Sant' Anselmo d'Aosta

Vescovo e dottore della Chiesa

Aggiornato il 20 luglio 2026

Sant' Anselmo d'Aosta

La vita e le prove

Il cammino di Anselmo inizia tra le montagne di Aosta, dove nasce nel 1033. La sua vocazione lo conduce lontano dalla terra natale, fino in Normandia, dove nel 1060 fa il suo ingresso nel monastero del Bec. In questo luogo di preghiera e studio la sua sapienza fiorisce, tanto da essere eletto prima priore e successivamente abate, guidando i confratelli con mitezza e profondità spirituale. La sua fama attraversa la Manica e, nel 1093, Anselmo viene chiamato a ricoprire la prestigiosa e difficile carica di arcivescovo di Canterbury.

Questo nuovo ministero lo pone al centro di duri contrasti con la corona inglese. Anselmo difende con fermezza l'indipendenza della Chiesa dalle investiture laiche, un impegno che gli costa due dolorosi esili. Durante questi periodi di allontanamento, egli trova accoglienza a Roma e viaggia in Europa, toccando luoghi come Avranches e Lione. Nel 1098 partecipa al Concilio di Bari, dove offre il suo prezioso contributo teologico per affrontare le delicate questioni legate allo scisma d'Oriente. Dopo una vita spesa per la verità e la giustizia, Anselmo si spegne a Canterbury nel 1109.

Il culto e la memoria

La memoria di questo santo pastore ha attraversato i secoli, lasciando un'impronta indelebile nella coscienza della Chiesa. Nel 1163, papa Alessandro III ne riconosce solennemente la santità, elevandolo agli altari. La liturgia lo commemora il 21 aprile, giorno del suo transito da questo mondo all'eternità, offrendo ai fedeli il ricordo di un uomo che ha saputo cercare Dio con cuore puro e mente aperta, senza mai piegarsi davanti alle potenze terrene.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Anselmo d'Aosta?

La festa di Sant'Anselmo si celebra il 21 aprile, giorno della sua morte avvenuta nel 1109.

Sant’Anselmo, vescovo e dottore della Chiesa, che, originario di Aosta, fu dapprima monaco nel monastero di Bec nella Normandia in Francia; divenutone abate, insegnò ai suoi confratelli a progredire sulla via della perfezione e a cercare Dio con l’intelletto della fede; promosso poi all’insigne sede di Canterbury in Inghilterra, lottò strenuamente per la libertà della Chiesa, sopportando per questo sofferenze e l’esilio. — Martirologio Romano