28 agosto
Beato Enrico Webley
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e l'arresto
Henry Webley nacque a Gloucester intorno al sedicesimo secolo, precisamente nel 1558. Probabilmente egli era parente di Thomas Webley, anch'egli originario di Gloucester, il quale aveva già patito il martirio al Tyburn di Londra il 6 luglio 1585. Della vita di Henry Webley non si sa nulla fino all'aprile del 1586, mese in cui egli venne arrestato insieme a quattro compagni mentre si stavano imbarcando per la Francia presso il porto di Chichester. Dopo l'arresto, i cinque prigionieri vennero interrogati dal sindaco di Chichester e successivamente inviati a Londra per essere giudicati dal Consiglio Privato di Sua Maestà, trovando internamento nella prigione di Marshalsea. Webley avrebbe trascorso i successivi due anni della sua vita proprio all'interno del carcere di Marshalsea. Nelle liste dei prigionieri dell'epoca, Webley fu classificato tra i ricusanti e i detenuti per motivi religiosi. La spia Nicholas Berden descrisse Webley come né ricco né saggio, ma molto astuto, e inviò importanti incartamenti a Sir Francis Walsingham, Segretario di Stato. Tali incartamenti contenevano elenchi di nomi di sacerdoti reclusi nelle prigioni londinesi e di laici, tra cui una lista con cinque nomi segnalati come gentiluomini benestanti da inviare a Wisbech, un carcere nel Cambridgeshire dotato di misure più blande per i prigionieri ricchi. Poiché Webley non era ricco, non avrebbe potuto pagare per ottenere trattamenti più lievi.
Il processo e il martirio
Nell'agosto del 1588 l'avvocato John Pickering, che lavorava per la Corona, stilò un elenco di prigionieri cattolici e inserì Henry Webley tra coloro che la giustizia avrebbe dovuto condannare per alto tradimento. Tale accusa di alto tradimento era basato sullo Statuto del 1585, una legge severa che comprendeva quanti ospitassero o aiutassero sacerdoti inglesi ordinati all'estero. Dopo il nome di Webley nell'elenco apparivano due commenti significativi: il primo era Prendere la parte della Regina, che fu successivamente barrato, mentre il secondo recitava Rifiutare perdono. La cancellazione del primo commento sta a significare che a Webley fu posta la cosiddetta sanguinosa questione, riguardante il comportamento da tenere in caso d'invasione del Papa per ristabilire il cattolicesimo, alla quale egli rispose che non avrebbe sostenuto la sovrana. Il secondo commento indicava invece che gli era stata offerta la grazia alla sola condizione di compiere un'abiura, alla quale Webley si rifiutò fermamente di sottostare. Henry Webley fu quindi processato nel carcere di Newgate a Londra il 26 agosto 1588, giudicato insieme a un gruppo di sedici cattolici appartenenti sia al clero sia al laicato. Di quei sedici imputati tre ritrattarono la fede, mentre gli altri quindici vennero condannati al patibolo. Quattro membri del gruppo, compreso Webley, furono condannati alla sola impiccagione, mentre i restanti subirono la pena più cruenta dell'essere appesi al cappio e squartati. Al mattino del 28 agosto Webley e due sacerdoti, William Gunter e William Dean, furono prelevati da Newgate e condotti su un carretto a Mile End Green presso Londra. Giunti sul luogo dell'esecuzione, i martiri non poterono parlare alla folla, poiché quando padre Dean provò a indirizzare la parole ai presenti, gli fu ficcato un pezzo di stoffa in bocca. William Gunter fu successivamente condotto a Holywell Fields presso Shoreditch, dove incontrò la medesima sorte degli altri due compagni. I martiri Dean, Gunter e Webley morirono con grande costanza e gioia per il regno di Dio, subendo la pena sotto il regno della regina Elisabetta I nello stesso giorno in luoghi diversi della città o nelle vicinanze. Dopo la loro morte fu montata la guardia accanto al patibolo per evitare che qualcuno potesse prelevare i cadaveri per seppellirli o raccogliere preziose reliquie. Insieme a Guglielmo Dean e altri compagni, il Beato Enrico Webley è ricordato dal Martirologio Romano il 28 agosto.
La causa di beatificazione
La memoria del sacrificio di Henry Webley non andò perduta e trovò nuova luce nei secoli successivi attraverso il duro lavoro di riconoscimento ecclesiale. Il nome di Henry Webley faceva parte dell'elenco dei primi potenziali martiri inclusi nel processo ordinario avviato nel 1874. Successivamente il suo nome fu inserito tra i duecentoquarantuno confessori della fede la cui causa fu introdotta ufficialmente nel 1886. La sua causa fu quindi riesaminata nel corso del processo apostolico svoltosi tra gli anni 1923 e il 1926. Nonostante le obiezioni incontrate lungo il cammino, che furono colpite e superate con il passare del tempo, il percorso canonico giunse a compimento. Henry Webley poté infine essere beatificato il 22 novembre 1987, elevato agli onori degli altari insieme ad altri ottantaquattro martiri dalla Chiesa universale.
La vita
Enrico Webley nacque a Gloucester nell'anno millenovecentocinquantotto. La sua esistenza si svolse in un'epoca di aspri conflitti religiosi, che lo portarono a maturare una scelta di campo netta e coraggiosa. Egli dedicò i suoi giorni a sostenere i sacerdoti cattolici, un'attività che all'epoca era considerata un reato gravissimo. Il suo cammino verso il martirio ebbe una svolta decisiva nell'anno millenovecentottantasei, quando fu arrestato nei pressi di Chichester mentre tentava di imbarcarsi per la Francia. Da quel momento, per Enrico ebbe inizio un lungo periodo di sofferenza, trascorso tra le mura anguste delle prigioni di Marshalsea e di Newgate, dove rimase detenuto per due anni.
Durante la prigionia, fu accusato di alto tradimento proprio per il sostegno offerto ai ministri della Chiesa. Le autorità cercarono più volte di indurlo a rinnegare la sua fede, promettendogli la salvezza e la grazia reale in cambio di un'abiura pubblica. Tuttavia, Enrico Webley, con una fermezza che lasciava trasparire una profonda pace interiore, rifiutò costantemente di cedere alle pressioni. Egli comprese che la sua vita terrena non poteva essere barattata con il tradimento dei propri convincimenti spirituali. La condanna a morte divenne dunque la conclusione inevitabile di una testimonianza che non ammetteva compromessi. Il ventotto agosto del millenovecentottantotto, a Mile End Green, vicino a Londra, egli affrontò l'esecuzione capitale tramite impiccagione, consegnando il suo spirito a Dio. La sua testimonianza, pur nella brevità della sua esistenza terrena, rimane una pagina luminosa di fedeltà, capace di interpellare ancora oggi la coscienza di ogni credente che si interroga sul valore della coerenza cristiana e sulla forza della grazia, capace di sostenere l'uomo anche nel momento dell'estrema prova.
Il culto
Il ricordo del Beato Enrico Webley è custodito con devozione dalla Chiesa, che ne ha riconosciuto il sacrificio attraverso il solenne atto della beatificazione. Il ventidue novembre del millenovecentottantasette, Papa Giovanni Paolo II lo ha annoverato tra i beati, confermando come il suo cammino di laico sia stato pienamente conforme agli insegnamenti del Vangelo. La sua memoria liturgica, celebrata il ventotto agosto, è iscritta nel Martirologio Romano, permettendo ai fedeli di rinnovare ogni anno la gratitudine per il dono di questo testimone della fede.
La figura di Enrico Webley ci ricorda che la santità non è riservata soltanto a coloro che ricoprono ruoli ufficiali nella gerarchia ecclesiastica, ma è una vocazione che può fiorire nel cuore di ogni laico. La sua vita, pur terminata prematuramente in modo violento, continua a parlare attraverso la storia, invitando gli uomini e le donne di ogni tempo a non aver paura di professare la propria fede nelle difficoltà quotidiane. Venerare il Beato Enrico significa accogliere l'invito a una vita di coerenza, dove le scelte quotidiane siano sempre orientate dalla ricerca della verità e dalla fedeltà a Dio, anche quando il contesto sociale appare ostile o indifferente. La sua memoria rimane un segno tangibile del fatto che il sacrificio di un uomo, quando è vissuto in unione con Cristo, non è mai vano, ma diventa seme di speranza per tutta la comunità dei credenti.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Enrico Webley?
Il Beato Enrico Webley si festeggia il 28 agosto, giorno in cui viene ricordato dal Martirologio Romano insieme ai compagni martiri.
A Londra in Inghilterra, beati Guglielmo Dean, sacerdote, e sette compagni, martiri, che, sotto la regina Elisabetta I, nello stesso giorno, ma in diversi luoghi della città o nelle vicinanze, per il regno di Dio subirono il martirio con l’impiccagione. — Martirologio Romano