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22 settembre

Beati Martiri Spagnoli Salesiani di Madrid e Siviglia

Beatificati nel 2007

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il contesto della persecuzione

La Spagna ha vissuto eventi particolari tra gli anni 1931 e 1939. Il processo di beatificazione dei cosiddetti martiri della guerra spagnola è stato accompagnato da polemiche, interrogativi e malintesi. Legare i nuovi martiri alla vicenda della guerra spagnola è una manipolazione che falsa la realtà, poiché molto prima della guerra ci furono dei martiri. La Seconda Repubblica spagnola fu proclamata il quattordici aprile 1931. L'undici maggio 1931, a meno di un mese dall'inizio della Seconda Repubblica, furono bruciate chiese a Madrid, Valencia, Siviglia, Malaga, Alicante e in altre località. Tra le chiese bruciate l'undici maggio 1931 vi erano anche quelle dei salesiani. Il ventiquattro gennaio 1932 fu decretato lo scioglimento dei gesuiti in Spagna. Il diciassette maggio 1933 fu pubblicata la Legge delle Confessioni e Congregazioni religiose. La Legge delle Confessioni e Congregazioni religiose proibiva ai religiosi di praticare l'insegnamento e ogni attività commerciale, consentendo inoltre la nazionalizzazione dei beni religiosi. Nel 1933 papa Pio XI pubblicò l'enciclica Dilectissima nobis. Con l'enciclica Dilectissima nobis papa Pio XI denuncio e condannò la persecuzione religiosa in Spagna. La denuncia di Pio XI avvenne tre anni prima dell'inizio della guerra civile. Furono fondate editrici specializzate nella produzione e diffusione di pubblicazioni popolari contro Dio e la Chiesa. Nel corso dell'ottobre del mille novecentotrentaquattro furono uccisi a Turón nove religiosi Fratelli delle Scuole Cristiane e un Passionista. I martiri di Turón sono stati canonizzati il ventuno novembre 1999. Tra il 1931 e il 1936 furono incarcerati e ammazzati numerosi preti e religiosi a causa delle pressioni anticlericali.

L'esplosione della violenza

Nel febbraio 1936 il Fronte Popolare vinse le elezioni in Spagna. Il Fronte Popolare era formato da socialisti, comunisti e altri gruppi radicali. Dopo la vittoria del Fronte Popolare scoppiò un'ondata di fobia anticlericale e anticristiana. La fobia anticlericale portò all'incendio di chiese, assalti e saccheggi a monasteri e conventi, distruzioni di croci e crocefissi, proscrizione di parroci e proibizione di cerimonie pubbliche. La guerra spagnola è scoppiata il diciotto luglio 1936. Per molti martiri la guerra civile fu il contesto della morte. Il sette agosto 1936 la statua del Sacro Cuore di Gesù, situata nel centro geografico della Spagna, fu letteralmente fucilata. Durante la persecuzione furono profanate reliquie ed esumate mummie dalle chiese per essere oltraggiate per le vie. Stampa e radio lanciavano continuamente messaggi di odio incitando alla depurazione religiosa. L'intento dichiarato dei persecutori era quello di annientare la Chiesa e la religione cristiana. Il ministro repubblicano Manuel de Irujo riferì al suo governo la distruzione di quasi tutti gli altari, immagini e oggetti di culto. Il ministro Manuel de Irujo riferì che tutte le chiese erano state chiuse al culto. Nelle chiese chiuse furono installati depositi di ogni sorta, mercati, garage, stalle e rifugi. Sacerdoti e religiosi furono imprigionati e fucilati a migliaia senza altro motivo se non il loro carattere di sacerdoti e religiosi.

La natura del martirio e le vittime

Lo storico A. Montero scrisse che chi distrugge immagini della Madonna, brucia altari o calpesta corporali non può invocare rivendicazioni classiste o imperativi di guerra. La persecuzione religiosa si mostra plasticamente nella devastazione di migliaia di templi, cristi mutilati e parodie sacrileghe. Nella devastazione di oggetti sacri risalta l'odio puro contro Dio, la Chiesa e la fede. Il bilancio delle vittime della persecuzione comprende tredici vescovi, quattromila centottantaquattro sacerdoti e seminaristi, duemilaseicentoquarantotto tra religiosi e religiose e alcune migliaia di laici. Il totale dei martiri della persecuzione è di quasi diecimila. Anche dall'altra parte vi furono odio, fanatismo, vendette, persone innocenti uccise e grandi atti di eroismo. Solo le persone uccise per odio alla fede sono state beatificate come martiri, mentre altre vittime di motivi umani non lo sono state. Molti sacerdoti e religiosi, compresi alcuni salesiani, morirono difendendo la Repubblica come soldati o prestando servizio negli ospedali e nelle istituzioni assistenziali della zona rossa. I religiosi morti al servizio della zona rossa furono innocenti vittime della violenza della guerra e non della fede. A Malaga furono uccisi nove salesiani. Uno dei salesiani di Malaga è stato escluso dall'elenco dei martiri a causa di un dubbio sulla motivazione della sua morte. Il salesiano escluso si trovava in prigione insieme ad altri confratelli. L'aviazione franchista bombardò la città durante la notte. I repubblicani uccisero alcuni prigionieri come rappresaglia per il bombardamento, tra cui don Vicente Reyes. La causa di beatificazione di don Vicente Reyes è stata bloccata a causa del dubbio tra odio alla fede e rappresaglia bellica. Molti tra coloro che furono assassinati dai repubblicani furono veri eroi a cui sono stati dedicati monumenti, statue, piazze, vie e parchi, pur non essendo martiri. La Chiesa beatifica o canonizza esclusivamente i martiri cattolici, pur ammirando alcuni non cattolici e rispettando tutte le vittime di quella tragedia.

I beati salesiani e la testimonianza

I nuovi beati salesiani provengono dalle ex ispettorie di Madrid e Siviglia. I beati salesiani sono raggruppati sotto il titolo unitario di Enrique Saiz e sessantadue compagni martiri. Tra i martiri figurano Enrique Sáiz Aparicio, Félix González Tejedor, Germán Martín Martín, José Villanova Tormo, Pío Conde Conde, Miguel Lasaga Carazo, Andrés Jiménez Galera, Luis Martínez Alvarellos, Juan Larragueta Garay, Pascual de Castro Herrera, Virgilio Edreira Mosquera e Francisco Edreira Mosquera. Fanno parte del gruppo anche Pedro Artolozaga Mellique, Manuel Borrajo Míguez, Justo Juanes Santos, Heliodoro Ramos García, Esteban Vázquez Alonso, Pablo García Sánchez, Valentín Gil Arribas, Anastasio Garzón González, Francisco José Martín López de Arroyave e Ramón Eirín Mayo. Al novero appartengono inoltre il laico Juan de Mata Díez, Salvador Fernández Pérez, Sabino Hernández Laso, Andrés Gómez Sáez, Carmelo Juan Pérez Rodríguez, Esteban Cobo Sanz, Manuel Martín Pérez, Teódulo González Fernández, Victoriano Fernández Reinoso, Florencio Rodríguez Guemes, Dionisio Ullívarri Barajuán, Mateo Garolera Masferrer, José María Celaya Badiola e Nicolás de la Torre Merino. La schiera continua con Emilio Arce Díez, Antonio Cid Rodríguez, Juan Codera Marqués, Tomás Gil de la Cal, Higinio de Mata Díez, Federico Cobo Sanz, Antonio Torrero Luque, Antonio Fernández Camacho, Manuel Fernández Ferro e Juan Luis Hernández Medina. Sono inclusi il sacerdote diocesano Antonio Rodríguez Blanco, il laico Bartolomé Blanco Márquez, José Limón Limón, Antonio Enrique Canut Isús, Miguel Molina de la Torre, Pablo Caballero López, Antonio Mohedano Larriva, Francisco Míguez Fernández, Félix Paco Escartín, Manuel Gómez Contioso, Antonio Pancorbo López, Honorio Hernández Martín, Tomás Alonso Sanjuán, Esteban García García, Rafael Rodríguez Mesa, José Blanco Delgado e la laica Teresa Cejudo Redondo. Dio Padre ha sostenuto fino alla testimonianza suprema i Beati Giuseppe Calasanz Marqués e trentuno compagni e i Beati Enrico Saiz Aparicio e sessantadue compagni. I beati sono martiri della Famiglia Salesiana della Spagna e hanno versato il loro sangue per amore di Dio e della Chiesa. Nessuno dei martiri salesiani era coinvolto in lotte politiche o ideologiche. I salesiani praticavano unicamente la politica del Padre nostro e morirono unicamente in quanto religiosi. I martiri sono presentati come esempi di coraggio e fermezza nella fede. Tutti i martiri morirono perdonando i loro persecutori, imitando Cristo sulla croce. La Chiesa onora la memoria dei martiri salesiani presentandoli come modelli di fedeltà e coerenza.

Domande frequenti

Quando si festeggia la memoria dei Beati Martiri Spagnoli Salesiani?

La loro ricorrenza liturgica si celebra il ventidue settembre.