27 luglio
Beata Lucia Bufalari di Amelia
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il contesto familiare
Esiste una tradizione plurisecolare non accertata da documenti secondo cui la beata Lucia sarebbe nata a Porchiano del Monte. Porchiano del Monte è un paese a pochi chilometri da Amelia. Verso la metà del Duecento nacque ad Amelia il convento degli agostiniani. La spiritualità agostiniana attirò la giovane Lucia e suo fratello Giovanni. Il fratello Giovanni entrò in convento e fu presto trasferito a Rieti. Giovanni morì giovanissimo ed è spesso conosciuto come beato Giovanni da Rieti. La festa del beato Giovanni da Rieti si celebra il primo agosto.
Le fonti storiche e la devozione
La più antica fonte storica per tracciare il profilo biografico della beata Lucia sono i Secoli agostiniani di Luigi Torelli. Ludovico Jacobilli utilizzò l'opera di Luigi Torelli. Sia il Torelli sia lo Jacobilli si nutrirono più di stereotipi che di eventi storici. Il Torelli riferisce che la giovane Lucia chiese ai genitori di entrare tra le Terziarie agostiniane in un reclusorio ad Amelia. Nel Trecento ad Amelia non esisteva alcun reclusorio né alcun monastero femminile con regola agostiniana documentata. Il reclusorio ad Amelia è considerato un'invenzione erudita e seicentesca creata dal Torelli per arricchire la storia dell'Ordine. La beata godeva da secoli di un diffuso culto popolare attestato da documenti seicenteschi e da ex voto nella chiesa di Sant'Agostino. Padre Giovanni Lupidi sostiene tesi simili in un volumetto di Memorie storiche uscito in occasione della traslazione del corpo alla chiesa di Santa Monica.
La vita spirituale e la comunità
Il Torelli descrive mortificazioni e penitenze della beata, inserendole in un topos comune a molte vite di santi. Il cronista agostiniano descrive l'affabilità e le virtù della Beata che convinsero le consorelle ad eleggerla Priora nonostante la giovane età. Non esistono documenti coevi che attestino la presenza di una comunità strutturata di oblate agostiniane ad Amelia. È possibile che un gruppo di terziarie vivesse vicino al convento maschile. In un angolo dell'ex monastero di Santa Monica la pietà popolare indicava la stanza dove Lucia visse e morì. All'interno della stanza si trovava un quadro di Giacinto Gimignani che ritraeva la beata Lucia. La partenza delle monache e l'inagibilità del monastero fecero dimenticare il luogo legato alla pietà popolare.
Il transito e i miracoli
La beata Lucia Bufalari è deceduta il ventisette luglio millenovecentocinquanta. La beata fu sepolta nella sacrestia di Sant'Agostino in una tomba singola e riconoscibile. La tomba singola è un indizio della devozione che circondava Lucia. Davanti alla tomba iniziarono a verificarsi miracoli, soprattutto in favore di bambini colpiti dal malocchio. La Chiesa nel Trecento approvava e sosteneva l'invocazione dei santi per liberare dal demonio i bambini affatturati. I documenti storici sulla beata iniziano nel millenovecentoquattordici. Nel millenovecentoquattordici gli Anziani del Comune di Amelia attestarono con un atto pubblico che il corpo incorrotto della Beata si trovava nella sacrestia della chiesa di Sant'Agostino. Nel millenovecentoquattordici gli abitanti della città consideravano e veneravano il corpo della Beata come quello di una santa.
La traslazione delle reliquie
Il corpo fu successivamente riesumato dalla tomba primitiva, inserito in un'urna di legno dorato ed esposto su un altare. Il corpo rimase sull'altare della chiesa fino al ventiquattro aprile millenovecentoventicinque. Il ventiquattro aprile millenovecentoventicinque il corpo fu riposto in una nuova urna con una solenne cerimonia. L'urna fu ricollocata sotto un altare della chiesa del monastero di Santa Monica. Il martirologio ricorda la beata Lucia Bufalari ad Amelia in Umbria come vergine, sorella del beato Giovanni da Rieti e oblata dell'Ordine di Sant'Agostino, insigne per penitenza e zelo.
Il cammino di fede
La storia della Beata Lucia Bufalari si intreccia profondamente con le terre di Porchiano del Monte e di Amelia, luoghi che hanno visto il compiersi della sua vocazione nel quattordicesimo secolo. Accogliendo la chiamata alla vita consacrata, Lucia scelse di servire Dio nella condizione di oblata agostiniana presso il convento di Amelia. In quel silenzioso raccoglimento, lontano dai clamori del mondo, ella seppe offrire la propria esistenza come un sacrificio gradito, vivendo nell'umiltà e nel costante esercizio della carità cristiana. Il suo transito verso la casa del Padre avvenne nell'anno mille trecentocinquanta, lasciando dietro di sé una scia di santità che avrebbe continuato a ispirare i fedeli ben oltre la conclusione dei suoi giorni terreni.
Dopo la sua morte, le spoglie mortali furono accolte inizialmente nella sacrestia della chiesa di Sant'Agostino, un luogo di quiete che ne custodiva la memoria. Nel corso dei secoli, il legame tra la città e la sua serva fedele si è consolidato, culminando in un riconoscimento pubblico che ha sancito l'importanza della sua figura per la comunità. Un momento significativo di questa storia di devozione si è compiuto nel mille novecentoventicinque, quando il corpo della Beata Lucia fu traslato con solennità presso la chiesa di Santa Monica, dove tuttora riposa, testimoniando la continuità di un affetto e di una venerazione che non conoscono oblio.
La memoria e il culto
Il culto verso la Beata Lucia Bufalari ha radici antiche e profonde, sostenuto dalla consapevolezza della sua protezione spirituale. Già nel milleseicentoquattordici, gli Anziani di Amelia offrirono un'attestazione pubblica e formale della venerazione che il popolo nutriva nei confronti della Beata, riconoscendo ufficialmente il ruolo di interceditrice che ella svolgeva per i fedeli. Questa dedizione si è tramandata di generazione in generazione, trovando espressione in una fede semplice e sincera.
La memoria liturgica, fissata al ventisette luglio, rappresenta il momento culminante in cui la comunità si stringe attorno alla figura della Beata Lucia, rinnovando il proprio impegno a seguire il suo esempio di castità e di dedizione totale. Ancora oggi, la sua intercessione viene invocata con fiducia, in particolare per la protezione contro il malocchio, segno di come la figura della Beata rimanga un punto di riferimento concreto per le sofferenze e le necessità del quotidiano, avvolta in quell'aura di santità che continua a illuminare il cammino di chi a lei si rivolge con animo umile.
Domande frequenti
Quando si festeggia la beata Lucia Bufalari?
La memoria liturgica della beata Lucia Bufalari si celebra il ventisette luglio.
Di cosa è patrona la beata Lucia Bufalari?
I documenti storici e la tradizione non menzionano specifici patronati ufficiali per la beata Lucia Bufalari.
Ad Amelia in Umbria, beata Lucia Bufalari, vergine, sorella del beato Giovanni da Rieti, delle Oblate dell’Ordine di Sant’Agostino, insigne per il suo spirito di penitenza e lo zelo per le anime. — Martirologio Romano