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9 agosto

Beato Fiorentino Asensio Barroso

Vescovo e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la formazione

Florentino Asensio Barroso nacque il sedici ottobre 1877 a Villasexmir, in provincia di Valladolid e diocesi di Palencia, nel contesto del ventesimo secolo. Era figlio di piccoli commercianti profondamente religiosi che seppero trasmettergli i valori della fede cristiana. Crebbe in un ambiente cristiano solido, beneficiando del contributo fondamentale del parroco e del maestro del paese. Il primo maggio 1887 ricevette la Prima Comunione, un momento di grazia fondamentale in cui iniziò a sentire viva la vocazione religiosa. Suo fratello Cipriano era un frate agostiniano che emise i primi voti nel 1888 nel noviziato di Calella. I Superiori sconsigliarono tuttavia l'ingresso di Florentino nell'ordine agostiniano a causa della sua giovane età, indirizzandolo saggiamente verso il Seminario diocesano. Compì così i suoi studi nel Seminario di Valladolid, distinguendosi per l'impegno e la serietà. Ricevette gli Ordini Minori nel 1899, il suddiaconato il ventidue settembre 1900 e il diaconato il ventidue dicembre dello stesso anno.

Il ministero sacerdotale e l'insegnamento

Fu ordinato sacerdote il primo giugno 1901 dal vescovo ausiliare di Valladolid all'età di soli ventitré anni. Celebrò la sua Prima Messa il sedici giugno a Villavieja del Cerro. Il due agosto 1901 fu nominato coadiutore della parrocchia di Villaverde di Medina, e il ventisette dicembre il suo incarico fu esteso alle vicine parrocchie di Garrión e Dueñas. Nel 1903 divenne cappellano delle Piccole Suore dei Poveri e responsabile dell'archivio vescovile, incarichi che mantenne fino al due gennaio 1905, quando lasciò la cappellania. Divenne successivamente cappellano delle Serve di Gesù, ufficio che mantenne per ben ventiquattro anni e che lasciò soltanto per gravi motivi di salute. Il primo marzo 1905 fu nominato dall'arcivescovo cappellano familiare e maggiordomo. Si laureò in Teologia il ventinove agosto 1906. Il Consiglio Accademico lo nominò professore di metafisica nella Pontificia Università di Valladolid, incarico svolto fino al corso 1905-1910. Nel 1910 fu eletto canonico della cattedrale. Nel 1916 divenne membro delle commissioni d'esame della Pontificia Università di Valladolid. Nel febbraio 1915 fu nominato Amministratore dei beni dell'Archidiocesi. Fu esentato dall'ufficio di maggiordomo per potersi dedicare completamente all'apostolato della confessione e della predicazione. Dal 1920 al 1935 fu confessore del Seminario, di vari monasteri religiosi e di ospedali. Nel 1925 fu nominato parroco della cattedrale di Valladolid. Su incarico dell'arcivescovo Gandasegui, predicò il catechismo agli adulti nelle Messe domenicali in cattedrale dal 1926 al 1935 con grande successo di pubblico.

L'episcopato a Barbastro e le prime tensioni

Ricevette la nomina di Amministratore Apostolico della diocesi di Barbastro, la cui sede vescovile era vacante. Fu consacrato vescovo titolare di Eurea di Epiro il ventisei gennaio 1936 nella cattedrale di Valladolid. Alla sua consacrazione episcopale era presente una folta delegazione proveniente dalla diocesi e dalla città di Barbastro. Entrò nella diocesi di Barbastro il sedici marzo 1936 senza grandi manifestazioni esterne a causa dei disordini fomentati da autorità e gruppi rivoluzionari locali. Giunse comunque in cattedrale dove si svolse il solenne rito di insediamento. Il suo motto episcopale era Ut omnes unum sint. Le autorità comunali furono subito ostili al nuovo vescovo. Due giorni dopo il suo arrivo, la Giunta Comunale proibì il suono delle campane. Il vescovo presentò una supplica il sette aprile per ottenere il permesso di suonare le campane, ma non ottenne la revoca. Il divieto delle campane durò fino al settembre 1938, quando Barbastro fu liberata. Cercò in ogni modo di collaborare con le autorità comunali specialmente sui problemi del lavoro. Con la salita al potere del Fronte Popolare a Barbastro, l'anticlericalismo prese il sopravvento. Le autorità presero a spiare e controllare religiosi e fedeli dell'Adorazione Notturna. Le predicazioni del vescovo venivano accuratamente annotate ed esaminate dalle autorità. La proprietà del Seminario fu tolta e concessa al Municipio. I seminaristi furono dispersi e si rifugiarono a Saragozza. Domenica diciannove luglio celebrò la Messa nel Collegio delle Figlie della Carità vicino al palazzo vescovile. A Barbastro riprese la consuetudine di predicare il catechismo alla Messa delle dodici in cattedrale.

L'arresto e il martirio

Nel Vescovado fu arrestato il primo sacerdote, preludio dell'attacco diretto al vescovo. Il venti luglio, dopo una perquisizione al palazzo, il vescovo fu costretto agli arresti domiciliari. Due giorni dopo fu arrestato e condotto nel Collegio degli Scolopi. Nel Collegio degli Scolopi erano prigionieri gli stessi religiosi dell'Istituto. Il vescovo non poté parlare con i religiosi prigionieri nel Collegio. Rimase rinchiuso in attesa di trovare un pretesto per eliminarlo. Fu accusato di contatti politici contrari ai rivoluzionari. La preghiera intensa divenne il suo unico balsamo nella sofferenza e solitudine. La sera dell'otto agosto fu prelevato dal Collegio per essere portato al Comune con una scusa. Intuendo la fine vicina, monsignor Florentino chiese l'assoluzione a padre Ferrer, direttore degli Scolopi. Fu invece portato nel carcere. Subì una tortura orribile con la mutilazione dei genitali. La mutilazione fu confermata dall'autopsia effettuata sui resti mortali da medici legali il sedici aprile 1993. Alle due della notte del nove agosto 1936 fu trasportato nel cimitero di Barbastro. Fu fucilato nel cimitero di Barbastro. Mentre veniva fucilato, perdonò e pregò per i suoi assassini. Non morì subito a causa dei colpi dei fucili a schioppo che gli fratturarono le costole facendolo urlare di dolore. Fu finito con altri tre colpi di grazia. Donò la sua vita con il martirio per la diocesi che aveva iniziato a governare da meno di cinque mesi. Il beato Fiorentino Asensio Barroso era vescovo e martire. Fu fucilato dai miliziani durante la persecuzione contro la Chiesa. Testimoniò con il proprio sangue la fede che aveva predicato al popolo affidato. Nacque a Villasexmir in Spagna il sedici ottobre 1877 e morì a Barbastro in Spagna il nove agosto 1936, vittima della persecuzione anticattolica durante la Guerra Civile Spagnola dal 1936 al 1939. Il processo ordinario super martyrio fu introdotto il ventinove aprile 1953, e fu beatificato da papa Giovanni Paolo II il quattro maggio 1997 in Piazza San Pietro a Roma.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Fiorentino Asensio Barroso?

La sua ricorrenza liturgica si celebra il nove agosto.

Quali furono i ruoli principali del Beato Fiorentino Asensio Barroso?

Fu sacerdote, professore universitario, canonico, amministratore apostolico e vescovo di Barbastro, dove subì il martirio.

A Barbastro sempre in Spagna, beato Fiorentino Asensio Barroso, vescovo e martire, che, fucilato dai miliziani durante la persecuzione contro la Chiesa, testimoniò con il proprio sangue quella fede che non aveva mai cessato di predicare al popolo a lui affidato. — Martirologio Romano