Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

31 marzo

Beato Daniele de Ungrispach

Martire camaldolese

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini nobili e la giovinezza

Daniele nacque nel castello di Cormons intorno all'anno 1344. Era figlio primogenito di Nicolaussio d'Ungrispache e di Maddalena Savio di Gemona. La sua era una nobile famiglia di stirpe germanica e facoltosissima. La famiglia era Signora di Cormons, Medea e Foiana e vassalla dei conti di Gorizia. La sua famiglia ebbe tra i suoi membri un vescovo di Concordia e uno di Trieste. Ancora oggi lo stemma del Comune di Cormons si ispira al blasone della sua famiglia. Daniele visse a Udine con i genitori a partire dal 1346. A sedici anni si trasferì a Pordenone. Forse a seguito di eventi bellici, Daniele fu prigioniero a Verona di Cansignorio della Scala tra il 1365 e il 1368. Sopportò la prigionia senza covare rancore e si adoperò in seguito a favore di un familiare dello scaligero. Nonostante la giovane età, era così ben voluto dai concittadini che essi intervennero per ottenerne la liberazione.

La famiglia, gli affari e l'impegno civile

A circa vent'anni sposò Ursina Ricchieri, appartenente alla più potente famiglia cittadina. Ebbero una figlia di nome Lucia. Lucia andò sposa nel 1384 al nobile Giacomo Spelladi di Treviso. Daniele fu un marito e padre integerrimo e visse le sue giornate da buon cristiano. Le cronache lo descrivono come osservatore segnalato della legge di Dio e d'ogni pratica religiosa. Le cronache lo descrivono di singolare compassione verso i poveretti e amantissimo dei Luoghi Pii. Intraprese con successo il commercio di panni di seta, di lana e di pelli di vaio. La sua principale piazza d'affari fu la Serenissima, importante per gli scambi con l'Oriente. La posizione altolocata della famiglia e il desiderio di contribuire all'amministrazione pubblica lo portarono all'impegno politico. Nel 1384 fu nominato podestà dal duca d'Austria, da cui dipendeva Pordenone. La carica di podestà era annuale e prevedeva la rappresentanza della comunità in ambito civile e religioso. Svolse l'incarico con benevolenza. Il Palazzo Comunale o antica Loggia sorgeva in Contrada Maggiore, a poca distanza dalla sua dimora in Palazzo Ricchieri. Daniele fu dedito alla famiglia. Daniele fu impegnato nella vita pubblica. Daniele fu attivo nella professione mercantile. Daniele visse a Cormons ed elesse Pordenone a luogo di residenza. A Pordenone si dedicò a molte premure in ambienti religiosi e civili. Daniele compì delle rinunce per aiutare i poveri e le comunità religiose tramite l'attività commerciale.

La via monastica e l'oblazione camaldolese

Nel percorso verso Venezia lungo il fiume Noncello conobbe i Camaldolesi dell'abbazia di San Martino Rotto a Pasiano di Pordenone. Il giovane fu attratto dalla spiritualità monastica ed eremitica fondata da San Romualdo. Durante i viaggi a Venezia conobbe il monastero camaldolesi di San Mattia nell'isola di Murano, divenendone ospite familiare. Per diciannove anni frequentò costantemente quel luogo, pur mantenendo gli impegni familiari, sociali e di lavoro. Amava leggere la Bibbia e gli scritti dei Padri della Chiesa, in particolare Sant'Agostino. Rispondeva generosamente alle necessità dei poveri e del monastero con somme di denaro consistenti. Preferì avvicinarsi a Dio giorno per giorno alternando impegni sociali e giornate di preghiera con i monaci. La sua vita fu una sintesi dell'Ora et labora come sposo, padre, imprenditore e politico. Nel 1380 intraprese il percorso per divenire oblato della Congregazione Camaldolese, compiutosi il 31 marzo 1392. Dal 31 marzo 1392 ebbe una cella tutta sua nel monastero. Nel 1398 fu nominato procuratore della Chiesa di San Marco grazie alla sua generosità verso le entità religiose veneziane. Alla soglia dei cinquant'anni rinunciò a diritti, privilegi e beni di famiglia spettanti dopo la morte del padre. Lasciò la moglie di comune accordo e fu accolto nel monastero di San Mattia senza obbligo di clausura. Daniele ebbe come bussola la Parola di Dio. Daniele ebbe come compagna la preghiera. Daniele rinunciò concordatamente alle gioie della convivenza con la sposa. Negli ultimi anni visse più unito a Dio nel monastero camaldolese di Murano.

Gli incarichi diplomatici e il testamento

Tornò occasionalmente a Pordenone e fu nuovamente consigliere del Comune e podestà supplente nel 1404-1405. Continuò la professione mercantile e svolse alcuni incarichi diplomatici. Nel 1406 fu intermediario in un grave dissidio tra Pordenone e il Patriarca d'Aquileia. Il dissidio era nato perché i pordenonesi avevano incendiato il castello di Torre causando la morte del feudatario e della sua famiglia. Fu incaricato insieme ad altri nobili di mediare per ottenere l'assoluzione dei pordenonesi dall'ira del patriarca. Il 16 settembre 1411 fece testamento a Pordenone nominando erede universale la moglie. Dispose di essere sepolto in San Mattia, lasciando legati e preziosi libri tra cui una Bibbia, un Legendario dei Santi e i Sermoni di Sant'Agostino.

Il martirio e la glorificazione

Pochi giorni dopo, di ritorno dal mercato veneziano di Rialto, fu strangolato di notte nella sua cella da ignoti malviventi a scopo di rapina. La morte di Daniele avvenne il 31 marzo 1411 presso il monastero di San Mattia di Murano. I Padri Camaldolesi diedero al defunto una devota sepoltura nella tomba dei nobili Donà all'interno del monastero. La sepoltura fu motivata dalla commozione per la sua morte ingiusta. Il defunto fu subito considerato un martire della carità. Il corpo fu esumato a ventiquattro anni dalla morte, nel 1435. Il corpo fu trovato incorrotto durante l'esumazione. Il corpo incorrotto appariva vivace di colore ed emanava un odore soavissimo. Gli altri corpi rinvenuti nello stesso contesto erano invece disfatti e corrosi. Il corpo fu posto sopra un altare e divenne meta di devoti pellegrinaggi. L'incorruptibility del corpo fu interpretata come conferma della santità vissuta da Daniele. Il vescovo di Torcello approvò il culto locale. Il vescovo dispose l'esposizione in chiesa di un'urna contenente le reliquie. Seguirono grazie e miracoli attribuiti al Beato. La fama di Daniele attrasse fedeli da tutta la laguna veneta, dal Friuli e dalla Carinzia. La fama di Daniele attrasse anche i nobili membri della sua Casata. L'urna fu ricollocata in chiesa dopo la ricostruzione del 1566. Nel 1657 l'urna fu posta su un altare proprio all'interno di una nuova cassa di legno. La nuova cassa di legno del 1657 è quella attuale.

Le vicende delle reliquie e la memoria attuale

Nel 1810 il monastero di San Mattia di Murano fu soppresso. La chiesa del monastero di San Mattia fu in seguito distrutta. Il corpo del Beato Daniele subì diversi trasferimenti. Per un periodo il corpo fu conservato nella sacrestia della Basilica della Salute a Venezia. Nel 1857 le spoglie tornarono a Murano. L'urna fu sistemata nella cappella esterna dell'Istituto Dalmistro delle Suore Maestre di Santa Dorotea a Murano. Le suore avevano aperto una scuola sull'isola. Le religiose tennero un registro delle grazie ottenute dal Beato. Alcune grazie furono registrate ancora nel 1903. Il corpo si trova oggi presso la Basilica di San Donato. Il corpo è attualmente ancora incorrotto. Il corpo è ricoperto da una veste dorata offerta come regalo per grazia ricevuta nel 1745. A Venezia gli è stata intitolata una calle. A Pordenone gli è stata dedicata una via cittadina. A Pordenone la chiesa ospita un quadro di Daniele eseguito dal pittore sacerdote Giuseppe Pellarin. L'amministrazione comunale di Pordenone ha collocato una lapide sulla facciata di Palazzo Ricchieri. La lapide ricorda l'esempio cristiano di Daniele come antico podestà. Anche a Cormons gli è stato dedicato un dipinto in chiesa. Una statua collocata all'inizio del XVIII secolo ricorda Daniele sulla facciata della Chiesa dell'Immacolata di Gorizia. Tutte queste attestazioni confermano un culto mai venuto meno.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Daniele de Ungrispach?

Si festeggia il trentuno marzo come memoria locale, mentre il Menologio Camaldolese lo ricorda il venti marzo.