Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

22 settembre

Santi Paolo Chong Ha-sang e Agostino Yu Chin-gil

Martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la prova della persecuzione

Paolo Chong Ha-sang nacque a Mahyan in Corea nel 1795. Il padre di Paolo si chiamava Agostino e il fratello si chiamava Carlo. Già nei primi anni del diciannovesimo secolo, precisamente nel 1801, la tempesta della persecuzione si abbatté sulla sua famiglia. Il padre e il fratello di Paolo furono martirizzati nel 1801 a causa della loro fede. Nello stesso anno Paolo, la madre Cecilia e la sorella Elisabetta furono imprigionati. Nello stesso anno furono privati di tutti i loro beni, precipitando in una condizione di totale indigenza. Ridotta in povertà, la madre andò ad abitare con un parente. La famiglia subì gravi disagi dovuti alla povertà e la dolorosa perdita di contatti con la comunità cristiana. Appena fu possibile, Paolo prese con sé la madre e la sorella e si trasferì a Seul. A Seul, ormai ventenne, Paolo poté dedicarsi al servizio dei più poveri insieme ai fratelli in Cristo.

La ricerca dei pastori e l'opera apostolica

Paolo Chong Ha-sang fu per vent'anni, in tempo di persecuzione, guida della prima comunità di cristiani. Per assicurare i sacramenti alla sua Chiesa, si recò almeno quindici volte a Pechino affrontando a piedi un viaggio difficilissimo. Il viaggio serviva per ricevere i sacramenti e per ottenere l'invio di sacerdoti. Il vescovo di Pechino inviò il prete Sim, che però morì in viaggio. Il vescovo suggerì a Paolo e ai suoi compagni di scrivere al Papa Gregorio XVI chiedendo un vescovo. Agostino Yu Chin-gil scrisse una lettera al Papa Gregorio XVI perché mandasse sacerdoti in Corea. Paolo dedicò il resto della sua vita ad assicurare la presenza di un vescovo e di sacerdoti in terra coreana. Per merito di Paolo giunse dalla Cina il sacerdote Yan. Successivamente giunsero i missionari francesi padre Pietro Maubant, padre Giacomo Chastan e monsignor Lorenzo Imbert. Monsignor Imbert prese Paolo nella sua casa insieme alla madre e alla sorella per prepararlo al sacerdozio.

La passione e il martirio

La persecuzione si riaccese violenta e il vescovo e i missionari furono costretti a nascondersi. Un apostata tradì i religiosi e finirono in prigione. Il giudice interrogò Paolo chiedendogli se avesse abbandonato le tradizioni della Corea per praticare una dottrina straniera e trascinarvi altri. Paolo rispose che se si accettano dall'estero oggetti utili, non si doveva rigettare la religione cristiana vera solo perché proveniva da fuori. Il giudice replicò accusandolo di pretendere che il re e i mandarini fossero in colpa per aver proibito la religione straniera. Paolo rispose che a quelle parole non aveva nulla da obbedire e che doveva solo morire. Fu sottoposto a torture insopportabili senza che si ottenesse la sua abiura. Le guardie lo decapitarono il 22 settembre 1839. Fu decapitato insieme all'amico Agostino Nyon, coautore della petizione al Papa. Entrambi erano catechisti e subirono la decapitazione dopo atroci supplizi per la fede a Seul. Dopo alcuni mesi la madre Cecilia, settantanovenne, fu incarcerata e morì di stenti. La sorella Elisabetta, di quarantatré anni, fu decapitata.

Il culto e la canonizzazione

La testimonianza di questi martiri ha lasciato un segno indelebile nella storia della Chiesa. Papa Giovanni Paolo II canonizzò i martiri il 6 maggio 1984. La canonizzazione avvenne in un gruppo complessivo di centotré martiri in terra coreana, tra locali e missionari europei. La loro memoria liturgica si celebra il ventidue settembre di ogni anno, ricordando il sacrificio di chi ha offerto la vita per amore di Cristo e della sua Chiesa.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i Santi Paolo Chong Ha-sang e Agostino Yu Chin-gil?

La loro memoria liturgica si celebra il 22 settembre.

A Seul in Corea, passione dei santi Paolo Chong Ha-sang e Agostino Yu Chin-gil, martiri, dei quali il primo fu per vent’anni, in tempo di persecuzione, guida della prima comunità di cristiani, l’altro invece scrisse una lettera al papa Gregorio XVI, perché mandasse sacerdoti in Corea: entrambi catechisti, subirono insieme, dopo atroci supplizi, la decapitazione per la fede. — Martirologio Romano