22 settembre
San Fortunato
Venerato a Lonate Pozzolo
Aggiornato il 15 settembre 2026
La Legione Tebea e le origini
Non si possiedono notizie certe sulla vita di San Fortunato, poiché l'unica informazione sicura che lo riguarda è la sua appartenenza alla Legione Tebea. Questo corpo militare era composto da seimila seicentosessantasei soldati, tutti di origine egiziana, ed era comandato da San Maurizio. La legione prestava servizio abitualmente ai confini orientali dell'impero romano. L'imperatore Diocleziano richiamò la legione a Roma a causa della sollevazione dei Bagaudi in Gallia e la inviò in aiuto del co-imperatore Massimiano per sconfiggere i ribelli. Massimiano concesse alcuni giorni di riposo alla legione ad Ottoduro, l'odierna Martinac nel Vallese, dopo il faticoso viaggio compiuto. Fu in quel luogo che la legione ricevette un ordine imperiale a cui rifiutò fermamente di obbedire.
Esistono due versioni differenti riguardo al motivo della disobbedienza dei legionari. Secondo una prima versione, l'imperatore ordinò ai soldati di giurare fedeltà all'impero sull'altare di Giove. Secondo un'altra versione, fu chiesto alla legione di scovare i cristiani nascosti nella zona. I soldati della legione erano quasi tutti cristiani e si rifiutarono di compiere l'ordine ricevuto. L'imperatore ordinò allora la decimazione della legione, uccidendo un soldato ogni dieci. Né la prima né la seconda decimazione fecero recedere i soldati dalla loro decisione. Massimiano ordinò perciò lo sterminio completo della Legione Tebea. Pochissimi uomini sopravvissero allo sterminio della legione, e tra i sopravvissuti figurano Alessandro, Cassio, Severino, Secondo e Licinio. I sopravvissuti ripararono in Italia, e San Fortunato potrebbe essere stato uno di quei soldati fuggiti nella penisola.
Il martirio e il culto
Secondo alcune fonti, Fortunato fu successivamente arrestato e martirizzato sotto il regno di Diocleziano. La tradizione riferisce che Fortunato fu gettato nudo in un fiume ghiacciato insieme ad altri compagni. Il corpo di San Fortunato fu sepolto a Roma nel Cimitero di Santa Priscilla fuori di Porta Salaria. La chiesa di Turbigo, in provincia di Milano, fu ricostruita verso la fine del sedicesimo secolo per interessamento degli Agostiniani Scalzi. Nel millenovecentocinque Paolo V della famiglia Borghese divenne papa. Donna Ortensia di Santacroce, moglie di Francesco Borghese fratello del papa, avanzò una specifica richiesta. Papa Paolo V emise una regolare bolla in data nove gennaio millenaseicentoquattordici. La bolla concedeva alla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta di Turbigo i corpi di San Fortunato martire, di Santa Felicita martire e di altri tre corpi di martiri. I corpi dei martiri furono quindi trasferiti a Turbigo. Il ventinove ottobre millenaseicentosedici il vicario generale della Diocesi di Milano, monsignor Mario Antonino, effettuò la solenne ricognizione e conferma dei corpi.
Il ventisette settembre millenovecentocinquantuno il cardinale di Milano, il beato Alfredo Ildefonso Schuster, autorizzò la traslazione delle ossa di San Fortunato nella chiesa parrocchiale di Lonate Pozzolo. La traslazione delle reliquie a Lonate Pozzolo è avvenuta il ventidue settembre millenovecentocinquanta. Le ossa di San Fortunato si trovano tuttora nella chiesa di Lonate Pozzolo. Le reliquie sono ricoperte di cera ed esposte in un'urna di vetro incassata all'interno dell'altare. Le ossa di San Fortunato riposano nella Chiesa Parrocchiale di Lonate Pozzolo in provincia di Varese. San Fortunato è patrono di Lonate Pozzolo insieme a Sant'Ambrogio.
La testimonianza di fede
La storia di San Fortunato affonda le proprie radici nel terzo secolo. Membro della celebre Legione Tebea, egli condivise con i propri commilitoni di origine egiziana il destino di una scelta radicale. Quando l'imperatore Massimiano impose ordini che contrastavano con la legge di Dio e con la coscienza dei soldati cristiani, Fortunato non esitò a manifestare il proprio dissenso. Questa resistenza non fu dettata da spirito di ribellione politica, ma dal desiderio profondo di restare fedeli al Vangelo, anche a costo della vita.
Il cammino di Fortunato si snodò attraverso diverse terre, dall'Egitto fino a Roma e Ottoduro, luoghi che videro il dipanarsi della prova della Legione Tebea. Egli ebbe la grazia di sopravvivere alla decimazione che colpì i suoi compagni, ma il suo destino era segnato dalla testimonianza suprema. Sotto il regno dell'imperatore Diocleziano, il soldato di Cristo giunse a compiere il sacrificio definitivo, offrendo la propria esistenza nel martirio. La sua morte non segnò la fine della sua missione, ma l'inizio di una presenza spirituale che ha saputo attraversare le epoche, giungendo fino a noi come un monito di pace e di dedizione assoluta al Signore. Egli ci insegna che la vera fortezza non risiede nel potere delle armi, ma nella capacità di rimanere saldi nella verità, anche quando il mondo attorno sembra chiedere l'abbandono dei propri ideali più profondi.
Il culto e la memoria
Il legame tra San Fortunato e il territorio lombardo si è consolidato attraverso i secoli mediante la traslazione delle sue preziose reliquie. Un momento significativo di questa storia avvenne nell'anno mille seicentoquattordici, quando i resti del martire trovarono accoglienza a Turbigo. Successivamente, nel corso del ventesimo secolo, precisamente nel mille novecento cinquantuno, le spoglie del Santo furono solennemente traslate a Lonate Pozzolo.
Oggi, le reliquie di San Fortunato sono custodite con cura e venerazione all'interno di un'urna posta nella chiesa parrocchiale di Lonate Pozzolo. Questo luogo è divenuto il cuore del culto tradizionale riservato al martire, un punto di riferimento per i fedeli che desiderano affidare alla sua intercessione le proprie fatiche e le proprie speranze. La continuità di questa devozione, radicata nella storia locale, testimonia come il sacrificio di un soldato egiziano del terzo secolo sia ancora capace di parlare al cuore degli uomini e delle donne di oggi, unendo le generazioni nel segno di una fede condivisa e mai dimenticata.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Fortunato?
La memoria liturgica e la ricorrenza di San Fortunato si celebrano il ventidue settembre di ogni anno.
Di cosa è patrono San Fortunato?
San Fortunato è il santo patrono di Lonate Pozzolo, dove è venerato insieme a Sant'Ambrogio.