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martedì 22 settembre 2026 · Santo del giorno

San Maurizio, Candido, Essuperio, Vittore e compagni

Martiri della Legione Tebea

San Maurizio, Candido, Essuperio, Vittore e compagni

San Maurizio, insieme ai compagni Candido, Essuperio, Vittore e agli altri soldati della celebre Legione Tebea, rappresenta una delle testimonianze più limpide di fedeltà evangelica coniugata al dovere civile. Originari dell'Egitto settentrionale, questi uomini d'armi vissero a cavallo tra il terzo e il quarto secolo, offrendo la propria vita in un supremo atto di obbedienza a Dio piuttosto che agli ordini ingiusti degli uomini.

La memoria di questi martiri è custodita con profonda venerazione nella Chiesa, poiché il loro sacrificio ad Agaunum ha dimostrato come la fede cristiana possa abitare anche nei cuori di chi è chiamato a servire la patria in armi, trasformando il dovere militare in un cammino di santità e di testimonianza estrema dell'amore di Cristo.

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Gli altri santi di oggi

Santa Salaberga

Badessa

Santa Salaberga visse nel corso del settimo secolo, segnando profondamente la storia cristiana di Laon e della Neustria. Nacque nei pressi di Laon da una famiglia illustrissima, composta dai genitori Gondovino e Sarethruda, che godevano di grande fama nella regione. Sin dalla giovinezza, la sua esistenza fu guidata da una profonda ricerca della grazia divina, che la condusse a vivere la sua vocazione di vergine dapprima nel matrimonio e poi nella consacrazione monastica. La tradizione del martirologio tramanda che fu avviata al servizio di Dio da san Colombano, il quale secondo la medesima tradizione la guarì anche dalla cecità. La sua giovinezza fu segnata da una guarigione miracolosa da una grave infermità, ottenuta grazie alla preghiera dell'abate di Luxeuil sant'Eustasio, che aveva fatto visita alla sua famiglia.

Dopo un cammino che unì la vita coniugale alla carità evangelica, Santa Salaberga scelse la via della vita religiosa, fondando un monastero che divenne un punto di riferimento spirituale fondamentale. Come badessa, guidò una comunità numerosa e fervente, influenzata dalla spiritualità dei monaci irlandesi. La sua memoria liturgica si celebra il ventidue settembre, giorno della sua morte terrena avvenuta nel seicentosessantacinque. È ricordata per la sua dedizione alla preghiera continua, per la fondazione di un monastero doppio e per la testimonianza di una fede capace di trasformare le prove della vita in un cammino di santità.

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Beato Ottone di Frisinga

Vescovo

Il beato Ottone di Frisinga, vissuto nel corso del dodicesimo secolo, nacque a Neuburg, nei pressi di Vienna, verso il millecentoundici o millecentododici. Egli apparteneva alla più alta aristocrazia dell'impero, essendo figlio di san Leopoldo terzo di Babenberg, marchese d'Austria, e di Agnese, figlia dell'imperatore Enrico quarto di Franconia. Per via del primo matrimonio della madre, Ottone era fratello uterino di Corrado terzo e zio di Federico primo Barbarossa. Avviato fin da fanciullo alla carriera ecclesiastica dal padre, che lo fece priore del monastero di Klosterneuburg fondato nel millecentoquattordici, il giovane ricevette una solida formazione. Nel millecentoventotto fu inviato a studiare teologia, filosofia e lettere a Parigi, che rappresentava il massimo centro della vita culturale europea dell'epoca, avendo come maestri, tra gli altri, Abelardo ed Ugo di san Vittore. Sul finire del millecentotrentadue o all'inizio del millecentotrentatrè, Ottone scelse la vita monastica entrando nel monastero cistercense di Morimond in Borgogna, dove nel gennaio del millecentotrentotto divenne abate. La sua esistenza cambiò radicalmente pochi mesi più tardi, quando il fratellastro Corrado terzo lo volle sulla cattedra episcopale di Frisinga come persona di sua fiducia. Come vescovo, Ottone diede continue prove di zelo apostolico e di grandi capacità di governo, operando il rinnovamento spirituale, culturale ed economico della sua diocesi secondo lo spirito della riforma gregoriana. La sua vita fu segnata da importanti incarichi politici e religiosi, tra cui un'ambasceria presso papa Eugenio terzo nel millecentoquarantacinque e la partecipazione alla seconda crociata in Palestina tra il millecentoquarantasette e il millecentoquarantotto, su invito di san Bernardo. Successivamente, nel millecentoquarantaquattro e cinquantacinque, accompagnò l'imperatore Federico Barbarossa nella sua spedizione in Italia in veste di consigliere, adoperandosi attivamente per appianare i contrasti tra l'imperatore e il papa Adriano quarto. Ottone morì nell'abbazia di Morimond il ventidue settembre del millecentocinquantotto, durante un viaggio verso Citeaux, e fu sepolto presso l'altare maggiore della chiesa abbaziale.

Ottone di Frisinga è ricordato in modo particolare come uno storico acuto e penetrante e come una delle figure di maggiore rilievo della vita intellettuale del dodicesimo secolo. Egli occupa un posto di primissimo piano nella storiografia medievale grazie alla sua celebre opera intitolata Chronica o Historia de duabus civitatibus, scritta su richiesta del suo amico Isingrim, monaco in Augusta e poi abate di Ottobeuren. Quest'opera, caratterizzata da una netta ispirazione agostiniana, esprime il concetto medievale della storia esponendo le vicende universali dalla creazione del mondo sino al millecentoquarantasei in prospettiva teologica e filosofica. L'opera non ci è giunta nella redazione originaria, poiché Ottone la rimaneggiò e l'ampliò per offrirla al nipote Federico primo nel millecentocinsetta. Su richiesta dello stesso imperatore, Ottone scrisse anche i Gesta Friderici imperatoris, che narrano le imprese del Barbarossa dal millecentocinquantasei al millecentocinquantotto, continuati poi fino al millecentoquessanta da Rahevino, discepolo e continuatore del vescovo e autore del commosso elogio funebre inserito nel quarto libro della stessa opera. I Gesta offrono un quadro prezioso degli avvenimenti politici italiani e dei comuni, di cui Ottone era stato spettatore diretto. Tra le sue opere si annovera anche una Epistula ad Wibaldum del millecentoquarantacinque su questioni esegetiche, mentre altri scritti a lui attribuiti non gli appartengono o sono semplici estratti della Chronica o dei Gesta, come il Fragmentum de Hildebrando papa e l'Historia austriaca. La memoria di Ottone si legò indissolubilmente al suo abito monastico, che non aveva mai deposto durante l'episcopato e che indossava al momento della morte, avvenuta tra il compianto dei confratelli. Presso la sua tomba si verificarono miracoli operati da Dio, come attesta Corrado Sacrista nel Liber traditionum Frisingensium, e il vescovo fu presto fatto segno di pubblica venerazione. Sebbene il suo nome manchi nei più antichi calendari cistercensi, Ottone è comunemente chiamato beato da quasi tutti gli scrittori dell'Ordine e il suo transito è registrato nel Martirologio, mentre i Bollandisti lo inserirono tra i praetermissi del ventidue settembre.

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San Fiorenzo

Eremita

San Fiorenzo è un sacerdote ed eremita vissuto nella memoria della Chiesa sin dall'ottavo secolo, periodo in cui una carta antica attesta per la prima volta la venerazione del suo corpo prezioso nel paese del Poitou e il titolo di rettore legato alla sua memoria sul Monte Glonna. La sua figura si staglia tra la storia monastica della Gallia e la tradizione agiografica fiorita nel corso del medioevo, che lo vide custodito come fondatore e protettore di importanti comunità monastiche lungo il fiume Loira.

Nel corso dei secoli, le sue reliquie furono oggetto di numerose traslazioni e contese, spostandosi tra il Poitou, l'Orleanese, la Borgogna e Saumur, fino a subire dispersioni e custodie successive anche durante la Rivoluzione francese. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il ventidue settembre secondo il Martirologio Romano, mentre la diocesi di Angers fissa la festa il venticinque settembre e antichi codici del Martirologio Geronimiano ricordano altre date significative legate al suo culto.

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Beati Martiri Spagnoli Salesiani di Valencia

Beatificati nel 2001

I Beati Martiri Spagnoli Salesiani di Valencia rappresentano una luminosa testimonianza di fedeltà al Vangelo vissuta durante le drammatiche vicende della guerra civile spagnola nel ventesimo secolo. Questo gruppo di trentadue membri della Famiglia Salesiana ha offerto la propria vita per la fede, affrontando con coraggio e spirito di sacrificio la persecuzione che ha colpito la Chiesa in quel travagliato periodo storico. La loro esistenza, spesa nel servizio pastorale e nell'educazione, trova il suo culmine nel dono supremo del martirio, accettato con cristiana rassegnazione e ferma speranza nella vita eterna.

La memoria di questi martiri è celebrata dalla Chiesa universale come un monito costante alla coerenza e alla dedizione totale verso il Signore. Beatificati solennemente da San Giovanni Paolo II l'undici marzo del duemilauno, essi sono ricordati per aver custodito la propria integrità morale e la fedeltà al carisma salesiano anche di fronte alla minaccia della morte. La loro figura invita i fedeli a riflettere sul valore inestimabile della libertà di coscienza e sulla forza rigeneratrice del perdono, offrendo un esempio di santità che trascende le contingenze temporali per elevarsi verso la comunione definitiva con Dio.

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Sant' Ignazio da Santhià

Sacerdote cappuccino

Sant'Ignazio da Santhià, al secolo Lorenzo Maurizio, visse nel corso del diciottesimo secolo distinguendosi per una profonda dedizione sacerdotale e religiosa. Nato a Santhià in provincia di Vercelli il 5 giugno 1686, crebbe in una famiglia agiata e, dopo la precoce perdita del padre, ricevette una solida formazione grazie alla guida di un parente sacerdote. Sentendosi chiamato alla vita ecclesiastica, compì gli studi filosofici e teologici a Vercelli, dove fu ordinato sacerdote nell'autunno del 1710. Dopo aver rifiutato importanti incarichi e benefici ecclesiastici per seguire la propria vocazione spirituale, scelse di entrare tra i frati minori cappuccini assumendo il nome religioso con cui è universalmente conosciuto. La sua esistenza fu un cammino di costante perfezione evangelica, speso nell'insegnamento ai giovani novizi, nell'assistenza spirituale ai soldati durante i conflitti e nella cura instancabile dei poveri e dei malati nella città di Torino.

Egli è ricordato dal popolo e dalla Chiesa come il santo del Monte, per via della sua lunga permanenza nel convento torinese sul Monte dei Cappuccini e per la straordinaria fama di santità che lo accompagnò in vita e dopo la morte. La sua figura è legata a una carità eroica, culminata nell'offerta di addossarsi le sofferenze di un confratello malato pur di salvarne la vocazione missionaria. Uomo di intensa preghiera e di riconciliazione, fu punto di riferimento spirituale per il popolo e per le autorità piemontesi del tempo. Dopo la sua morte, avvenuta il 22 settembre 1770, il cammino verso gli altari ha attraversato i secoli fino alla canonizzazione proclamata da papa Giovanni Paolo II nel 2002. Le sue reliquie continuano a essere meta di venerazione nella chiesa del Monte dei Cappuccini a Torino, dove la sua memoria liturgica si celebra nel giorno della sua nascita al cielo.

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Sant' Emmerano di Ratisbona

Abate e martire

Sant'Emmerano, conosciuto anche come Emmerammo o Haimhram, visse nel corso del settimo secolo e compì il suo cammino terreno come monaco e vescovo regionario. Alla fine del settimo secolo lasciò il regno dei Franchi per dirigersi a Ratisbona, dove fu accolto con grande benevolenza dal duca Teodo. Il duca volle affidargli il compito di vescovo del suo territorio oppure di abate del monastero, inserendolo profondamente nella vita spirituale della Baviera. La tradizione ricorda la sua figura luminosa e il martirio cruento affrontato per amore della verità e della pace, accettando la sofferenza senza difendersi per proteggere il vero responsabile di una grave calunnia. La morte pose fine alle sue sofferenze intorno all'anno 690 ad Ascheim, in seguito a un'aggressione ingiusta subita durante un viaggio verso Roma.

Il culto di sant'Emmerano fiorì rapidamente dopo la sua morte e si diffuse ampiamente nei secoli, superando i confini locali e trovando spazio nei martirologi più antichi. Il suo corpo, inizialmente portato ad Ascheim, fu successivamente traslato a Ratisbona e sepolto nella chiesa di san Giorgio, dove sulla sua tomba sorse il celebre monastero che porta il suo nome. La memoria liturgica di questo fedele pastore e martire, commemorato come vescovo ucciso per la sua fede in Cristo a Ratisbona, in Baviera, Germania, continua a ispirare il cammino della Chiesa. La sua testimonianza di dedizione totale e di mitezza nella prova rimane un punto di riferimento per quanti cercano la giustizia e vivono la fede con coerenza e coraggio.

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Santi Innocenzo e Vitale

Martiri

I Santi Innocenzo e Vitale sono figure luminose del terzo secolo, testimoni fedeli che hanno suggellato la propria esistenza con il dono supremo del martirio. La loro memoria si intreccia indissolubilmente con le vicende spirituali del territorio alpino, trovando il suo culmine nel Cantone del Vallese, dove il loro sacrificio ha lasciato un segno indelebile nella fede delle generazioni successive.

Questi martiri sono ricordati oggi come custodi della memoria cristiana antica, legati alla tradizione della Legione Tebea. Il ritrovamento delle loro spoglie e la successiva traslazione presso l'abbazia di Saint-Maurice hanno permesso che la loro testimonianza oltrepassasse i confini del tempo. La diffusione del loro culto, giunta fino alla Valle d'Aosta attraverso la venerazione di frammenti delle loro reliquie, continua a richiamare i fedeli verso una vita di dedizione e di coraggio evangelico.

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Santi Paolo Chong Ha-sang e Agostino Yu Chin-gil

Martiri

Nel diciannovesimo secolo, la Chiesa in Corea visse una stagione di profonda testimonianza e di sangue, guidata dalla fede incrollabile di uomini come Paolo Chong Ha-sang e Agostino Yu Chin-gil. Paolo nacque a Mahyan nel 1795 da una famiglia profondamente radicata nel Vangelo, segnata fin dall'infanzia dalla persecuzione quando il padre e il fratello subirono il martirio nel 1801. Rimasto privo di beni insieme alla madre Cecilia e alla sorella Elisabetta, Paolo seppe ricostruire la propria vita a Seul, dedicandosi al servizio dei più poveri e spendendo la sua esistenza per assicurare la presenza di sacerdoti e vescovi nella sua terra. La sua opera instancabile, compiuta attraverso viaggi estenuanti e petizioni inviate fino a Roma, permise l'arrivo dei primi missionari in Corea.

Agostino Yu Chin-gil condivise con Paolo lo stesso zelo apostolico, unendo le forze per invocare dal Papa l'invio di pastori per il gregge coreano. Entrambi operarono come catechisti in un tempo di feroce persecuzione, guidando la comunità cristiana con coraggio e sapienza. Arrestati a causa del tradimento di un apostata, affrontarono il giudice con fermezza e subirono atroci supplizi prima della decapitazione, avvenuta a Seul nel 1839. La loro memoria rimane un faro di fedeltà al Vangelo, coronata solennemente il 6 maggio 1984 da Papa Giovanni Paolo II, che li ha elevati alla gloria degli altari insieme a un gruppo di centotré martiri di terra coreana.

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Beati Martiri Spagnoli Salesiani di Madrid e Siviglia

Beatificati nel 2007

I Beati Martiri Spagnoli Salesiani di Madrid e Siviglia appartengono al gruppo dei religiosi e laici che nel corso del ventesimo secolo hanno offerto la vita per la fede in Spagna. Beatificati nel corso dell'anno 2007 e raggruppati sotto il titolo unitario di Enrique Saiz e sessantadue compagni martiri, essi comprendono ventidue sacerdoti, diciotto salesiani coadiutori, sedici studenti, tre aspiranti, tre cooperatori e un impiegato, oltre al sacerdote diocesano Antonio Rodríguez Blanco, ai laici Juan de Mata Díez e Bartolomé Blanco Márquez, e alla laica Teresa Cejudo Redondo.

La memoria di questi beati è ricordata il ventidue settembre per onorare la loro testimonianza di fedeltà e coerenza. Essi morirono unicamente in quanto religiosi e persone di fede, senza alcun coinvolgimento in lotte politiche o ideologiche, praticando unicamente la politica del Padre nostro e affrontando il martirio con il perdono verso i loro persecutori, imitando in tal modo Cristo sulla croce.

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San Fortunato

Venerato a Lonate Pozzolo

San Fortunato è un martire cristiano del terzo secolo, la cui memoria liturgica si celebra il ventidue settembre. La tradizione lo riconosce come parte della gloriosa Legione Tebea, un corpo militare di origine egiziana composto da seimila seicentosessantasei soldati e guidato da San Maurizio, che prestava servizio ai confini orientali dell'impero romano. Chiamati in Gallia dall'imperatore Diocleziano e dal co-imperatore Massimiano per sedare la rivolta dei Bagaudi, i soldati rifiutarono di compiere gli ordini emessi contro la fede cristiana, affrontando il martirio e lo sterminio. Tra i pochissimi sopravvissuti che ripararono in Italia vi fu probabilmente lo stesso San Fortunato, le cui reliquie riposano oggi nella chiesa parrocchiale di Lonate Pozzolo, in provincia di Varese.

Le spoglie del martire vantano una storia di traslazioni e cure devozionali documentate nel corso dei secoli. Dopo essere state custodite nel Cimitero di Santa Priscilla a Roma, le reliquie giunsero dapprima a Turbigo nel diciassettesimo secolo, per poi trovare definitiva collocazione a Lonate Pozzolo grazie all'autorizzazione concessa nel millenovecentocinquantuno dal cardinale Alfredo Ildefonso Schuster. Oggi il santo è venerato con profonda devozione quale patrono di Lonate Pozzolo insieme a Sant'Ambrogio, custodito in un'urna di vetro all'interno dell'altare dove i fedeli continuano a rivolgere la propria preghiera.

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Beato Felix Echevarria Goriostiaga

Sacerdote francescano, martire

Il Beato Felix Echevarria Goriostiaga nacque a Cianuri il quindici luglio 1893 da Atanasio e Teodora, in una famiglia profondamente cristiana che vide tre dei sei figli consacrarsi come sacerdoti francescani missionari. Cresciuto in un clima di grande pietà e precoce amore per le virtù, entrò undicenne nel collegio serafico di Chipiona, dove compì il cammino di formazione che lo condusse all'ordinazione sacerdotale ricevuta il sedici luglio 1916 nella chiesa di Santa Maria della Regola. Nel corso della sua esistenza terrena, vissuta interamente nel ventesimo secolo, fu instancabile educatore, professore di teologia dogmatica e letteratura, rettore, organista e guida spirituale in diverse comunità tra l'Andalusia e Santander, distinguendosi sempre per la dedizione all'insegnamento, alla predicazione e all'amministrazione dei sacramenti.

Custodendo nel cuore il generoso desiderio di partire come missionario tra gli infedeli, un gravoso stato febbrile lo costrinse a rinunciare alla destinazione in Marocco, indirizzando così il suo cammino verso il servizio di Guardiano a Fuenteobejuna. Proprio in quella terra suggellò la sua fedeltà al Signore subendo il martirio nella notte tra il ventuno e il ventidue settembre 1936, all'età di quarantatré anni, dopo ventisette anni di vita religiosa e venti di sacerdozio. La Chiesa ne custodisce la memoria grata nel giorno ventidue del mese di settembre, ricordando l'eroismo con cui affrontò la prova suprema quale autentico testimone di Cristo.

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Beato Luis Echevarria Gorostiaga

Sacerdote francescano, martire

Il Beato Luis Echevarria Gorostiaga, nato a Ceànuri nel 1895, è una figura luminosa del ventesimo secolo, la cui esistenza è stata interamente consacrata al servizio di Dio e del prossimo. Sacerdote dell'ordine francescano, egli ha saputo coniugare una profonda vita interiore con un impegno apostolico instancabile, che lo ha condotto dalle terre basche fino ai luoghi santi di Gerusalemme e Nazaret. La sua dedizione pastorale si è manifestata in diverse comunità spagnole, lasciando un segno tangibile del suo zelo sacerdotale e della sua attenzione verso la crescita culturale e spirituale dei fedeli, culminando nel dono supremo della testimonianza di fede.

La memoria del Beato Luis Echevarria Gorostiaga è legata al suo martirio, avvenuto nel 1936 presso il camposanto di Azuaga. Egli viene oggi ricordato come un instancabile missionario e un pastore attento, capace di farsi prossimo alle necessità dei fedeli attraverso la fondazione di biblioteche popolari e la cura delle anime. La sua vita, segnata dalla fedeltà all'abito francescano indossato fin dal 1912, rappresenta ancora oggi un esempio di coerenza evangelica e di abbandono fiducioso alla volontà del Signore, specialmente nei momenti di tribolazione e di prova estrema. La Chiesa lo venera come martire della guerra civile spagnola, custode di una pace che non appartiene a questo mondo.

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Beato Francisco Carlés Gonzalez

Sacerdote francescano, martire

Il Beato Francisco Carlés Gonzalez è ricordato come un sacerdote francescano e martire che spese la sua vita al servizio della Chiesa tra la Spagna e la Custodia di Terra Santa. Nato nel ventesimo secolo e cresciuto in una famiglia di profonda fede, seppe coniugare la dedizione alla vita religiosa con un intenso apostolato internazionale. La sua esistenza terrena si compì nel sacrificio supremo offerto in patria durante le persecuzioni religiose, suggellando una vita interamente donata al Vangelo.

La sua memoria liturgica si celebra il ventidue settembre, giorno in cui la Chiesa ne commemora il martirio e il fedele compimento della sua missione sacerdotale. La sua figura rimane un luminoso esempio di coerenza cristiana, contrassegnata dallo studio, dall'amore per i luoghi santi e dalla fedeltà alla regola francescana fino all'effusione del sangue.

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Beato Miguel Zarragua Iturrizaga

Religioso francescano, martire

Il Beato Miguel Zarragua Iturrizaga è ricordato come un insigne religioso francescano e martire, la cui esistenza si è spesa interamente nella fedeltà al Vangelo e nel servizio silenzioso. Vissuto tra la fine del diciannovesimo secolo e la prima metà del ventesimo secolo, egli seppe incarnare in modo mirabile la figura del vero frate minore, distinguendosi per una straordinaria mitezza e per un amore operoso verso il prossimo, specialmente nei momenti di più grande prova per la comunità cristiana e civile.

La sua testimonianza terrena si concluse con la prova suprema del sangue ad Azuaga, coronando una vita interamente consacrata a Dio e ai fratelli. Nel corso della sua lunga permanenza in differenti conventi, ed in particolare nello svolgimento dell'umile ufficio di sacrestano, lasciò ovunque il buon profumo di una virtù limpida e profonda, guadagnandosi la stima e la venerazione dei fedeli sia in terra di missione sia nella sua patria.

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Beato Emanuele Olay Colunga

Seminarista e martire

Il Beato Emanuele Olay Colunga è una figura luminosa di testimonianza cristiana vissuta nel cuore del ventesimo secolo. Nato a Noreña nel 1911, egli ha incarnato la dedizione di un giovane seminarista che ha saputo custodire la propria fede con fermezza e umiltà. Il suo cammino spirituale, iniziato tra le mura del seminario, è giunto a compimento in una testimonianza suprema di fedeltà al Vangelo, culminata nel sacrificio della propria esistenza durante il tragico periodo della guerra civile spagnola.

Emanuele Olay Colunga viene oggi ricordato come un martire che, nel silenzio della persecuzione e della sofferenza, ha saputo offrire la sua vita con animo sereno. La sua memoria è un invito costante per ogni fedele a riscoprire il valore della vocazione e la forza della speranza, che non vacilla nemmeno di fronte alle prove più aspre. Beatificato da Papa Francesco nel 2019, egli rimane un esempio di coerenza cristiana per tutti coloro che cercano, nelle vicende alterne della storia, la luce perenne della carità e del perdono.

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Sant' Emerita

Martire

A Roma nel cimitero di Commodilla sulla via Ostiense, commemorazione di santa Emerita, martire.

San Laudo di Coutances

Vescovo

Nel territorio di Coutances ancora in Francia, san Laudo, vescovo.

Beato Giuseppe Marchandon

Martire

Nel braccio di mare antistante Rochefort in Francia, beato Giuseppe Marchandon, sacerdote e martire, che, gettato in una fatiscente galera durante la rivoluzione francese per il suo sacerdozio, fece ritorno al Padre consunto dalla fame e dalla malattia.

Beato Carlo Navarro Miquel

Sacerdote scolopio, martire

A Montserrat in Spagna, beato Carlo Navarro, sacerdote dell’Ordine dei Chierici regolari delle Scuole Pie e martire, che durante la persecuzione contro i religiosi fu coronato da glorioso martirio.

Santa Basilia

Martire

A Roma sulla via Salaria antica, deposizione di santa Basilla, martire, sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano.

San Silvano di Levroux

Eremita

Nel villaggio di Levroux presso Bourges in Aquitania, in Francia, san Silvano, eremita.

San Settimio di Jesi

Vescovo e martire

Beato Germano Gozalvo Andreu

Sacerdote e Martire

Nello stesso luogo, beato Germano Gozalvo Andreu, sacerdote e martire, che nella stessa persecuzione ottenne la corona della gloria per aver reso testimonianza a Cristo.

Beata Giuseppa Moscardo Montalba

Vergine e martire

Ad Alzira nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beati martiri Vincenzo Pelufo Corts, sacerdote, e Giuseppa Moscardó Montalvá, vergine, che, sempre durante la medesima persecuzione contro la fede, meritarono di portare la palma della vittoria davanti a Dio onnipotente.

Beata Maria della Purificazione Vidal Pastor

Vergine e martire

Nel villaggio di Corbera vicino a Valencia, beata Maria della Purificazione Vidal Pastor, vergine e martire, che meritò di accedere alle nozze eterne con Cristo Sposo.

Beato Vincenzo Sicluna Hernandez

Sacerdote e martire

Nel villaggio di Bolbaite sempre nel territorio di Valencia, beato Vincenzo Sicluna Hernández, sacerdote e martire, ucciso nella medesima persecuzione.

Beato Vincenzo Pelufo Corts

Sacerdote e martire

Ad Alzira nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beati martiri Vincenzo Pelufo Corts, sacerdote, e Giuseppa Moscardó Montalvá, vergine, che, sempre durante la medesima persecuzione contro la fede, meritarono di portare la palma della vittoria davanti a Dio onnipotente.

Beato Giovanni Battista Bonetti

Francescano, martire

Beato Antonio Saez de Ibarra Lopez

Religioso francescano, martire

Beato Simon Miguel Rodriguez

Religioso francescano, martire

Beato Juan Antonio López Pérez

Sacerdote e martire

Beato Juan García Cervantes

Sacerdote e martire

Beato Antonio Balocco

Francescano

Dal Martirologio Romano

Nell’antica Agauno nella regione del Vallese, nell territorio dell’odierna Svizzera, santi martiri Maurizio, Esuperio, Candido, soldati, che, come riferisce sant’Eucherio di Lione, furono uccisi per Cristo sotto l’imperatore Massimiano, adornando la Chiesa, insieme ai compagni della Legione Tebea e al veterano Vittore, con la loro gloriosa passione. — Martirologio Romano