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13 gennaio

Beata Victoria (Francisca Inés) Valverde Gonzalez

Vergine e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la vocazione

Francisca Inés Valverde González nacque il venti aprile 1888 a Vicálvaro, vicino a Madrid, in Spagna, all'interno di una famiglia molto semplice. Rimasta orfana in giovane età, fu educata amorevolmente in un orfanatrofio delle Figlie della Carità, dove ricevette una buona formazione cristiana che le permise di maturare il profondo desiderio di consacrarsi interamente a Dio. Nella primavera del 1910, grazie alla sua spiccata attitudine alla vita religiosa, ella entrò nella comunità di Sanlúcar de Barrameda, unendosi al Pio Istituto Calasanziano delle Figlie della Divina Pastora. Tale istituto religioso era stato fondato proprio a Sanlúcar de Barrameda, in provincia di Cadice, il due gennaio 1885 dal santo Faustino Míguez González. Il ventotto agosto dello stesso anno, la giovane vestì l'abito religioso assumendo il nome di Victoria, per poi pronunciare i voti temporanei a Sanlúcar il sedici settembre 1911 all'età di ventitré anni. Dopo aver trascorso tre anni nella comunità di Monóvar, in provincia di Alicante, suor Victoria compì un ulteriore passo fondamentale nel suo cammino di consacrazione il diciassette settembre 1916, quando fece la professione perpetua a Monforte de Lemos, in provincia di Lugo.

Il servizio nelle comunità e gli anni difficili

Nel 1917, anno della fondazione della casa di Martos, in provincia di Jaén, suor Victoria fu inviata nella nuova comunità per iniziare un nuovo apostolato. Successivamente, nel 1922, le fu affidata la responsabilità di guidare la comunità in qualità di superiora della casa di Martos. Dopo un periodo trascorso come superiora della comunità di Sanlúcar de Barrameda, nel 1931 fece ritorno definitivo a Martos. La situazione mutò profondamente nel 1936, con il complicarsi della situazione causata dalla guerra civile, durante la quale numerosi religiosi furono perseguitati e le chiese vennero regolarmente bruciate o saccheggiate. Di fronte a tale minaccia, suor Victoria concesse a due delle suore della sua comunità di riunirsi con le proprie famiglie, mentre a Martos rimasero soltanto tre religiose: la stessa suor Victoria, suor Amparo e suor Salesa Bagna. Le suore furono presto costrette a lasciare il convento e divennero testimoni dirette dell'invasione della casa da parte dei miliziani, i quali procedettero alla dissacrazione degli oggetti religiosi. I persecutori lanciarono il crocifisso riducendolo in vari pezzi e distrussero altre immagini sacre presenti nella struttura. L'immagine della Divina Pastora fu rotta in più parti e gettata su un pilone nella fontana di Plaza Fuente Nueva, mentre l'immagine del Bambino Gesù fu trascinata attraverso diverse strade del paese fino alla sua totale distruzione. In precedenza, le suore avevano avuto la prudenza e la pietà di consumare le forme sacramentali presenti nella cappella per evitare ogni rischio di sacrilegio. Il venti luglio le tre religiose dovettero abbandonare la scuola e si stabilirono modestamente a casa di donna Ana Fernández.

L'arresto e il martirio

La situazione generale peggiorò al punto che in diverse occasioni fu caldamente consigliato a suor Victoria di lasciare Martos per mettersi in salvo. La risposta di suor Victoria fu sempre ferma e risoluta: finché c'è una religiosa io non me ne vado da Martos. La religiosa diede inoltre precise istruzioni alle consorelle di non rispondere a nulla se fossero state interrogate e di addossare tutta la responsabilità alla superiora. Il dodici gennaio 1937, intorno alle otto del mattino, la milizia arrestò suor Victoria e la condusse in carcere insieme ad altre religiose. All'alba del tredici gennaio, suor Victoria e le sue compagne furono condotte al cimitero di Las Casillas, vicino a Martos. Suor Victoria fu uccisa a colpi di fucile mentre si trovava aggrappata alla porta del cimitero. Durante questi tragici momenti, uno dei carnefici tentò di sfilarle l'anello della professione perpetua e, trovando le mani gonfie per la tensione e il freddo, non esitò a tagliarle il dito. L'anello fu successivamente recuperato ed è conservato ancora oggi tra le reliquie custodite dall'Istituto.

Il cammino verso la beatificazione

La fama del martirio di suor Victoria Valverde González e di altri Servi di Dio si diffuse rapidamente nella comunità ecclesiale, alimentando la memoria della sua testimonianza. Dopo diversi processi diocesani e approfonditi studi storici, la Positio super martirio fu consegnata ufficialmente alla Santa Sede il ventotto gennaio 2000. Il ventotto giugno 2012 il pontefice Benedetto XVI autorizzò la Congregazione delle Cause dei Santi a pubblicare il Decreto super martyrio, riconoscendo così la natura eroica della morte della religiosa. Suor Victoria Valverde González fu infine beatificata il tredici ottobre 2013 a Tarragona, in Catalogna, durante il pontificato di Papa Francesco, iscrivendo la sua memoria nel calendario liturgico della Chiesa cattolica.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Victoria Valverde Gonzalez?

La memoria liturgica della Beata Victoria Valverde González si celebra il tredici gennaio.