20 settembre
Beato Adelpreto di Trento
Vescovo e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e contesto storico
Non si conoscono con precisione né la data né l'esatta origine della nascita di Adelpreto, sebbene gli elementi tradizionali indichino una provenienza dalla Germania. La particolare collocazione geografica della città di Trento faceva sì che i vescovi principi si trovassero naturalmente a gravitare nell'ambito dell'Impero. Nel millecentocinquantotto, Adelpreto ebbe il compito di scortare i legati di papa Adriano IV, il cui pontificato si svolse tra il millecentocinquantaquattro e il millecentocinquantanove, mentre questi ultimi erano diretti in Germania presso l'imperatore Federico. Nello stesso anno millecentocinquantotto l'imperatore Federico Barbarossa compì la sua seconda discesa in Italia, giungendo alla conquista di Milano. Tale sovrano, incoronato imperatore nel millecentocinquantacinque, si trovava in piena guerra con il Papato e con i Comuni italiani nel tentativo di affermare i diritti universali dell'Impero. All'interno di questo aspro conflitto, dal punto di vista politico Adelpreto scelse di appoggiare l'imperatore, facendosi fautore del partito ghibellino e rivestendo forse anche la carica di Vicario imperiale. Nonostante permangano zone d'ombra e non sia del tutto chiaro il suo comportamento di fronte allo scisma generato dalla lotta tra Impero e Papato, si registrano in ogni modo scarse notizie riguardo alla sua gestione quotidiana della diocesi e del principato tridentino.
Il martirio e il culto
Intorno all'anno millecentosettantasette, Adelpreto morì di morte violenta nei pressi di Rovereto. L'agguato mortale fu teso dai suoi nemici e il presule fu crudelmente percosso fino al decesso, per mano di un certo Aldrigitus, appartenente alla nobile famiglia di Castelbarco. Il Martirologio lo ricorda presso la città di Arco in Trentino, definendolo vescovo e strenuo difensore dei poveri, degli orfani e della libertà della Chiesa. Dopo l'uccisione, la sua salma fu traslata e sepolta nel duomo di Trento. Sopra il suo sepolcro venne collocata una pregevole lamina romanica in rame dorato, che raffigurava proprio la scena della sua uccisione e che oggi si conserva gelosamente nel tesoro del Duomo di Trento. La diocesi tridentina ha sempre tributato ad Adelpreto un culto di martire, celebrandone la festa almeno dal sedicesimo secolo nella data del ventisette marzo. Nel millesettecentotre la cittadinanza di Trento espresse un voto solenne invocando san Adelpreto per difendersi dall'assalto delle truppe francesi. Successivamente, nel corso del Settecento, lo storico Girolamo Tartarotti, vissuto tra il millesettecentosei e il millesettecentosessantuno, accese una vivace polemica sul culto del beato, fondando le proprie critiche sulla figura contrastante del vescovo guerriero così come tramandata dalla memoria popolare. Le contestazioni sulla sua santità e gli alti e bassi della devozione portarono infine, nel diciannovesimo secolo e precisamente nel diciannovecentotredici, alla rimozione della sua festa dal calendario diocesano. Nonostante questo provvedimento liturgico, Adelpreto rimane stabilmente contitolare dell'altare maggiore della Cattedrale di Trento, dove il suo nome continua a essere associato a quello di san Vigilio.
Il ministero e il martirio
Il Beato Adelpreto assunse la guida della Chiesa di Trento in un periodo di grandi trasformazioni per il territorio trentino. Sin dall'inizio del suo episcopato, egli manifestò una profonda fedeltà alla missione apostolica, facendosi mediatore instancabile nelle questioni che interessavano la diocesi e il rapporto con il papato. Il suo impegno non si limitò al governo interno della Chiesa, ma si estese a una presenza attiva e diplomatica, come dimostra l'importante incarico svolto nel millecentocinquantotto accanto ai legati di Papa Adriano quarto.
Tuttavia, l'esercizio del ministero episcopale in quel dodicesimo secolo esponeva a pericoli concreti, legati alle tensioni tra le potenze locali e le autorità ecclesiastiche. Il Beato Adelpreto visse la sua vocazione in un contesto segnato da ostilità che culminarono nel tragico evento di Rovereto. Nel millecentosettantasette, egli cadde vittima di un agguato ordito da Aldrigitus, appartenente alla potente famiglia dei Castelbarco. Questo atto di violenza, che pose fine alla sua vita terrena, fu interpretato dai fedeli come l'estrema testimonianza di un uomo che non aveva voluto piegare il proprio mandato pastorale agli interessi personali o alle prepotenze dei potenti. Il suo corpo fu traslato e deposto con solennità nel Duomo di Trento, luogo che ancora oggi custodisce la memoria di questo vescovo coraggioso, la cui vita spezzata è diventata un seme di speranza per le generazioni future.
La memoria e il culto
La venerazione verso il Beato Adelpreto si è consolidata nel tempo, radicandosi profondamente nella devozione del popolo trentino che in lui ha sempre riconosciuto un protettore nei momenti di prova. La sua figura ha attraversato i secoli, mantenendo intatto il valore del suo sacrificio. È significativo ricordare come, ancora all'inizio del diciottesimo secolo, la sua intercessione sia stata invocata con fervore dalla popolazione per proteggere la città di Trento dall'assalto delle truppe francesi nel millecentosette. Questo episodio testimonia come il vescovo martire fosse percepito come una presenza viva e vigile, capace di difendere i suoi fedeli anche a distanza di secoli dalla sua morte.
La celebrazione liturgica ha subito nel tempo variazioni significative. A partire dal sedicesimo secolo, la memoria del Beato Adelpreto fu fissata al ventisette marzo, data che ha scandito per lungo tempo la devozione diocesana. Successivamente, nel millecentotredici, la sua festa fu rimossa dal calendario ufficiale della diocesi, ma la sua figura continua a essere oggetto di riflessione e studio, restando un esempio di integrità episcopale. La sua storia, che si intreccia con i luoghi di Arco, Rovereto e Trento, rimane un tassello fondamentale per comprendere il cammino della fede in queste terre, invitando i credenti a coltivare la memoria di coloro che hanno donato la vita per il bene comune e per la fedeltà al Vangelo.
Domande frequenti
Quando si festeggia san Adelpreto?
La sua festa liturgica si celebrava storicamente il ventisette marzo, almeno dal sedicesimo secolo fino al diciannovecentotredici, anno in cui fu rimosso dal calendario diocesano.
Dove è sepolto san Adelpreto?
Le sue spoglie riposano nel duomo di Trento, dove un tempo si trovava anche la lamina romanica in rame dorato che raffigurava la sua morte violenta.
Presso la città di Arco in Trentino, beato Adelpreto, vescovo, che, strenuo difensore dei poveri, degli orfani e della libertà della Chiesa, fu tratto dai nemici in un agguato e morì crudelmente percosso. — Martirologio Romano