Beato Giacomo Filippo Bertoni

Servita

Aggiornato il 22 luglio 2026

La vita e i primi anni

Il Beato nacque a Celle di Faenza nel 1454 da una povera famiglia. È interessante notare che Celle di Faenza rappresenta la stessa parrocchia della Beata Raffaella Cimatti. Al momento del sacramento del battesimo gli fu imposto il nome di Andrea. Ancora fanciullo, varcò la soglia del convento per entrare nell'Ordine dei Servi di Maria di Faenza. Crescendo nella vita religiosa, ricevette l'ordinazione sacerdotale, compiendo così il proprio cammino di consacrazione. Tra il 1478 e il 1479 ricoprì l'delicato incarico di procuratore del convento, e nello svolgere questo e altri compiti riscosse sempre la sincera benevolenza di tutti. La sua persona si distinse per essere costantemente servizievole, sobrio nel parlare, mite e modesto, riflettendo la grazia del Signore nelle piccole azioni quotidiane.

Penitenza e transito

Giacomo Filippo Bertoni condusse una vita rigorosa di penitenza, segnata da una costante mortificazione del corpo. Si accontentava spesso di un solo pasto, talvolta scarso e scadente, offrendo ogni privazione al Padre Celeste. Il suo aspetto fisico era estremamente macilento, al punto che la pelle aderiva alle ossa; questo stato di magrezza fu confermato sia dal primo biografo sia dalla iconografia giunta sino a noi. Il 24 maggio 1483, vigilia della sua morte, volle compire un gesto di grande fraternità visitando i confratelli uno per uno. Durante questa visita chiese loro umilmente perdono e preghiere, preparandosi così all'incontro definitivo con il Creatore. Il giorno seguente, il 25 maggio 1483, morì per tisi, compiendo la sua offerta terrena.

Il primo biografo e il culto

Il culto intorno alla sua figura fu praticamente immediato e documentato fin dai giorni successivi al suo transito. Il suo primo biografo fu Niccolò Borghese, il quale fu guarito miracolosamente proprio dal beato. Mosso da profonda gratitudine e devozione, Niccolò Borghese scrisse la vita del beato a soli tre mesi dalla morte, fissando per i posteri i tratti salienti della sua santità. Il 24 maggio 1484, data che coincideva con la festa della Santissima Trinità, si celebrò la prima festa solenne del beato dopo intensi preparativi spirituali e materiali. Il culto fu successivamente approvato da papa Clemente XIII con un decreto emesso il 22 luglio 1761, riconoscendo ufficialmente la santità di questo umile figlio dei Servi di Maria.

Traslazioni e protezione

Nel corso dei secoli, le sue spoglie mortali trovarono collocazione in luoghi diversi a seconda degli eventi storici. Il corpo fu trasferito nella cappella Manfredi il 15 aprile 1594, e tutti i discendenti della famiglia Bertoni sostennero generosamente le spese per la realizzazione del sarcofago di marmo e per la decorazione della cappella, che fu intitolata al beato a partire da quella traslazione. Nel 1762, il consiglio cittadino lo annoverò tra i patroni della città di Faenza, precisamente il 14 luglio. Successivamente, nel novembre del 1944, durante i tragici eventi della seconda guerra mondiale, i soldati tedeschi in fuga minarono il campanile della Chiesa dei Servi. Il campanile e l'abside della Chiesa dei Servi crollarono, portando alla inevitabile chiusura al culto dell'edificio. Per preservare le reliquie, il corpo del Beato Bertoni fu trasferito e collocato nella Basilica Cattedrale di Faenza, sull'altare dedicato a San Carlo Borromeo, dove si trova tuttora.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Giacomo Filippo Bertoni?

La sua memoria liturgica si celebra il 25 maggio. Nella diocesi di Faenza la memoria si celebra il 23 maggio, mentre nell'Ordine dei Servi di Maria si celebra il 30 maggio.

Di cosa è patrono il Beato Giacomo Filippo Bertoni?

Il Beato Giacomo Filippo Bertoni è annoverato tra i patroni della città di Faenza.

A Faenza in Romagna, beato Giacomo Filippo (Andrea) Bertoni, sacerdote dell’Ordine dei Servi di Maria, insigne per il dono delle lacrime e la mirabile umiltà. — Martirologio Romano