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31 marzo

Beato Bonaventura (Tornielli) da Forlì

Sacerdote servita

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e gli studi a Venezia

Bonaventura nacque a Forlì nel 1410. La nascita è probabilmente avvenuta nella nobile famiglia Tornielli. La notizia dell'appartenenza alla famiglia Tornielli compare nelle biografie solo a partire dalla metà del diciassettesimo secolo. Il giovane sentì la chiamata alla vita religiosa. Fu grande devoto della Madonna. Entrò nel convento dei Servi di Maria di Forlì. Possedeva notevoli doti intellettuali. Nel 1448 fu mandato a Venezia per approfondire gli studi. Gli studi furono la sua occupazione principale per sei anni. Conseguì il titolo di maestro in teologia a Venezia. Un'antica cronaca lo descrive come piccolo, magro, sparuto di persona ma eloquentissimo di scienza.

La predicazione e le missioni in Italia

Diede inizio a una straordinaria attività di predicatore ispirandosi all'Apostolo Paolo. Raccoglieva uditori vastissimi in varie città. Raccomandava la frequenza ai sacramenti. Raccomandava la carità verso gli ammalati e i bisognosi. Aveva un aspetto austero. Il contenuto delle sue omelie non era leggero e talvolta risultava coraggioso. Infondeva fiducia e simpatia nonostante l'aspetto. Fu soprannominato fra barbetta. Il suo messaggio risultava molto incisivo. Incitava alla penitenza i fedeli che accorrevano ad ascoltarlo. Tenne una famosa predicazione davanti al Senato della Repubblica di Venezia il venticinque marzo 1468. Predicò a Venezia anche nel 1482. Tenne una predicazione alla Basilica di San Marco nel 1488. Tenne prediche memorabili nella cattedrale di Firenze su richiesta del Senato cittadino. Predicò alla Santissima Annunziata di Firenze nel 1481. Svolse missioni importanti a Bologna. Svolse un'importante missione a Perugia nel 1476 durante una terribile pestilenza. Nel 1487 fondò la Compagnia della Santissima Annunziata in Sant'Alessandro a Brescia.

Gli incarichi nell'Ordine e la vita contemplativa

La sua attività in seno all'Ordine fu feconda. Nel 1482 divenne Procuratore. La tradizione riferisce che avrebbe acquisito il convento di Piobbico nelle Marche. La tradizione riferisce che avrebbe acquisito il convento di Forlimpopoli. Il trentuno maggio 1483 era priore di San Marcello a Roma. Papa Sisto Quarto gli diede facoltà di ritirarsi in eremo con sei compagni il trentuno maggio 1483. Mantenne la carica di predicatore apostolico che gli consentiva di viaggiare in tutta Italia. Amava la preghiera personale e contemplativa. Si ritirava sovente a Montesenario sui passi dei Sette Santi Fondatori. Si ritirava sovente a Montegranaro. Sacrificò le sue aspirazioni solitarie per adempiere ai compiti nell'Ordine. Partecipò come Provinciale della Romagna al Capitolo di Vetralla del 1485. Fu incaricato a Vetralla di riportare la congregazione a un maggior rispetto della Regola. Ricoprì la carica di Vicario Generale dei Frati dell'Osservanza. L'Osservanza era un movimento di riforma nato in seno all'Ordine. Stette sempre attento a sanare i malumori tra i confratelli. Nel 1485 fu acquisito il convento di Santa Maria di Paradiso di Clusone a Bergamo. Nel 1488 fu oratore nel celebre Capitolo di Bologna. Il suo esempio era edificante oltre alla parola. Si asteneva solitamente dalle carni e dal vino. Camminava a piedi nudi in qualsiasi condizione atmosferica.

Il transito e la memoria delle reliquie

Accusò un malessere durante la predicazione di un quaresimale a Udine nel convento di Santa Maria delle Grazie. Morì il Giovedì Santo trentuno marzo 1491. Morì a circa ottant'anni d'età. Intorno alla sua persona nacque spontaneo il culto. Si verificarono alcuni miracoli che furono registrati dai notai. I fedeli conservavano come reliquie i peli della sua barba. Fu ordinato l'abbattimento del primo sepolcro poiché era alquanto maggiore del dovuto e il culto non era ancora confermato. Nel 1507 Andrea Loredan, luogotenente di Venezia a Udine, fu miracolato dal beato. Nel 1509 Andrea Loredan volle portare con sé il corpo del beato al rientro in patria. Il corpo fu riposto nell'altare della sacrestia della chiesa dei Servi a Venezia dove si celebrava specialmente il giovedì santo. Nel 1810, durante la soppressione napoleonica, i frati dovettero lasciare il convento. Le reliquie furono portate prima nella casa privata di un frate. Le reliquie furono portate nella chiesa dei Santi Ermagora e Fortunato. Nel 1908 le reliquie furono trasferite nella chiesa del Sacro Cuore, già Abbazia della Misericordia. Nel 1971 le reliquie tornarono definitivamente nel Santuario delle Grazie di Udine. Il culto ab immemorabili fu confermato il sei settembre 1911 da Papa Pio X. La festa liturgica fu fissata al trentuno marzo. Esiste un'antica rappresentazione iconografica del beato Bonaventura nella chiesa dei Servi di Orvieto. Il martirologio ricorda il beato Bonaventura da Forlì come sacerdote dell'Ordine dei Servi di Maria che esortò il popolo alla penitenza in diverse regioni d'Italia e morì ottuagenario predicando un quaresimale a Udine.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Bonaventura da Forlì?

La sua festa liturgica si celebra il trentuno marzo, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1491.

A Udine, beato Bonaventura da Forlì, sacerdote dell’Ordine dei Servi di Maria, che in diverse regioni d’Italia con la predicazione esortò il popolo alla penitenza e morì ottuagenario mentre era intento a predicare un quaresimale. — Martirologio Romano