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venerdì 5 giugno 2026 · Santo del giorno

San Bonifacio

Vescovo e martire

San Bonifacio

San Bonifacio, nato con il nome di Winfrid o Wilfrid a Crediton nel Devonshire, in Inghilterra, tra il 672 e il 680 da una nobile famiglia, fu un insigne vescovo, monaco e martire dell'VIII secolo. La sua vasta opera missionaria è considerata dagli storici, come Christopher Dawson, fondamentale per la successiva organizzazione politica e sociale dell'Europa di Carlo Magno, meritandogli l'appellativo di apostolo della Germania e dei Paesi Bassi. Fin da fanciullo, ascoltando i racconti di alcuni monaci in visita a casa sua, maturò il desiderio di consacrarsi a Dio, iniziando la propria formazione scolastica a Exeter e proseguendola nell'abbazia benedettina di Nursling. Dopo aver insegnato e scritto la prima grammatica latina prodotta in Inghilterra, rispose a una profonda chiamata missionaria che lo condusse nel cuore dell'Europa germanica.

Nel corso della sua vita terrena, San Bonifacio lottò tenacemente contro i culti pagani, abbattendo idoli e superstizioni e rafforzando le basi della moralità umana e cristiana. Fondò monasteri e diocesi, tra cui la celebre abbazia di Fulda, e resse la sede di Magonza come arcivescovo e primate della Germania. Nonostante l'età avanzata, negli ultimi anni volle fare ritorno in Frisia per riconvertire le popolazioni ricadute nel paganesimo, sigillando la propria missione con il martirio a Dokkum nel 754. La Chiesa cattolica lo venera come santo dal 1828, ricordandone la memoria il 5 giugno.

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Gli altri santi di oggi

Santi Giusto e Clemente

Martiri

I Santi Giusto e Clemente sono figure luminose del sesto secolo, giunti in Toscana dalle terre d'Africa per sfuggire alle dure persecuzioni religiose che affliggevano la loro terra d'origine. La loro presenza in terra italiana ha segnato profondamente la storia della città di Volterra, dove il loro passaggio e la loro testimonianza di fede sono rimasti impressi nella memoria collettiva. Giusto, investito del ministero episcopale, e Clemente, al suo fianco nel sacerdozio, hanno offerto un esempio di dedizione pastorale e spirituale in un'epoca segnata da profonde instabilità e minacce dottrinali.

Il ricordo di questi due santi è indissolubilmente legato alla loro strenua difesa della comunità di Volterra contro le insidie degli ariani e le incursioni dei barbari. Oltre all'impegno pubblico, scelsero di ritirarsi in una vita di austera preghiera presso Campo Marzio, cercando nel silenzio dell'eremo la vicinanza a Dio. La loro esistenza si è conclusa in un giorno di Pentecoste, il cinque giugno, sigillando un cammino terreno speso interamente al servizio del Vangelo. Ancora oggi, la Chiesa li venera come custodi della fede e protettori solleciti della città che li accolse e che, attraverso i secoli, ha custodito con devozione la loro eredità spirituale.

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Beata Margherita Lucia Szewczyk

Fondatrice

La Beata Margherita Lucia Szewczyk, nata nel millesettecentoventotto a Szepetówka in Ucraina, è una figura luminosa del diciannovesimo secolo, ricordata per la sua dedizione instancabile al servizio dei più fragili e per la fondazione della congregazione delle Suore Serafiche. La sua esistenza è stata un pellegrinaggio continuo tra l'Ucraina, la terra polacca e i luoghi santi del cristianesimo, segnata sempre da una profonda umiltà e da un amore concreto verso il prossimo. La sua missione prese avvio da un cuore capace di accogliere la sofferenza altrui, trovando nell'assistenza ai pellegrini presso l'ospedale di San Giuseppe a Gerusalemme la prima scintilla di una vocazione che avrebbe poi dato frutti abbondanti in tutta la Galizia.

Il ricordo della Beata Margherita Lucia è legato indissolubilmente alla sua opera di fondatrice, un impegno che ella seppe guidare con sapienza per oltre vent'anni. La sua vita si concluse nel millenovecentocinque a Nieszawa, in Polonia, lasciando in eredità una comunità religiosa che continua a testimoniare la carità di Cristo. Riconosciuta per la sua esemplare virtù, è stata proclamata beata da Papa Francesco il nove giugno del duemilatredici, offrendo ai fedeli un modello di dedizione assoluta, sempre vissuta nel silenzio operoso e nella fedeltà alla Chiesa, in costante comunione spirituale con la figura della Vergine Addolorata.

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Santi Marciano, Nicandro, Apollonio e 10 compagni

Martiri in Egitto

La memoria dei santi Marciano, Nicandro, Apollonio e dei loro compagni si colloca nel quarto secolo e trova la sua attestazione più antica nelle fonti liturgiche d'Oriente e d'Occidente. La tradizione cristiana ha custodito il ricordo di questi martiri egiziani attraverso i secoli, tramandandone il nome e il sacrificio mediante passioni agiografiche e menzioni nei martirologi storici. La figura di questi testimoni della fede si intreccia profondamente con la storia antica della Chiesa, offrendo un esempio luminoso di fedeltà cristiana sino al supremo dono della vita in un'epoca segnata da dure prove e persecuzioni.

Accanto al gruppo d'Egitto, la ricerca storica e agiografica ha esaminato la complessa sovrapposizione con altri nuclei di martiri omonimi, in particolare quelli legati alle regioni della Mesia e della cittadina danubiana di Durostoro, nonché le successive devozioni fiorite in terra di Campania. L'indagine critica condotta da studiosi insigni ha permesso di distinguere le diverse tradizioni manoscritte, confermando l'autenticità storica dei vari gruppi di confessori della fede. Il culto liturgico, fissato stabilmente al quinto giorno del mese di giugno, continua a richiamare i fedeli alla contemplazione della testimonianza resa da questi martiri per amore di Cristo.

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San Franco da Assergi

Eremita

San Franco da Assergi visse nel dodicesimo secolo, lasciando un'impronta profonda nella storia religiosa della regione abruzzese come monaco ed eremita. Nato a Roio in provincia di L'Aquila sotto il pontificato di papa Adriano IV, tra il 1154 e il 1159, crebbe in una famiglia appartenente al ceto dei contadini benestanti. Dopo aver ricevuto i primi studi da un sacerdote del paese di nome Palmerio, decise di entrare nel monastero benedettino di San Giovanni Battista di Lucoli, dove rimase per un periodo di venti anni prima di intraprendere la vita di severa ascesi che avrebbe caratterizzato tutta la sua esistenza successiva. Gli elementi della sua vita indicano chiaramente che fu monaco ed eremita ma non sacerdote, una condizione medievale che in tempi successivi non fu più pienamente compresa e che alimentò la nascita di numerose tradizioni. La figura di San Franco è ricordata per la straordinaria dedizione alla preghiera e alla penitenza trascorsa tra i boschi, le vette dell'Appennino e infine sui monti di Assergi, dove condusse una vita aspra e umile costruendosi una stretta cella in una grotta tra le rocce.

Il santo viene ricordato con profonda devozione fin dai primi anni del Trecento, epoca in cui la sua festa compariva già nel calendario manoscritto dei monaci di Santa Maria in Silice. Nel corso dei secoli la memoria di San Franco ha continuato a vivere nel cuore dei fedeli attraverso i pellegrinaggi alla sua tomba, i racconti dei prodigi legati alla sua intercessione e la cura per il suo sepolcro, culminata nel trasferimento delle reliquie in un'artistica urna d'argento e nell'estensione della sua festa liturgica a tutta la diocesi aquilana nel diciottesimo secolo. Il martirologio colloca giustamente la sua memoria presso Assergi in Abruzzo, dove la popolazione continua a custodire la testimonianza di questo umile cercatore di Dio che seppe abitare le montagne in perfetta armonia con il creato e in costante ascolto della voce del Signore.

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San Doroteo di Gaza

Asceta

San Doroteo di Gaza visse nel sesto secolo e rifulse come monaco in Palestina e fecondo scrittore ascetico. Nato ad Antiochia nei primi anni del sesto secolo da una famiglia facoltosa e molto cristiana, crebbe coltivando la passione per gli studi e ricevendo un'eccellente educazione. Sentendo la chiamata a una vita di perfezione, verso l'anno cinquecentoventicinque entrò nel monastero fondato e diretto dall'abate Seridos nell'oasi di Thawata, vicino a Gaza nel Meridione della Palestina. L'abate lo affidò alla guida di due grandi asceti, san Giovanni detto il Profeta e san Barsanufio, che lo educarono al distaccamento progressivo, all'ubbidienza, all'umiltà e alla mortificazione interiore, aiutandolo a superare gravi tentazioni e crisi di scoraggiamento.

Nel corso della sua esistenza terrena, spesa tra la cura dei fratelli e la direzione spirituale, lasciò un'eredità di scritti spirituali di inestimabile valore, diffusi in Oriente e in Occidente. Egli è ricordato per la sua instancabile dedizione alla comunità, per la fondazione di un nuovo cenobio tra Gaza e Maiuma e per la vasta opera letteraria che continua a ispirare i cuori nella ricerca di Dio. La Chiesa lo celebra il cinque giugno nei menei slavi, affidandosi alla sua fruttuosa intercessione per camminare sulla via della perfezione evangelica.

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Beato Bartolomeo Placido di Recanati

Religioso

San Doroteo di Tiro

Vescovo e martire

A Tiro in Fenicia, oggi Libano, san Doroteo, vescovo, che già da sacerdote patì molto sotto l’imperatore Diocleziano e, sopravvissuto fino ai tempi di Giuliano, sotto l’impero di quest’ultimo, all’età di centosette anni, si dice abbia onorato la sua veneranda vecchiaia con il martirio in Tracia.

Beato Rodolfo Sanz

Mercedario

Beato Adamo Arakava

Laico giapponese, martire

Sant' Illehero

Martire, compagno di San Bonifacio

Sant’ Austroberto di Vienne

Vescovo

Sante Valeria e compagne

Martiri di Cesarea di Palestina

Sant' Eutichio di Como

Vescovo

A Como, sant’Eutichio, vescovo, insigne per la dedizione alla preghiera e per amore della solitudine con Dio.

Santi Eobano, Adelario e nove compagni

Martiri

A Dokkum tra i Frisoni, nell’odierna Olanda, santi Eobáno, vescovo, Adelario e nove compagni, martiri, che ricevettero la corona insieme a san Bonifacio nel suo stesso glorioso combattimento.

San Sancio

Martire di Cordova

A Córdova nell’Andalusia in Spagna, beato Sancio, martire, che adolescente, condotto prigioniero dalla cittadina di Albi e istruito alla corte del re, durante la persecuzione dei Mori non esitò a patire il martirio per la fede in Cristo.

San Pietro Spanò (Spina)

Eremita

A Ciano vicino a Mileto in Calabria, san Pietro Spanò, eremita, insigne per povertà e spirito di compunzione.

San Luca Vu Ba Loan

Martire

Ad Hanoi nel Tonchino, oggi Viet Nam, san Luca Vũ Bá Loan, sacerdote e martire, decapitato per Cristo sotto l’imperatore Minh Mạng.

Santi Domenico Toai e Domenico Huyen

Martiri

Nella città di Tang Gia sempre nel Tonchino, santi Domenico Toại e Domenico Huyên, martiri, che, padri di famiglia e pescatori, benché sottoposti al tempo dell’imperatore Tự Đức a vari generi di tortura durante la loro lunga prigionia, con grande forza d’animo esortarono i compagni di carcere a conservare la fede, concludendo poi sul rogo il proprio martirio.

Sant' Igor di Russia

Monaco

Sant' Illidio di Clermont

Vescovo

A Clermont-Ferrand in Aquitania, in Francia, sant’Illidio, vescovo, che, chiamato dall’imperatore a Treviri perché liberasse sua figlia da uno spirito immondo, durante il viaggio di ritorno passò al Signore.

San Gregorio di Lilibeo

Vescovo e martire

Dal Martirologio Romano

Memoria di san Bonifacio, vescovo e martire. Monaco di nome Vinfrido, giunto a Roma dall’Inghilterra fu ordinato vescovo dal papa san Gregorio II e, preso il nome di Bonifacio, fu mandato in Germania ad annunciare la fede di Cristo a quelle genti, guadagnando moltitudini alla religione cristiana; resse la sede di Magonza e da ultimo a Dokkum tra i Friosoni, nell’odierna Olanda, trafitto con la spada dalla furia dei pagani, portò a compimento il martirio. — Martirologio Romano