29 settembre
Beato Antonio Arribas Hortigüela
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La formazione e il ministero
Antonio Arribas Hortigüela nacque a Cardenadijo presso Burgos il ventinove aprile 1908. Fin dalla giovinezza avvertì la chiamata alla vita religiosa e frequentò le scuole medie nel Seminario Minore dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù a Canet de Mar. Entrò successivamente in noviziato, compiendo i passi necessari per consacrare la propria esistenza al Signore. Emise la professione dei primi voti il trenta settembre 1928. Proseguì gli studi teologici nelle città di Barcellona e Logroño, approfondendo le sacre scritture e la dottrina della Chiesa. Al termine di questo intenso periodo di preparazione, venne ordinato sacerdote il sei aprile 1935. La sua unica destinazione fu la Piccola Opera, una comunità dei Missionari che comprendeva la Scuola Apostolica, il Seminario minore e la sede del noviziato per la Spagna. All'interno di questa casa di formazione, padre Antonio svolgeva l'incarico di economo e di professore di Latino. Per via della sua notevole forza fisica, gli allievi gli attribuirono il soprannome di sollevatore di pesi. Gli studenti lo ammiravano profondamente per il suo atteggiamento paterno nei loro riguardi, capace di unire la fermezza dell'educatore alla tenerezza di un padre spirituale.
La prova della persecuzione e la fuga
Nel pomeriggio del ventuno luglio 1936, un drappello di miliziani comunisti arrivò alla porta della Piccola Opera. I miliziani iniziarono a sparare per aria per segnalare la propria presenza e incutere timore. Un rappresentante del Comitato rivoluzionario locale si presentò con l'ordine tassativo di far sgombrare il convento. Padre Antonio protestò energicamente contro i soldati affinché ai ragazzi della scuola venissero concessi almeno gli alimenti necessari al loro sostentamento. In qualità di economo, aveva già provveduto a fornire a ciascun confratello una piccola somma di denaro per le prime necessità. Successivamente, condivise con i confratelli la prigionia forzata nel parco circostante il santuario della Madonna della Misericordia, situato vicino alla Scuola Apostolica. Spinto dal desiderio di salvezza e di tutela della comunità, partecipò al tentativo di fuga nella notte del tre agosto 1936 insieme a sei compagni. Per mesi vagò tra montagne e boschi insieme ai sei compagni, chiedendo rifugio e indicazioni per raggiungere la frontiera con la Francia. Il ventotto settembre, dopo quasi un mese di peregrinazioni, arrivarono nella casa di uno dei capi dei Comitati. Furono incautamente indirizzati in un luogo chiamato La Ginella, dove vennero attesi e catturati all'istante da un gruppo di miliziani. Subito dopo la cattura, i prigionieri furono condotti alla sede centrale del Comitato a Sant Joan de les Fonts. Lungo il tragitto, le guardie domandarono con insistenza se portassero armi e se fossero frati o sacerdoti. Con grande coraggio, risposero di non avere armi ma di essere dei religiosi.
Il martirio e la glorificazione
La sera del ventinove settembre 1936, i sette Missionari furono caricati su un autobus requisito dai miliziani. I prigionieri furono legati a due a due, mentre l'ultimo aveva le mani legate dietro le spalle in segno di spietata umiliazione. Il veicolo, preceduto da un'automobile, si fermò sulla strada verso Seriñá, sul ponte del fiume Ser, vicino a una piccola casa in rovina. I primi quattro condannati furono spinti fuori dall'autobus. Uno dei Missionari supplicò i miliziani di non ucciderli, invocando la clemenza umana. I condannati furono allineati contro il muro in rovina con l'ordine perentorio di voltare le spalle. Con fierezza cristiana, padre Antonio disse ad alta voce che i codardi muoiono di spalle e che loro non erano né codardi né ladri. Padre Antonio affermò con chiarezza che venivano uccisi unicamente perché religiosi. La luminosa professione di fede di padre Antonio fu bruscamente interrotta da una scarica di mitragliatrice mentre stava per gridare Viva Cristo Re. Dopo l'uccisione dei primi quattro, gli altri tre compagni furono fatti scendere e subirono la medesima sorte. I corpi dei Missionari furono raccolti verso sera e trasportati all'obitorio. Il trenta settembre i corpi furono seppelliti in due fosse vicine, quattro in una e tre nell'altra. I resti rimasero in quel luogo fino al trenta marzo 1940. La sepoltura fu identificata il trenta marzo 1940 e le ossa furono traslate in una nicchia del cimitero di Canet de Mar. Infine, padre Antonio Arribas Hortigüela fu beatificato il sei maggio 2017 a Girona insieme ai compagni Abundio Martín Rodríguez, José Vergara Echevarría, José Oriol Isern Massó, Gumersindo Gómez Rodrigo, Jesús Moreno Ruiz e José del Amo y del Amo.
Il cammino sacerdotale
Il percorso terreno del Beato Antonio Arribas Hortigüela ebbe inizio nel 1908 a Cardenadijo, in terra di Spagna. La sua vocazione si concretizzò nel cammino all'interno della congregazione dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù, dove il giovane Antonio maturò la scelta di servire Dio e il prossimo nel sacerdozio. Il 6 aprile 1935, egli ricevette l'ordinazione, un momento fondamentale che segnò l'inizio del suo ministero attivo. La sua missione lo condusse in diverse località, tra cui Barcellona, Logroño e Sant Joan de les Fonts, luoghi che videro il suo costante impegno pastorale.
Presso la Piccola Opera di Canet de Mar, Antonio Arribas Hortigüela esercitò con dedizione i ruoli di economo e professore di latino. In questo contesto, egli non si limitò alla mera trasmissione del sapere, ma cercò di infondere nei suoi allievi i valori cristiani, vivendo la quotidianità come un atto di offerta al Cuore di Gesù. La sua vita fu sempre animata da una profonda serietà interiore e da un amore sincero per la vita consacrata. Gli eventi tumultuosi che scossero la Spagna nel 1936 portarono Antonio e sei dei suoi confratelli a essere catturati dai miliziani comunisti nel mese di settembre. Nonostante le minacce e la violenza dell'epoca, egli mantenne la propria dignità sacerdotale e la propria fedeltà al Signore. Il culmine di questa testimonianza avvenne il 29 settembre 1936, quando fu fucilato presso il ponte del fiume Ser, nel territorio di Seriñá, offrendo la propria vita come sigillo supremo di una esistenza interamente donata.
La memoria liturgica
La solenne beatificazione di Antonio Arribas Hortigüela è avvenuta il 6 maggio 2017 per mano di Papa Francesco, un atto che ha elevato il suo esempio agli onori degli altari, riconoscendo ufficialmente la grazia del martirio. La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il 29 settembre, giorno in cui il sacerdote compì il suo passaggio verso il Padre, unendosi alla schiera dei martiri spagnoli che hanno testimoniato il Vangelo con il sangue.
Questa ricorrenza annuale invita i fedeli a riflettere sulla forza della testimonianza cristiana, che non teme le insidie del mondo né la violenza degli uomini. La memoria del Beato Antonio è un richiamo alla preghiera e alla perseveranza, affinché ogni battezzato possa trovare nella sua storia la luce necessaria per affrontare le sfide quotidiane con lo stesso spirito di abbandono alla volontà di Dio. Nel commemorare il suo sacrificio, la comunità ecclesiale rinnova il proprio impegno a vivere in comunione con il Signore, onorando il dono della fede che il Beato Antonio ha custodito con lealtà fino all'estremo sacrificio della vita.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Antonio Arribas Hortigüela?
La sua ricorrenza si celebra il ventinove settembre, giorno del suo martirio.