21 aprile
Beato Bartolomeo Cerveri
Sacerdote domenicano, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e formazione
L'Ordine dei Predicatori fu fondato per la difesa della fede e non venne mai meno alla sua missione nel corso dei secoli. Tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo l'Italia settentrionale era infestata da molte eresie. I figli di San Domenico si dimostrarono sempre pronti al martirio per difendere la retta fede. Il convento di Savigliano, nel cuneese, diede alla Chiesa tre beati martiri e un confessore. I tre beati martiri di Savigliano sono Antonio Pavoni, Pietro Cambiani da Ruffia e Bartolomeo Cerveri. Il confessore originario del convento di Savigliano è Aimone Taparelli. Bartolomeo Cerveri nacque a Savigliano nel 1420, ed esattamente Bartolomeo Cerveri nacque a Savigliano in provincia di Cuneo nel 1420. Bartolomeo nacque da una nobile famiglia. Il padre di Bartolomeo era Signore di Cuffia, Cervere e Rosano. Bartolomeo entrò giovanissimo nella prioria domenicana locale. Bartolomeo dimostrò fin da principio grande impegno nell'apprendimento della scienza sacra e nell'esercizio delle virtù. Bartolomeo fu ordinato sacerdote nel 1445, consacrando la propria esistenza al ministero ecclesiastico. Nel medesimo anno millenovecentoquarantacinque Bartolomeo fu mandato a proseguire la sua formazione presso l'Università degli Studi di Torino. L'otto maggio 1452 Bartolomeo conseguì contemporaneamente la licenza, il dottorato e l'assunzione a docente universitario all'Università di Torino, caso unico negli annali della scuola.
Ministero e predicazione
Bartolomeo fu eletto per ben due volte priore del convento di Savigliano. Da priore, Bartolomeo fece ampliare la chiesa del convento di Savigliano per accogliere degnamente i fedeli. Bartolomeo svolse il compito di priore con zelo, unendolo a un'intensa attività di predicazione. Bartolomeo fu direttore dei monasteri femminili di Savigliano e di Revello, guidando le comunità religiose con saggezza spirituale. Nel 1451 Bartolomeo fu nominato inquisitore della fede per il Piemonte e la Liguria. Il compito di inquisitore era pericoloso a causa dell'elevato numero di eretici presenti nel territorio. Bartolomeo ottenne buoni frutti come inquisitore grazie alla parola e alla fama di santità, piuttosto che con metodi forti. L'attività di Bartolomeo gli attirò l'odio degli eretici che rifiutavano il suo insegnamento cattolico. Bartolomeo divenne consapevole di essere chiamato a dare la vita per la fede. Bartolomeo fu avvertito in modo soprannodurale della fine che lo attendeva.
Il martirio e i prodigi
Il ventuno aprile 1466 Bartolomeo si incamminò verso Cervere con i confratelli fra Giovanni Boscato e Gian Piero Riccardi per il lavoro apostolico. Prima di partire, Bartolomeo fece un'accurata e devota confessione a uno dei confratelli. Bartolomeo confidò scherzando a un confratello che quella sarebbe stata la prima e ultima volta che si sarebbe recato a Cervere, portandone il nome di famiglia. Bartolomeo disse di andare a Cervere come Inquisitore per lasciarvi la vita. Lasciata Bra, a circa un chilometro da Cervere in un avvallamento chiamato la cumba dla mort, i tre religiosi furono circondati da cinque uomini. Gli aggressori ferirono gravemente uno dei confratelli e colpirono mortalmente al ventre Bartolomeo con vari colpi di lancia. Bartolomeo Cerveri fu trafitto dalle lance e Bartolomeo Cerveri combatté strenuamente per la fede cattolica, confermando con la propria morte la fede cattolica. Il terzo confratello riuscì a mettersi in salvo. Bartolomeo spirò pregando per i suoi assassini. Bartolomeo Cerveri fu un sacerdote, Bartolomeo Cerveri appartenne all'Ordine dei Predicatori, e Bartolomeo Cerveri fu martire, morto a Cervere in provincia di Cuneo il ventuno aprile 1466. Vari documenti attestano concordemente che alla morte di Bartolomeo seguirono parecchi fatti miracolosi. Al momento dell'eccidio, i saviglianesi videro il sole verso oriente, nella direzione di Cervere, nonostante fosse l'ora del tramonto a occidente. Sul luogo del delitto fu edificata una cappella in onore di Bartolomeo. Sul luogo del delitto crebbe un albero i cui rami e fronde assunsero la conformazione di una croce. Dal corpo del martire non fuoriuscì alcuna goccia di sangue fino a quattro mesi dopo. Quattro mesi dopo, i saviglianesi e i domenicani giunsero nella chiesa di Cervere per riavere il corpo. Solo all'arrivo a Cervere, tra lo stupore generale, fuoriuscirono rivoli di sangue dalle numerose ferite del corpo. La salma fu portata a Savigliano e sepolta con grandi onori. La tomba di Bartolomeo ottenne numerose grazie per quanti vi si accostavano con fede. Il martire iniziò ad essere invocato contro la folgore e la grandine. Nel 1802, con la soppressione del convento saviglianese, le reliquie furono traslate nuovamente a Cervere. Le reliquie riposano oggi in un'urna sotto l'altar maggiore della chiesa parrocchiale di Cervere.
Il culto e la memoria
Il pontefice Beato Pio IX confermò il culto ab immemorabili il ventidue settembre 1853. Il Martirologio Romano ricorda il Beato Bartolomeo il ventuno aprile. L'Arcidiocesi di Torino lo ricordava il ventisette aprile fino alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II. La Diocesi di Fossano celebra la memoria facoltativa il tredici ottobre. Il calendario liturgico domenicano propone la memoria facoltativa il tre febbraio insieme ai beati confratelli Pietro Cambiani da Ruffia e Antonio Pavoni, martiri per mano valdese.
La vita e il ministero
Bartolomeo Cerveri nacque a Savigliano nell'anno 1420, in un contesto storico che richiedeva uomini di ferma dottrina e spirito risoluto. Entrato nell'Ordine dei Predicatori, ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1445, avviando un percorso che lo avrebbe condotto a ricoprire ruoli di grande responsabilità. La sua preparazione intellettuale trovò piena espressione nel 1452, quando conseguì il dottorato e la docenza presso l'Università di Torino, istituzione in cui profuse il proprio sapere con autorevolezza. Parallelamente all'impegno accademico, nel 1451 ricevette la nomina a inquisitore per le regioni del Piemonte e della Liguria, un incarico che egli interpretò come un servizio alla verità e alla pace sociale del tempo.
La sua attività si svolse tra le città di Savigliano, Torino, Bra e i centri minori della regione, dove la sua presenza era segno di un ordine costituito che cercava di arginare le discordie. Il cammino terreno del Beato Bartolomeo si interruppe bruscamente il 21 aprile 1466. Mentre si trovava in viaggio presso Cervere, fu vittima di un agguato ordito da sicari, che posero fine alla sua vita con violenza. Questo atto non spense però la sua luce, bensì ne consacrò la memoria come martire della fede, offrendo alla posterità l'immagine di un uomo che seppe restare saldo nel proprio dovere fino all'estremo sacrificio, testimoniando con la propria morte la coerenza tra la dottrina professata e la vita vissuta.
Il culto e la devozione
La venerazione per il Beato Bartolomeo Cerveri è radicata profondamente nella tradizione piemontese, che ne ha tramandato il nome attraverso i secoli. Il riconoscimento ufficiale della Chiesa giunse il 22 settembre 1853, quando Papa Pio IX confermò il culto prestato al martire, inserendolo pienamente nel novero dei beati. La memoria liturgica viene celebrata il 21 aprile, giorno del suo transito al cielo, secondo quanto riportato nel Martirologio Romano, sebbene esistano date variabili nei calendari locali e propri dell'Ordine domenicano.
Il popolo fedele, in particolare nelle zone agricole del Piemonte, ha sempre guardato al Beato Bartolomeo con fiducia, invocando la sua intercessione contro le minacce atmosferiche. Egli è infatti riconosciuto come patrono contro la folgore e la grandine, custode dei raccolti e dei campi. Questa devozione popolare trasforma il ricordo del martire in un atto di protezione quotidiana, unendo la storia di un dotto sacerdote del quindicesimo secolo con le necessità concrete di chi vive del lavoro della terra. La sua figura rimane dunque un ponte tra l'erudizione accademica e la fede semplice dei fedeli, che nel suo esempio trovano conforto e speranza di fronte alle incertezze della natura.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Bartolomeo Cerveri?
Il Martirologio Romano ricorda il Beato Bartolomeo il ventuno aprile, mentre le singole realtà diocesane e l'Ordine domenicano ne celebrano la memoria in date specifiche come il tre febbraio, il ventisette aprile e il tredici ottobre.
Di cosa è patrono il Beato Bartolomeo Cerveri?
Il martire Beato Bartolomeo Cerveri viene tradizionalmente invocato dai fedeli contro la folgore e contro la grandine.
A Cervere presso Fossano in Piemonte, beato Bartolomeo Cerveri, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che, trafitto dalle lance, confermò con la morte la fede cattolica, per la quale aveva strenuamente combattuto. — Martirologio Romano