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28 settembre

Beati Francesco Pak Gyeong-jin e Margherita Oh

Sposi e martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

La fuga e la vita nascosta

Le notizie documentate sulla vita di Francesco Pak Gyeong-jin e di sua moglie Margherita Oh iniziano nell'anno 1866. Per sottrarsi alla persecuzione Byeongin che infuriava in quel tempo, la famiglia decise di lasciare la cittadina di Cheongju. Insieme ai loro quattro figli, i due sposi si trasferirono a Jeolgon, un luogo appartato situato presso Jincheon e corrispondente all'attuale distretto di Baekgok-myeon. In questo rifugio isolato la famiglia visse tranquillamente per due anni, custodendo il dono della fede e praticando la propria religione nel silenzio e nella segretezza. Tuttavia, la quiete fu destinata a durare solo fino al 1868, anno in cui i rischi generali aumentarono notevolmente a causa del progressivo e violento inasprirsi della persecuzione contro i cristiani.

L'arresto e la testimonianza suprema

Il giorno cinque settembre del 1868, che corrispondeva al diciannovesimo giorno del settimo mese secondo il calendario lunare, la polizia di Juksan fece irruzione a Jeolgol con l'ordine di catturare tutti i cattolici. Per difendersi e salvare i propri cari, la famiglia di Francesco fuggì verso le montagne, ma la situazione impose la dispersione per riuscire a salvarsi. Margherita riuscì a trovare un rifugio provvisorio, ma venne infine scoperta e arrestata mentre portava sulle spalle uno dei suoi figli. Durante la cattura, Margherita subì percosse senza alcuna pietà da parte dei soldati. Nel frattempo Francesco, profondamente preoccupato per la sorte della moglie e dei figli, decise di scendere a valle per sincerarsi delle loro condizioni. Fu allora ospitato da un uomo non cattolico, il quale lo accolse con apparente benevolenza, lo rassicurò e gli suggerì di trascorrere la notte lì per osservare con prudenza i movimenti del nemico. Purtroppo, nel cuore della notte, lo stesso ospite tradì la fiducia e denunciò Francesco alla polizia. Catturati entrambi, Francesco e Margherita furono trasferiti insieme nella località di Juksan. Durante i giorni della duratura prigionia, prima di affrontare la morte, Francesco trovò la forza di scrivere una lettera al fratello minore Filippo, esortandolo con amore fraterno a prendersi cura dei cari nipotini, a venerare fedelmente il Signore, a osservare con cura i Comandamenti e a seguire il suo stesso cammino di fede. Francesco scrisse inoltre un'altra lettera indirizzata al figlio maggiore Antonio. Purtroppo, a causa della violenza della persecuzione, le lettere e alcuni preziosi oggetti sacri andarono completamente perduti in un incendio. Nel corso della detenzione, i due sposi subirono terribili torture per indurli all'apostasia, ma essi rimasero saldi nella fede cristiana. Patirono infine il martirio a Juksan il ventotto settembre del 1868, data che corrispondeva al tredicesimo giorno dell'ottavo mese secondo il calendario lunare. Al momento della sua morte gloriosa, Francesco aveva appena trentatré anni di età.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i beati Francesco Pak Gyeong-jin e Margherita Oh?

La loro memoria liturgica si celebra il ventotto settembre.