la sua testimonianza si inserì nel solco di quella particolare categoria di penitenti che vivevano all'ombra delle chiese offrendo servigi e sostenendosi con la sola elemosina, analogamente a quanto vissuto da san Teobaldo Roggeri ad Alba in Piemonte, a dimostrazione che la via della santità rimane aperta in qualunque condizione di vita.
La sua profonda spiritualità si nutrì dei legami spirituali con la beata Angela da Foligno e con santa Chiara di Montefalco, pur non risparmiandogli prove e sofferenze, tra cui le accuse e le indagini subite da parte degli inquisitori. Uomo di costante cammino, fu più volte pellegrino verso le tombe degli apostoli a Roma e ad Assisi, e la tradizione lo identifica probabilmente con quel santo Pietro di Foligno che, insieme al beato Cecco da Montegranaro, terziario francescano, edificò la chiesa di Santa Maria di Montegranaro presso Pesaro. San Pietro Crisci concluse il suo pellegrinaggio terreno a Foligno il diciannove luglio 1323, spirando in chiara fama di santità. La memoria della sua vita ci è giunta grazie all'incarico conferito dal vescovo Agneletti di Foligno al padre domenicano Giovanni Gorini di San Geminiano, il quale redasse quella Legenda che costituisce l'unica e attendibile fonte per i biografi successivi. Nel Martirologio egli viene ricordato a Foligno come beato Pietro Crisci, e la sua figura continua a parlare ai fedeli di ogni tempo attraverso la forza radicale della sua scelta di fede.
La beata Stilla di Abenberg visse nel corso del secolo XII in Germania, muovendosi tra le terre bavaresi della Franconia e lasciando una traccia profonda nella devozione popolare. Il suo nome significa letteralmente la quieta, e la sua figura si staglia nella storia medievale come nobile vergine consacrata, pur in assenza di menzioni nei documenti dell'epoca che non siano le memorie legate alla sua famiglia e alle sue pie fondazioni. Appartenuta alla nobile casata dei conti di Abenberg, ebbe per padre un uomo forse chiamato Zelco, e visse accanto a due sorelle dai nomi ignoti e a due fratelli identificati come il conte Adalberto e il conte Corrado. Nonostante l'esistenza di molte notizie fantasiose fiorite attorno alla sua figura e la mancanza di date precise sulla sua nascita, la tradizione e i documenti successivi ne attestano la fioritura verso la metà del secolo XII, culminata con la morte avvenuta intorno al 1140. La sua memoria è indissolubilmente legata al territorio di Abenberg, un centro della Baviera nella Germania Occidentale situato sul fiume Abens, che è l'affluente di destra del Danubio.
Nel corso dei secoli il culto tributato a questa giovane e nobile vergine di Abenberg si è radicato profondamente, estendendosi col tempo anche verso Monaco, Augusta, Würzburg e Norimberga, dove la sua protezione è invocata con fede. La sua testimonianza spirituale fu custodita attraverso i secoli grazie alle cure dei fedeli, alle ricognizioni delle sue reliquie e alle relazioni storiche, come quella redatta nel 1480 dal Vicario Generale al vescovo di Eichstätt. Tale documento ricordava un antico pellegrinaggio compiuto alla sua tomba e la fondazione del convento di Marienburg presso la chiesa di San Pietro da lei donata. Quel cenobio fu occupato dalle Suore Agostiniane dal 1488, secolarizzato nel 1805 e infine affidato dal 1920 alle Suore Misericordiose della Madonna Addolorata. Dopo un processo informativo sul suo culto aperto nel 1893, la beata Stilla fu ufficialmente confermata nella sua memoria liturgica il 12 gennaio 1927 da papa Pio XI, ricevendo il riconoscimento formale della Chiesa cattolica che ne onora la purezza e la dedizione.
Il Beato Achille Puchala, nato con il nome di Jòsef Puchala nel ventesimo secolo, precisamente il diciotto marzo 1911 nel villaggio di Kosin, in Polonia, è ricordato dalla Chiesa come sacerdote e martire dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali. Figlio di Franciszek e Zofia Olbrycht, e battezzato il medesimo giorno della nascita, visse la sua esistenza terrena incarnando la sollecitudine del Buon Pastore e la straordinaria capacità di amare fino al dono supremo della vita. Accanto al confratello Padre Ermanno Stepien, anch'egli sacerdote e martire, scelse consapevolmente di non abbandonare i propri parrocchiani nel momento del pericolo mortale durante l'occupazione militare straniera, offrendo la propria testimonianza di fede cristiana.
La sua memoria liturgica si celebra il diciannove luglio, giorno in cui subì il martirio nel millenovecento quarantatré a Pierszaje, in Polonia. La sua testimonianza e quella di Padre Ermanno sono state solennemente riconosciute dalla Chiesa cattolica e culminate nel rito di beatificazione presieduto da Papa Giovanni Paolo II il tredici giugno millenovecentonovantanove a Varsavia. I due frati minori conventuali, poco più che trentenni, hanno scelto di dare la vita per la loro comunità, e oggi le loro ceneri riposano nella chiesa di Pierszaje, meta di continuo e devoto pellegrinaggio da parte dei fedeli che ne conservano il benedetto ricordo.
Il Beato Ermanno, al secolo Karol Stepien, nacque il ventuno ottobre 1910 a Lodz, in Polonia, da una povera famiglia operaia composta dai genitori Jozef e Marianna Puch. Appartenente all'Ordine dei Frati Minori Conventuali, visse la sua esistenza terrena come presbitero e martire, offrendo la vita durante la drammatica occupazione della sua patria violentata da un dominio militare straniero. Insieme al confratepo Beato Achille Puchala, condivise un cammino di fede e di abnegazione che culminò nel supremo sacrificio in odio alla fede cristiana, suggellando la dedizione al proprio gregge con il sangue.
La memoria liturgica dei Beati Achille Puchala e Ermanno Stepien si celebra il diciannovesimo giorno di luglio, data che ricorda il loro martirio avvenuto a Borowikowszczyzna, in Polonia. I loro resti mortali, recuperati dalle ceneri dai devoti parrocchiani, riposano oggi nella chiesa di Pierszaje, dove la loro tomba costituisce una meta costante di pellegrinaggio. La Chiesa cattolica ne ha riconosciuto il martirio, e i due religiosi sono stati solennemente beatificati da Giovanni Paolo II il tredici giugno 1999 a Varsavia.
Nel quarto secolo della storia cristiana, precisamente nell'anno 367, la città di Milano fu teatro di un tragico evento che consegnò alla memoria della Chiesa i Santi Diodoro e i suoi compagni, noti alla tradizione come i Santi Innocenti di Milano. All'interno della basilica di Santo Stefano Maggiore, situata nell'omonima piazza, si trova una grata che custodisce una pietra commemorativa, posta proprio nel luogo in cui quattro funzionari dell'impero romano furono brutalmente uccisi. Questa drammatica vicenda, che coinvolse Diocle, ex comes dell'Illirico, Diodoro, ex agens in rebus, e tre impiegati subalterni del vicario d'Italia, ci è stata tramandata con precisione dallo storico Ammiano Marcellino nelle sue Storie. La loro morte sopraggiunse in seguito a tensioni e denunce legate al rispetto della legge e all'invocazione di soccorso legale, destando all'epoca un notevole scalpore nella comunità per la dignità delle persone coinvolte.
Nel corso dei secoli, la memoria di questi martiri non si è spenta, trovando un profondo radicamento nella devozione dei fedeli milanesi. Il luogo della loro sepoltura, anticamente chiamato Ad Innocentes, fu dapprima segnato da una cappella e successivamente trasformato in edifici sacri sempre più ampi, fino alla struttura attuale risalente al mille cinquecento novantasei. Ancora oggi, la comunità cristiana onora il loro sacrificio, e il Calendario ambrosiano, approvato nel duemila otto, ha stabilito la loro memoria liturgica al diciannove di luglio per la sola basilica di Santo Stefano. Le reliquie di uno di questi quattro innocenti sono inoltre custodite e solennemente esposte ogni anno nei giorni diciannove e venti di luglio nella chiesa di Sant'Ambrogio Olona, rinnovando una testimonianza di fede e di giustizia che attraversa i secoli.
A Meros in Frigia, nell’odierna Turchia, santi Macedonio, Teodúlo e Taziano, martiri, che, sotto l’imperatore Giuliano l’Apostata, furono posti dal governatore Almachio, dopo molte torture, su graticole di ferro ardenti e affrontarono esultanti il loro martirio.
San Dio di Costantinopoli
Archimandrita
A Costantinopoli, san Dio, detto il Taumaturgo, archimandrita, che, originario di Antiochia, fu ordinato sacerdote in questa città e fondò un monastero sotto la regola degli Acemeti.
Sant' Aurea di Cordova
Martire
A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santa Aurea, vergine, sorella dei santi martiri Adolfo e Giovanni, che, durante la persecuzione dei Mori, condotta davanti al giudice cedette per timore, ma pentitasi subito, superò il nemico in un nuovo combattimento con l’effusione del suo sangue.
San Giovanni Battista Zhou Wurui
Adolescente, martire
Nel villaggio di Lujiazhuang vicino a Yingxian nella provincia dello Hebei in Cina, san Giovanni Battista Zhou Wurui, martire, che, ancora adolescente, davanti ai seguaci della setta dei Boxer si professò apertamente cristiano e per questo fu mutilato di parte delle membra e poi ucciso con una scure.
Santi Elisabetta Qin Bianzhi e Simone Qin Chunfu
Martiri
Nella cittadina di Liucun presso la città di Renqin sempre nello Hebei, santi martiri Elisabetta Qin Bianzhi e suo figlio Simone Qin Chunfu, di quattordici anni, che nella medesima persecuzione, forti nella fede, vinsero tutte le crudeltà dei nemici.
San Felice di Verona
Vescovo
Sant' Epafra di Colossi
Vescovo e martire
Commemorazione di sant’Epafra, che a Colossi, a Laodicea e a Gerapoli molto lavorò per il Vangelo e da san Paolo Apostolo è chiamato carissimo collaboratore nel ministero, compagno di prigionia e fedele ministro di Cristo.
San Kragon (Cragon)
Martire in Egitto
San Simmaco
Papa
A Roma presso san Pietro, san Simmaco, papa, che, dopo avere a lungo sofferto per il fanatismo degli scismatici, morì infine confessore della fede.
San Giovanni Plessington
Sacerdote e martire
A Chester in Inghilterra, san Giovanni Plessington, sacerdote e martire, che, ordinato sacerdote a Segovia e tornato in Inghilterra, fu per questo condannato all’impiccagione sotto il re Carlo II.