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31 marzo

Sant' Agilulfo (Agilolfo)

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Fonti agiografiche e tradizione

Esiste una passio dell'undicesimo secolo registrata nella Bibliotheca Hagiographica Latina che descrive i tratti principali di Sant'Agilulfo. Secondo questa passio, il santo sarebbe stato vescovo di Colonia e consigliere di Carlo Martello. Lo stesso testo riferisce che egli sarebbe stato ucciso il trentuno marzo 716 nei pressi di Amblève, mentre si recava ambasciatore da Chilperico e Ragenfrid. La tradizione agiografica colloca inoltre la sua sepoltura nella chiesa di San Lorenzo, vicino al monastero di Stavelot-Malmédy. Un secondo testo, composto alla fine dell'undicesimo secolo e certamente redatto dopo la traslazione a Colonia, aggiunge che Agilulfo sarebbe stato monaco di Malmédy prima di diventare vescovo, discepolo dell'abate Anglino e suo successore nell'ufficio abbaziale, conservando tale carica pur reggendo la chiesa di Colonia.

Verifica storica e cronologia

Le notizie agiografiche sopra descritte contrastano in parte con dati storicamente accertati, richiedendo un attento discernimento critico. La ricerca storica attesta infatti che Agilulfo di Malmédy fu abate dal 752 al 757, mentre Agilulfo era già vescovo di Colonia nel 748, e forse anche nel 745, e morì nel periodo compreso tra il 751 e il 752. Per tali ragioni, gli storici stabiliscono la necessità di distinguere il vescovo dall'abate. L'identità del martire del 716 risulta dunque difficile da precisare con certezza, e si ipotizza l'esistenza di un altro vescovo di Colonia di nome Agilulfo all'inizio dell'ottavo secolo. Gli studiosi ritengono inoltre che l'autore della passio possa avere fatto confusione di nomi per glorificare un oscuro martire del proprio monastero, attribuendogli la qualifica episcopale.

Traslazione e culto delle reliquie

Nel corso dei secoli, le spoglie e la memoria di Sant'Agilulfo sono state oggetto di importanti spostamenti e celebrazioni liturgiche. Nel 1062, il vescovo Anno secondo trasferì le reliquie a Colonia, dove furono composte nella chiesa di Santa Maria ad Gradus, e proprio a partire da quell'anno se ne celebra la festa il nove luglio. Successivamente, nel 1802, le reliquie furono trasferite a Kempen, per poi essere riportate a Colonia nel 1846. Nel 1893 le sacre reliquie furono nuovamente esposte alla pubblica venerazione dei fedeli. Il santo è storicamente ricordato nel martirologio come vescovo a Colonia in Austrasia, illustre per la santità della vita e per la predicazione. Egli è inoltre festeggiato il trentuno marzo, giorno del suo dies natalis ad Amel, località in cui gli è dedicata una chiesa, ed è commemorato anche il sei luglio nel giorno della traslazione.

Iconografia e devozione popolare

L'iconografia tradizionale rappresenta Sant'Agilulfo con la dalmatica, i guanti, il piviale e la mitra, abiti solenni che ne riflettono la dignità vescovile. Un esempio notevole di questa rappresentazione si trova in una tavola del sedicesimo secolo conservata nel Museo di Colonia. Tra gli attributi comuni vi è il libro, che ricorda gli studi compiuti nell'abbazia di Stavelot nelle Ardenne, e la spada, che rappresenta lo strumento del martirio subito ad Amblève. Un attributo quasi costante è inoltre il falcone tenuto alto sul pugno. A tale proposito, la tradizione popolare narra che un cacciatore mise in dubbio la santità di Agilulfo, accettando di crederci soltanto se il falcone avesse cantato, e il santo avrebbe compiuto il miracolo facendo cantare il volatile. Questo e altri avvenimenti sono raffigurati sugli sportelli di una pala d'altare del sedicesimo secolo nella cattedrale di Colonia, mentre un'altra immagine del santo in abiti sacerdotali si trova in una vetrata del diciassettesimo secolo nella chiesa di San Pantaleone a Colonia.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Agilulfo?

Sant'Agilulfo è festeggiato il trentuno marzo, il sei luglio e il nove luglio.

A Colonia in Austrasia, ora in Germania, sant’Agilolfo, vescovo, illustre per la santità di vita e la predicazione. — Martirologio Romano