28 agosto
Beato Aurelio da Vinalesa (José Ample Alcaide)
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La nascita e la formazione
Il Beato Aurelio nacque il 3 febbraio 1896 a Vinalesa, in provincia di Valencia. Venne alla luce come il terzo dei sette figli dei coniugi Vicente Ample e Manuela Alcaide. Il giorno successivo alla nascita, il 4 febbraio 1896, fu battezzato nella parrocchia di san Honorato vescovo. La sua crescita cristiana fu segnata dal sacramento della Confermazione, che ricevette il 21 aprile 1899. Compii i primi studi nel Seminario serafico di Massamagrell, in provincia di Valencia. Mosso dal desiderio di consacrarsi al Signore, vestì l'abito cappuccino nel 1912. Successivamente, emise la professione religiosa temporanea il 10 agosto 1913 e la professione religiosa perpetua il 18 dicembre 1917. Per volere dei superiori, fu inviato a Roma per perfezionare i propri studi teologici e filosofici. Fu ordinato sacerdote nella Città Eterna il 26 marzo 1921 dall'arcivescovo di Filippi, Monsignor Giuseppe Palica. Concluso il periodo di studio a Roma, fece ritorno in Spagna per mettere i suoi talenti al servizio dell'ordine.
Il ministero e l'insegnamento
Tornato in patria, fu nominato direttore dello Studentato di filosofia e teologia dei Cappuccini a Orihuela, in provincia di Alicante. Svolse questo delicato incarico di direttore con grande prudenza e con soddisfazione generale fino alla morte. Era un fedele osservante di tutte le regole di san Francesco e cercava di trasmettere questa dedizione ai suoi allievi. Si impegnava in modo totale nell'aiutare i suoi giovani affinché fossero perfetti religiosi, curandone la crescita spirituale e umana. Il sacerdote Operaio Diocesano Pascual Ortells affermò che tra i fedeli godeva di una meritata fama di santo e di saggio, testimoniando la fecondità del suo operato quotidiano e la profondità della sua vita interiore.
La persecuzione e il martirio
Durante la rivoluzione del 1936, tutti i religiosi del convento di Orihuela si dispersero il 13 luglio per sfuggire alla violenza montante. Padre Aurelio cercò rifugio nella casa paterna situata a Vinalesa, confidando nella protezione familiare. Tuttavia, fu catturato dai miliziani nella casa paterna il 28 agosto e condotto nel luogo dell'esecuzione. Conservò la disponibilità interiore e la fedeltà a Cristo dal momento della cattura fino alla morte. Il testimone oculare del martirio Rafael Rodrigo attestò che conservò la serenità fino all'ultimo momento, incoraggiando i compagni con parole di fede. Prima dell'esecuzione, su sua esortazione, recitarono la formula dell'atto di contrizione. Prima di essere ucciso, esortò tutti i compagni a ben morire, diede loro l'assoluzione e disse di gridare forte 'Viva Cristo Re!'. Mentre il Servo di Dio recitava la formula dell'assoluzione, un miliziano gli diede due schiaffi. Un altro miliziano invitò il compagno a non schiaffeggiarlo ulteriormente, ritenendolo inutile dato il poco tempo di vita rimasto. Il Servo di Dio rimase impassibile di fronte all'ingiuria e portò a termine l'assoluzione. Subito dopo che ebbe terminato il suo sacro dovere, una scarica di fucileria uccise tutti mentre ripetevano il grido 'Viva Cristo Re!'. Fu ucciso il 28 agosto 1936.
La traslazione delle spoglie
Il suo corpo fu sepolto nel cimitero di Foyos, in provincia di Valencia, nelle cui vicinanze era stato trucidato. Terminata la guerra civile, i suoi resti furono esumati e traslati nel cimitero di Vinalesa il 17 settembre 1937. Attualmente le sue spoglie riposano nella cappella dei martiri cappuccini del convento della Maddalena di Massamagrell, meta di preghiera e di devozione. Il Martirologio ricorda nei pressi del villaggio di Vinalesa il beato Aurelio, al secolo Giuseppe Ample Alcaide, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e martire, che conquistò il premio glorioso lottando per la fede nello stesso periodo.
Il cammino sacerdotale
Il percorso vocazionale di José Ample Alcaide, noto come Aurelio da Vinalesa, ha trovato il suo sigillo solenne a Roma, dove il ventisei marzo del millecentoventuno ricevette l'ordinazione sacerdotale. Questo momento ha segnato l'inizio di un ministero vissuto con spirito di abnegazione e profondo amore per l'Ordine cappuccino. La sua missione lo ha condotto a servire la Chiesa in diversi luoghi, tra i quali spiccano Vinalesa, Massamagrell e Orihuela, città dove ha riversato le sue energie spirituali e intellettuali. In particolare, presso lo Studentato cappuccino di Orihuela, egli ha svolto il delicato compito di direttore, guidando con sapienza e pazienza i giovani confratelli nel loro cammino di formazione verso il sacerdozio.
La sua dedizione non si è limitata all'insegnamento, ma si è tradotta in una presenza costante e rassicurante per quanti incontrava nel suo cammino. La vita di padre Aurelio si è svolta nel solco della preghiera e del servizio, cercando sempre di incarnare le virtù francescane in ogni circostanza. Nonostante il mutare dei tempi e il crescere delle tensioni sociali, egli ha mantenuto saldo il suo proposito di servire Dio sopra ogni cosa, preparando inconsciamente il suo spirito a quella prova suprema che lo attendeva. La sua biografia si intreccia indissolubilmente con la storia della sua terra, ma il suo sguardo è sempre rimasto rivolto verso l'eternità, fonte e meta del suo agire quotidiano.
Il martirio e la testimonianza
Il ventotto agosto del millecentotrentasei, la vita terrena di padre Aurelio da Vinalesa giunse a una svolta decisiva. Mentre si trovava a Vinalesa, fu catturato dai miliziani nel contesto della guerra civile spagnola, un periodo che ha visto molti testimoni del Vangelo offrire il proprio sangue per la fede. Trasferito a Foyos, egli affrontò la morte con la dignità di chi sa di riporre la propria speranza nelle mani del Creatore. Il suo martirio non è stato solo la conclusione di un'esistenza esemplare, ma un atto di amore estremo che ha confermato la validità della sua scelta sacerdotale.
Oggi, la Chiesa lo venera come Beato, riconoscendo nel suo sacrificio un segno tangibile della potenza della Grazia che sostiene i fedeli nelle tribolazioni. La memoria del suo martirio invita ogni cristiano a riflettere sul valore della testimonianza in tempi difficili, ricordando che la vera pace nasce dalla fedeltà al Signore. Il suo culto, pur nella sua semplicità, continua a nutrire la fede di molti, offrendo un modello di coerenza che sfida le epoche e ricorda a tutti che la fedeltà a Cristo è il bene più prezioso da custodire, anche a costo della vita stessa.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Aurelio da Vinalesa?
La sua ricorrenza liturgica si celebra il 28 agosto.
Vicino al villaggio di Vinalesa ancora nello stesso territorio, beato Aurelio (Giuseppe) Ample Alcaide, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e martire, che, nello stesso periodo, nella battaglia per la fede riportò il premio glorioso. — Martirologio Romano