31 marzo
Santa Balbina di Roma
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini tra storia e leggenda
La prima parte dell'elogio di Balbina riguarda il suo battesimo a Roma ed è tratta dagli atti leggendari dei santi Alessandro, Evenzio, Teodulo, Ermete e Quirino. L'autore di questi scritti ha reso Balbina figlia del martire Quirino, una parentela che la critica riconosce come creata arbitrariamente secondo il costume degli agiografi romani del secolo quinto. Secondo le due leggende giunte sino a noi attraverso le passiones, Quirino si convertì alla fede cristiana e fu battezzato insieme a sua figlia Balbina da papa Alessandro. La prima passio è la passio Alexandri, risalente forse al sesto secolo, la quale confonde tuttavia papa Alessandro con l'omonimo martire nomentano. La seconda passio, concepita come appendice alla prima, è la passio sanctorum Balbinae et Hermetis.
La guarigione e la testimonianza di fede
Nei racconti della tradizione, Balbina si ammalò gravemente e il padre la condusse da papa Alessandro, che in quel momento si trovava imprigionato. Papa Alessandro guarì Balbina dalla sua grave malattia, compiendo un segno di grande conforto spirituale e corporale. A causa delle sue ricchezze e della sua nobiltà, Balbina fu chiesta in sposa da molti giovani, ma ella rifiutò i matrimoni per rimanere fedele al suo voto di castità. In seguito, Balbina fu arrestata insieme al padre per ordine dell'imperatore Adriano, il cui regno va dal centodiciassette al centotrentacinque. Dopo aver subito non pochi tormenti per la sua testimonianza di fede, Balbina fu infine decapitata.
La sepoltura e lo sviluppo del culto
La seconda parte dell'elogio riguarda la sepoltura di Balbina sulla via Appia, una notizia che tuttavia fu inventata da Adone. Negli atti dei santi Alessandro, Evenzio, Teodulo, Ermete e Quirino non si trova infatti alcuna notizia sulla sepoltura di Balbina. Anticamente Balbina non ha ricevuto culto e non è commemorata nel Martirologio Geronimiano. Il monaco Floro ricordò Balbina nel suo Martirologio alla data del diciotto gennaio, essendo stato tratto in errore da una commemorazione mal compresa del Martirologio Geronimiano. Successivamente, Adone ricordò Balbina alla data del trentuno marzo, aggiungendo arbitrariamente che la santa era sepolta nel cimitero di Pretestato sulla via Appia. La motivazione di tale aggiunta risiedeva nel fatto che, essendo considerata figlia del martire Quirino, Balbina doveva necessariamente essere sepolta vicino a lui.
Il titolo e la memoria a Roma
A Roma esisteva un titolo ecclesiastico noto col nome di Balbina, menzionato nel sinodo dell'anno cinquecentoquantacinque. A Roma esisteva altresì un cimitero situato tra la via Appia e la via Ardeatina intitolato a Balbina. L'eroina della leggenda agiografica fu probabilmente la fondatrice sia del titolo che del cimitero. In seguito, seguendo un costume caro agli antichi agiografi, la fondatrice fu elevata alla dignità di martire. Nel Martirologio si commemora santa Balbina a Roma, e sempre a Roma, sull'Aventino, sorge la basilica fondata che porta il venerando nome di santa Balbina.
La vita e le opere
La vicenda di Santa Balbina si inscrive nel quinto secolo, un tempo in cui la Chiesa romana, pur tra le sfide di un mondo in rapido cambiamento, cercava di dare forma visibile alla propria missione. Nata a Roma, ella scelse di consacrare la propria esistenza al servizio di Dio attraverso il fondamento di luoghi destinati al culto. Il suo nome rimane legato in modo particolare al colle Aventino, dove promosse la fondazione di un titolo, ovvero di una chiesa che fungesse da centro di aggregazione per la comunità cristiana locale. Tale iniziativa rispondeva all'esigenza di offrire ai fedeli un luogo sicuro dove riunirsi per la celebrazione dei divini misteri e per l'ascolto della Parola.
Oltre all'impegno sull'Aventino, Santa Balbina estese la sua sollecitudine verso la cura dei luoghi di sepoltura. La fondazione di un cimitero situato nell'area compresa tra la via Appia e la via Ardeatina rappresenta una testimonianza eloquente della sua sensibilità verso la dignità dei corpi dei defunti. In un'epoca che viveva il profondo rispetto per le reliquie dei martiri, tale opera assumeva un valore di particolare rilievo, configurandosi come un atto di pietà cristiana volto a mantenere viva la memoria di coloro che avevano dato la vita per Cristo. La sua esistenza, priva di clamore, si è così risolta in un servizio umile e costante, capace di trasformare il territorio in uno spazio sacro, dove la presenza di Dio potesse essere cercata e trovata attraverso la cura degli edifici e la sollecitudine per il riposo dei giusti.
Il culto e la memoria
Il culto di Santa Balbina, radicato nella tradizione romana, attraversa i secoli come un invito alla costanza nella fede e nell'opera del bene. La sua figura è celebrata con devozione, trovando il suo posto nel Martirologio Romano, che ne fissa la commemorazione nel giorno trentuno di marzo. Questa data, che segna la sua presenza nel calendario liturgico, rappresenta un'occasione per volgere lo sguardo verso le origini della fede nella città di Roma.
La memoria di Santa Balbina continua a parlare al cuore dei fedeli contemporanei, richiamando l'importanza di costruire, anche oggi, luoghi di incontro e di preghiera. La sua eredità non è consegnata soltanto ai marmi delle antiche basiliche, ma vive nella testimonianza di chi, seguendo il suo esempio, si adopera con sobrietà per il bene della comunità e per la cura dei luoghi dove la fede viene custodita e tramandata. La venerazione che la circonda è un segno della gratitudine della Chiesa verso le figure che, con discrezione, hanno reso possibile la continuità della vita cristiana nel tempo.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Balbina di Roma?
La ricorrenza di Santa Balbina è fissata al trentuno marzo nel Martirologio Romano.
Di cosa è patrono Santa Balbina di Roma?
Le fonti biografiche non menzionano alcun patronato specifico per Santa Balbina.
A Roma, commemorazione di santa Balbina, la cui basilica fondata sull’Aventino reca il suo venerando nome. — Martirologio Romano