Santi Martiri Coreani (Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e 101 compagni)
Aggiornato il 20 luglio 2026
La vita e il martirio
Nato nel 1821, Andrea Kim Taegon divenne una figura centrale per la nascita della Chiesa in Corea. Nel 1836 fu inviato a Macao per intraprendere gli studi teologici e prepararsi al ministero sacerdotale, un cammino affrontato con grande dedizione in tempi di forte ostilità verso il cristianesimo. Dopo essere stato ordinato sacerdote a Shanghai, scelse di rientrare clandestinamente nella sua patria per svolgere l'apostolato e sostenere la comunità dei fedeli, priva di guide spirituali.
Il suo ministero fu breve ma intensamente fecondo. Nel 1846, mentre cercava coraggiosamente di inviare lettere in Europa per testimoniare la situazione della missione e chiedere aiuto, fu scoperto e arrestato dalle autorità locali. Condotto a Seul, subì interrogatori e pressioni affinché rinnegasse la propria fede. Di fronte al fermo rifiuto dell'apostasia, il giovane sacerdote fu decapitato il 16 settembre 1846, coronando con il martirio una vita interamente offerta per la salvezza dei suoi fratelli.
La memoria e il culto
Il sacrificio di Andrea Kim Taegon, unito a quello di Paolo Chong Hasang e degli altri centouno compagni martiri, ha segnato profondamente la storia della Chiesa universale. Il loro sangue versato è diventato il fondamento della comunità cristiana in Corea, un segno tangibile di una fede che non teme la morte. Il riconoscimento ufficiale del loro martirio è culminato nella solenne canonizzazione celebrata da papa Giovanni Paolo II il 6 maggio 1984, un evento che ha unito la Chiesa locale e quella universale nella lode a Dio per i suoi testimoni più luminosi.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i Santi Martiri Coreani?
La memoria liturgica dei Santi Martiri Coreani, che comprende Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e i loro compagni, si celebra il 20 settembre.
Memoria dei santi Andrea Kim Tae-gon, sacerdote, Paolo Chong Ha-sang e compagni, martiri in Corea. In questo giorno in un’unica celebrazione si venerano anche tutti i centotrè martiri, che testimoniarono coraggiosamente la fede cristiana, introdotta la prima volta con fervore in questo regno da alcuni laici e poi alimentata e consolidata dalla predicazione dei missionari e dalla celebrazione dei sacramenti. Tutti questi atleti di Cristo, di cui tre vescovi, otto sacerdoti e tutti gli altri laici, tra i quali alcuni coniugati altri no, vecchi, giovani e fanciulli, sottoposti al supplizio, consacrarono con il loro prezioso sangue gli inizi della Chiesa in Corea. — Martirologio Romano