28 agosto
Beato Alfonso Maria dello Spirito Santo (Jozef Mazurek)
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la formazione
Jozef Mazurek nacque il primo marzo 1891 presso Baranówka, nella Polonia orientale. Da giovane entrò fra i carmelitani scalzi, iniziando un percorso di profonda adesione alla spiritualità del Carmelo. Fu alunno del Seminario Minore dei Carmelitani Scalzi di Wadowice. Durante gli anni trascorsi a Wadowice poté conoscere San Raffaele Kalinowski, una figura di grande rilievo spirituale che segnò il suo cammino. Nel 1908 ricevette l'abito religioso, assumendo il nome di Alfonso Maria dello Spirito Santo. Successivamente compì gli studi filosofici e teologici prima a Wadowice e poi a Vienna. Il percorso di preparazione al sacerdozio si concluse con l'ordinazione presbiterale, che ricevette a Vienna il 16 luglio 1916.
L'opera educativa e il ministero a Wadowice
Padre Alfonso era ampiamente noto per le sue spiccate doti organizzative e per le sue qualità umane. Svolse l'incarico di stimato educatore della gioventù, dedicandosi con cura alla crescita spirituale e culturale dei ragazzi. Sino al 1930 operò come prefetto e professore presso il Seminario Minore di Wadowice. Grazie alla sua tenacia e alla sua competenza, riuscì ad ottenere per il seminario tutti i diritti spettanti alle scuole private e successivamente a quelle statali, compreso un esame di maturità civilmente riconosciuto. Per questi meriti, egli è ritenuto a buona ragione uno dei più ragguardevoli educatori nella storia di tale seminario.
Il servizio nel convento di Czerna
Nel 1930 fu eletto priore del convento carmelitano di Czerna. Svolse l'ufficio di priore fino al termine della vita, eccezion fatta per il triennio compreso tra il 1936 e il 1939. Durante quel triennio specifico fu economo dello stesso convento di Czerna. Egli dedicò alla sua comunità ogni sua forza fisica e spirituale. Sotto la sua guida fu ravvivata l'attività pastorale nella chiesa conventuale, la quale sorgeva in un bosco distante dal paese. Fu inoltre stimato assistente dell'Ordine Secolare sia a Czerna sia nella vicina Slesia.
La vita spirituale e la fede operosa
La sua vita spirituale fu fondata su una fede profonda, espressa nel compimento fedele dei doveri religiosi e del servizio sacerdotale. Curava con particolare attenzione la celebrazione cosciente e degna dell'Eucarestia, la bellezza del culto divino e la fedeltà alla preghiera contemplativa. Era solito raccogliersi in orazione dinnanzi al Santissimo Sacramento per cercarvi luce e forza. Un testimone oculare affermò che era un uomo di profonda fede pratica, capace di vedere il suo Ordine, i suoi doveri e il ministero con spirito di fede, celebrando la messa devotamente e senza artifici. La sua fede lo rese intrepido nel continuare la missione pastorale durante l'occupazione nazista, senza lasciarsi intimidire dalle minacce. Accolse infatti giovani aspiranti all'Ordine durante la guerra, sfidando gli occupanti, e aiutò gli espulsi di Slesia pur esponendosi a gravi pericoli. Affrontava le situazioni difficili con pace e serenità, fissando lo sguardo su Gesù povero e disprezzato. Affermava che niente avrebbe dovuto turbare la pace e la tranquillità del cuore, il quale doveva restare attaccato solo a Dio e non alle consolazioni terrene. Scrisse di volersi rifugiare sempre vicino alla Madre Maria nelle afflizioni, offrendole se stesso e le sue cose per stare insieme sotto la croce di Gesù.
Il martirio e la glorificazione
Nell'agosto del 1944 crebbe notevolmente l'ostilità nazista verso i carmelitani scalzi di Czerna. Il 24 agosto 1944 fu fucilato il novizio Fra Francesco Powiertowski durante la passeggiata comunitaria. Pochi giorni dopo, il 28 agosto 1944, il comando militare nazista entrò nel convento. I religiosi furono obbligati a recarsi al villaggio Rudawa, a oltre dieci chilometri di distanza, per scavare trincee. Padre Alfonso fu separato con forza dalla comunità e costretto a salire su un'auto militare. Fu brutalmente maltrattato e torturato dai militari, per poi essere gettato a terra e fucilato nel villaggio di Nawojowa Góra, presso Rudawa, il 28 agosto 1944. La morte avvenne alla vigilia della memoria liturgica del Martirio di San Giovanni Battista, al quale egli era particolarmente devoto. Fu ucciso per la sua fede cristiana dagli invasori della patria. Testimoni del ritrovamento del cadavere asserirono che continuava a stringere fra le mani la corona del Rosario. La sua fine eroica costituì l'ultima testimonianza della sua fedeltà alla vocazione e alla fiducia verso la Madonna, Regina e Madre del Carmelo. Papa Giovanni Paolo II, il 13 giugno 1999, elevò agli onori degli altari centootto vittime della persecuzione nazista, tra le quali figurava il Beato Alfonso Maria Mazurek. Il Martyrologium Romanum lo commemora il 28 agosto, mentre i Carmelitani Scalzi ne fanno memoria il 12 giugno.
Il cammino sacerdotale
Jozef Mazurek, divenuto poi il Beato Alfonso Maria dello Spirito Santo, ha intrapreso il suo ministero in un periodo storico denso di cambiamenti e di sfide. Ricevuta l'ordinazione sacerdotale a Vienna nel 1916, ha messo sin da subito le sue doti intellettuali e spirituali al servizio della formazione delle giovani generazioni. La sua opera di educatore e prefetto presso il Seminario Minore di Wadowice ha lasciato un segno profondo, permettendogli di guidare con sapienza molti giovani nel discernimento della vocazione. Nel 1930, la sua maturità spirituale e il suo equilibrio gli hanno meritato l'elezione a priore del convento carmelitano di Czerna, luogo dove ha potuto approfondire la propria adesione al carisma del Carmelo.
Durante gli anni dolorosi dell'occupazione nazista, il suo ministero ha assunto una dimensione eroica. Nonostante il pericolo costante, il Beato Alfonso Maria non ha mai fatto mancare la sua vicinanza agli espulsi dalla Slesia, offrendo loro assistenza materiale e spirituale in un momento di estrema precarietà. Questa dedizione instancabile lo ha posto nel mirino dell'oppressore, che vedeva nel suo agire una minaccia alla propria pretesa di dominio. La sua vita si è conclusa in modo tragico ma glorioso a Nawojowa Góra, in Polonia, il 28 agosto 1944. In quel luogo, dopo aver subito dure torture, è stato fucilato dai nazisti, sigillando con il sangue la sua testimonianza di pastore che dà la vita per le sue pecore. La sua figura rimane un faro di speranza, a ricordo che anche nelle tenebre più fitte, la carità di Cristo non smette di operare attraverso i suoi fedeli servitori.
La memoria e il culto
La figura del Beato Alfonso Maria dello Spirito Santo è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa il 13 giugno 1999, quando Papa Giovanni Paolo II lo ha elevato alla gloria degli altari. Questo atto ha confermato la santità di un uomo che ha saputo trasformare la propria esistenza in una liturgia vivente, consacrata al Signore attraverso il sacrificio. La sua memoria liturgica è fissata al 28 agosto, data che coincide con il giorno del suo martirio, ed è inserita nel Martyrologium Romanum come segno di una testimonianza che appartiene a tutto il popolo di Dio.
Oltre alla celebrazione universale, i Carmelitani Scalzi, famiglia religiosa a cui egli apparteneva, lo commemorano con speciale devozione il 12 giugno. Questi momenti di preghiera non sono soltanto il ricordo di un evento passato, ma rappresentano l'incontro vivo con un intercessore che, dal cielo, continua a sostenere il cammino della Chiesa. Il culto verso il Beato Alfonso Maria invita i fedeli a riflettere sulla necessità di custodire la dignità umana e la libertà religiosa, virtù per le quali egli ha combattuto la buona battaglia fino alla fine.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Alfonso Maria dello Spirito Santo?
Il Martyrologium Romanum lo commemora il 28 agosto, mentre i Carmelitani Scalzi ne fanno memoria il 12 giugno.
Nella cittadina di Nawojowa Góra in Polonia, beato Alfonso Maria Mazurek, sacerdote e martire, che, in tempo di guerra, fu ucciso per la sua fede cristiana dagli invasori della patria. — Martirologio Romano