24 luglio
San Fantino il Vecchio (o il Taumaturgo)
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vita e il lavoro umile
San Fantino visse la sua esistenza terrena distinguendosi per essere un uomo profondamente dedito alla preghiera, amico dei poveri e colmo di misericordia verso di loro. Durante la sua giovinezza e maturità lavorava come cavallaro al servizio di un nobile pagano di Taureana di nome Balsamio. Nel tempo della mietitura, il Santo aiutava i bisognosi facendo trebbiare i loro covoni con le cavalle del padrone durante la notte, compiendo queste azioni di nascosto per evitare che il nobile si insospettisse. Alcune persone malvagie decisero tuttavia di avvertire Balsamio riguardo a tali gesti di generosità. Scoperto nei suoi atti di carità, San Fantino fu preso di mira dal padrone, il quale fu colto da grande ira e volle ucciderlo.
Il prodigio del fiume e la conversione
Braccato dal padrone infuriato, San Fantino riuscì a scappare e si diresse rapidamente verso il fiume Metauro, oggi conosciuto con il nome di Petrace. Giunto sulle sponde, trovò il corso d'acqua molto gonfio e del tutto impossibile da attraversare a causa della piena. Affidandosi alla forza della fede, il Santo ottenne il prodigio di dividere le acque del fiume grazie alla sua preghiera, riuscendo così a passare dall'altra parte. Balsamio, giunto sul luogo e vistosi di fronte al prodigio del fiume diviso, si pentì amaramente e chiese perdono a Fantino. Il nobile riuscì anch'egli ad attraversare il fiume miracolosamente asciutto e in quel momento si convertì a Cristo. Dopo la morte, avvenuta il 24 luglio 336 nella sua terra natale, San Fantino fu sepolto nella Villa di Balsamio, la cui cripta esiste tutt'ora e custodisce la memoria di quei giorni.
I miracoli e la protezione dall'alto mare
Il vescovo Pietro, autore del Bios del Santo, narra nei suoi scritti i numerosi miracoli avvenuti per intercessione di San Fantino. Tra questi episodi prodigiosi spicca una straordinaria apparizione del Santo insieme alla Madonna su uno scoglio immerso nel mare in località Pietrenere, nei pressi di Taureana. Tale evento prodigioso, che la tradizione storiografica data intorno al 560, avvenne mentre la comunità locale festeggiava la memoria del Santo e si trovò improvvisamente a fronteggiare l'arrivo minaccioso di navi saracene. Mentre l'esercito locale si preparava alla battaglia, molti cittadini si recarono devotamente sulla tomba del santo per invocare protezione. Improvvisamente scoppiò una tremenda tempesta che fece naufragare le navi nemiche, salvando la popolazione dalla distruzione.
I pochi saraceni che scamparono al naufragio furono arrestati e raccontarono di aver visto chiaramente una donna vestita di porpora e un giovane con i capelli al vento sopra le onde. Il giovane teneva in mano un tizzone fumigante e, a un semplice cenno della donna, lo scagliò in mare scatenando la tempesta. La popolazione locale riconobbe immediatamente nella donna la Madre di Dio e nel giovane San Fantino. Da questo prodigioso evento della tempesta nacque a Taureana il culto alla Madonna con il titolo di Maria Santissima dall'Alto mare. A suggello di questa devozione, il 24 luglio 2010 l'effige della Madonna è stata incoronata con un diadema interamente in oro, benedetto in precedenza da Papa Benedetto XVI il 26 maggio 2010.
Il culto e la festa odierna
La figura di San Fantino continua a vivere nel cuore della Chiesa locale e nella comunità di Taureana di Palmi, dove la festa patronale è caratterizzata da profonde tradizioni popolari e religiose. Durante i festeggiamenti si svolge la suggestiva benedizione dei cavalli e dei cavalieri di San Fantino, un rito che richiama direttamente la professione svolta dal Santo in vita. Il numero dei cavalli e dei cavalieri benedetti viene tradizionalmente fissato a ventiquattro in onore del Santo e della sua ricorrenza estiva. Conclusa la benedizione della cavalcata, l'icona del Santo viene portata processionalmente per le vie del paese fino a raggiungere la storica Cripta, rinnovando ogni anno il legame indissolubile tra la comunità e il suo protettore più antico.
La vita
Nato a Taureana di Palmi nell'anno duecentonovantaquattro, San Fantino il Vecchio visse la sua esistenza terrena nell'umiltà di una condizione laica. La sua dedizione al lavoro, svolto presso la dimora del nobile pagano Balsamio in qualità di cavallaro, divenne il terreno fertile su cui crebbe la sua statura spirituale. Nonostante la differenza di rango e il solco profondo tracciato dalla fede pagana del suo padrone, Fantino seppe manifestare una rettitudine che non passò inosservata.
Il momento di svolta nel suo cammino fu segnato da un fatto prodigioso: nel tentativo di superare il fiume Metauro, nonostante le acque fossero ingrossate dalla piena, egli riuscì ad attraversarlo miracolosamente, testimoniando così la protezione del Signore su coloro che a Lui si affidano. Questo segno straordinario non fu fine a se stesso, ma divenne il mezzo attraverso il quale il cuore di Balsamio si aprì alla Verità. La conversione del nobile al Cristianesimo rappresenta il culmine dell'apostolato silenzioso di Fantino, il quale seppe condurre un'anima alla luce del Vangelo attraverso la pura coerenza di vita. Dopo la sua morte, avvenuta nell'anno trecentotrentasei, il corpo di San Fantino fu deposto con devozione nella cripta situata all'interno della villa di Balsamio, luogo che divenne memoria perenne del suo passaggio terreno e della sua intercessione efficace presso Dio.
Il culto
Il ricordo di San Fantino il Vecchio è strettamente legato all'identità profonda di Taureana di Palmi. Il culto del Santo ha attraversato i secoli, radicandosi nel cuore della gente come figura di protezione e di costante vicinanza spirituale. La tradizione ricorda con particolare fervore il suo intervento provvidenziale, manifestatosi attraverso una solenne apparizione mariana, evento che la comunità riconosce come il baluardo con cui il Santo protesse il territorio dalle devastanti incursioni dei Saraceni.
Ancora oggi, il legame con la sua memoria si rinnova ogni anno il ventiquattro luglio, giorno in cui la Chiesa ne celebra la festa. In questa occasione, il legame storico con la sua professione di cavallaro viene rievocato attraverso la benedizione dei cavalli e dei cavalieri, un gesto che unisce passato e presente sotto lo sguardo benevolo del Taumaturgo. Tale rito non è soltanto una consuetudine popolare, ma un segno di gratitudine verso colui che, avendo vissuto con dedizione il proprio stato di vita, continua a essere invocato come custode e guida per il cammino di ogni fedele.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Fantino il Vecchio?
San Fantino si celebra ogni anno il 24 luglio, data della sua memoria liturgica e della sua nascita al cielo.
A Tauriana in Calabria, san Fantino il Vecchio, detto il Taumaturgo. — Martirologio Romano