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24 luglio

Beato Giovanni Tavelli da Tossignano

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La formazione e l'ascesa al vescovado

Nato a Tossignano di Imola nel 1386, borgo situato oggi in provincia di Bologna, il giovane Giovanni frequentò l'università a Bologna prima di compire una scelta decisiva per il suo avvenire. Interruppe gli studi giuridici per abbracciare la regola dei Gesuati, e nel 1426 divenne priore dell'Ordine dei Gesuati a Ferrara. La sua vita fu costantemente assidua alla preghiera, alla penitenza e agli studi sacri, virtù che lo resero ben presto sapiente guida del popolo e persino di Pontefici. Il ventotto ottobre 1431 fu nominato vescovo di Ferrara. Papa Eugenio IV dovette vincere le sue titubanze con una lettera privata datata diciotto novembre 1431. La consacrazione a sacerdote e vescovo avvenne nello stesso giorno, il ventisette dicembre 1431, a Mantova, per mano del vescovo locale. Nel corso del suo ministero episcopale svolse un'intensa attività pastorale visitando la diocesi sei volte, e impiegò i suoi talenti traducendo e componendo opere di carattere biblico ed ascetico. Rispondendo alla chiamata della Chiesa universale, partecipò al Concilio di Basilea nel 1433 e successivamente al Concilio di Ferrara-Firenze nel 1438, operando costantemente per l'unità dei cristiani.

Le opere di carità e i prodigi

Il ministero del Beato Giovanni Tavelli fu segnato da una carità operosa e da interventi provvidenziali riconosciuti dalla comunità. Fu eroico apostolo durante la peste, offrendo conforto e assistenza spirituale e materiale ai malati senza temere per la propria incolumità. La tradizione riferisce inoltre che salvò miracolosamente la sua città da un'inondazione del Po. Nel 1443, agendo in stretta collaborazione con i marchesi d'Este, fondò l'Arcispedale Sant'Anna, opera destinata a recare sollievo ai soffrenti. La sua morte sopravvenne a sessant'anni il ventiquattro luglio 1446, consumato dallo zelo, dalle penitenze e dall'amore di Dio e delle anime.

Il culto e le ricognizioni delle reliquie

Il Beato fu subito venerato come santo dal popolo e il suo culto non fu mai interrotto nel tempo. L'approvazione formale fu concessa da Clemente VIII e confermata da Benedetto XIV, che riconobbero ufficialmente il titolo di Beato. Il venti luglio 1748 Benedetto XIV concesse la celebrazione della Messa propria in tutta la diocesi di Ferrara, e l'anno successivo tale concessione fu estesa anche al territorio di Tossignano. Nel ventesimo secolo l'arcivescovo monsignor Luigi Maverna istruì un processo diocesano secondo i criteri stabiliti dopo il 1983 e la Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister. L'ultima sessione di questo processo diocesano si svolse il ventiquattro luglio 1995. Successivamente, il primo marzo 1996, gli atti del processo diocesano furono riconosciuti giuridicamente validi dalla Congregazione delle Cause dei Santi. Il ventitré gennaio 2020 papa Francesco autorizzà la promulgazione del decreto che riconosceva l'eroicità delle virtù di Giovanni Tavelli da Tossignano, ricevendo in udienza il cardinal Giovanni Angelo Becciu. Le vicende delle sue spoglie mortali riflettono la devozione che lo circonda: nel 1713 i suoi resti mortali furono traslati dalla Cattedrale di Ferrara alla chiesa di San Girolamo della stessa città. La chiesa di San Girolamo era stata fatta edificare dallo stesso Giovanni Tavelli nel 1428. I resti mortali, inizialmente collocati nella cripta, il ventitré luglio 1719 furono deposti in un'urna sotto l'altare maggiore, e nel 1947 furono trasferiti sotto l'altare del Crocifisso nella prima cappella a sinistra. Nel 1846 la reliquia del metacarpo della sua mano destra fu donata alla chiesa arcipretale di San Michele Arcangelo a Tossignano, per concessione di papa Pio IX, già vescovo di Imola. Infine, a Ferrara, nel quartiere di Villa Fulvia, gli è intitolata una parrocchia.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Giovanni Tavelli da Tossignano?

Viene celebrato il ventiquattro luglio.

A Ferrara, beato Giovanni da Tossignano Tavelli, vescovo, dell’Ordine dei Gesuati. — Martirologio Romano