29 settembre
Beato Giuseppe Casas Ros
Seminarista e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la formazione
José Casas Ros nacque a Ordal, presso Barcellona, il 26 agosto 1916, primogenito di una famiglia di umili origini operaie. Pochi giorni dopo la nascita, fu battezzato il 29 agosto 1916, ricevendo il primo sigillo della grazia cristiana che avrebbe guidato la sua breve vita. Crescendo in un ambiente familiare ricco di valori umani e spirituali, ricevette il sacramento della Cresima il 9 maggio 1925, consolidando la sua appartenenza alla Chiesa. La sua vocazione si manifestò chiaramente in età giovanile, tanto che nel 1928 entrò nel Seminario Conciliare di Barcellona per iniziare gli studi teologici e prepararsi al sacerdozio. Durante gli anni della formazione, il giovane seminarista nutrì la sua spiritualità anche attraverso l'ascolto di esempi eroici di fede. Il 15 ottobre 1934 ricevette la notizia dell'uccisione di sette seminaristi a Oviedo, avvenuta il sette ottobre precedente e tragicamente culminata nella loro successiva beatificazione avvenuta nel 2019. Alla notizia di quel tragico evento, José commentò auspicando di poter essere anche lui un seminarista martire, esprimendo inconsapevolmente il desiderio profondo che avrebbe segnato il suo destino.
Il martirio e la testimonianza
Allo scoppio della guerra civile spagnola, preceduta e accompagnata da persecuzioni contro i cattolici, il giovane si trovava in vacanza al suo paese natale. Fu arrestato il 27 settembre 1936 in seguito alla denuncia di un abitante del paese e fu successivamente condotto a Vilafranca del Penedés, vicino a Barcellona. Durante la prigionia e nell'ora della morte, egli condivise la stessa sorte con suo cugino, il carmelitano scalzo fra Gioacchino di San Giuseppe. Al momento della morte, José aveva appena compiuto vent'anni, mentre suo cugino ne aveva ventuno. Il giorno dopo l'arresto, entrambi furono fucilati sulla piazza di Moià, nei pressi di Barcellona. La fucilazione avvenne senza alcun processo e unicamente perché non avevano rinunciato alla fede in cambio della libertà. La tragedia colpì profondamente la sua famiglia, tra cui uno dei suoi fratelli, di nome Francesc Xavier, che all'epoca dei fatti aveva sette anni e che in seguito divenne sacerdote. Nelle sue memorie, Francesc Xavier scrisse di non aver mai sentito parole di odio dai suoi genitori, i quali non manifestarono mai desideri di vendetta contro l'uomo del loro paese che aveva denunciato la presenza di José.
La sepoltura e la causa di beatificazione
Dopo l'esecuzione, i corpi di José e di suo cugino furono sepolti nel cimitero di Moià il 29 settembre 1936. Successivamente, il 24 maggio 1945, i loro corpi furono riesumati per essere trasferiti nei luoghi d'origine; i resti di José furono traslati nel cimitero del suo paese, mentre quelli di fra Gioacchino furono traslati nel cimitero di Badalona. Il cammino verso il riconoscimento ufficiale della loro testimonianza iniziò quando José e suo cugino furono inclusi in una causa comprendente sessantaquattro presunti martiri uccisi nella diocesi di Barcellona durante la guerra civile. Del gruppo facevano parte quarantaquattro Fratelli delle Scuole Cristiane, tredici Carmelitani Scalzi, una Suora Carmelitana della Carità, oltre a José e suo cugino. Per tutti i sessantaquattro candidati si svolse un unico processo, dopo aver ottenuto l'autorizzazione della Sacra Congregazione dei Riti per l'avvio della causa. Le sessioni del processo si celebrarono dal 13 novembre 1952 al 7 giugno 1959. L'inchiesta diocesana fu convalidata il 18 ottobre 1991 e, successivamente, la Positio super martyrio fu presentata nel 1993. Tale documento fu esaminato positivamente dai Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi il 18 novembre 2003 e, il 20 aprile 2004, fu esaminato dai cardinali e vescovi membri della medesima Congregazione. Il 22 giugno 2004 fu promulgato il decreto che riconosceva l'uccisione in odio alla fede per tutto il gruppo, alla presenza del Papa san Giovanni Paolo II. Infine, i sessantaquattro candidati furono beatificati in piazza San Pietro a Roma il 28 ottobre 2007, in una cerimonia presieduta dal cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, nella quale furono elevati agli altari complessivamente quattrocentonovantotto martiri della medesima persecuzione.
La vita
La vicenda terrena del Beato Giuseppe Casas Ros ha inizio a Ordal nel millenovecentosedici. Sin dalla giovane età, Giuseppe manifesta il desiderio di servire il Signore, intraprendendo un percorso di formazione spirituale che lo conduce, nel millenovecentoventotto, a varcare la soglia del Seminario Conciliare di Barcellona. In questo luogo di studio e preghiera, egli matura la propria vocazione, vivendo con intensità gli anni della giovinezza consacrata allo studio teologico e alla crescita interiore.
Nel corso del ventesimo secolo, la Spagna attraversa un periodo di profonda instabilità e conflitto. La guerra civile spagnola segna tragicamente anche il cammino di Giuseppe. Il ventisette settembre del millenovecentotrentasei, egli viene arrestato a causa della sua appartenenza al Seminario e della sua chiara identità cristiana. Nonostante le pressioni subite, Giuseppe rifiuta con fermezza di rinunciare alla fede in cui ha riposto ogni speranza. Questa scelta di fedeltà assoluta lo conduce verso l'epilogo della sua esistenza terrena a Moià, dove viene fucilato il ventotto settembre del millenovecentotrentasei. La sua morte non è stata soltanto la fine di un giovane seminarista, ma una testimonianza pubblica e risoluta che ha attraversato i decenni per giungere fino a noi come monito di lealtà incrollabile verso il Vangelo.
Il culto
Il riconoscimento ufficiale della santità di Giuseppe Casas Ros avviene nel ventunesimo secolo, a coronamento di un lungo processo di analisi storica e spirituale. Il ventotto ottobre del duemilasette, in una solenne celebrazione presieduta in piazza San Pietro, Papa Benedetto sedicesimo lo annovera tra i beati della Chiesa cattolica, confermando il valore eterno del suo sacrificio.
Oggi, la memoria liturgica del Beato Giuseppe Casas Ros è fissata al sei novembre, giorno in cui la comunità dei fedeli è chiamata a fare memoria di un giovane che ha saputo custodire la fede come il bene più prezioso. Il suo culto rappresenta un invito alla preghiera e alla perseveranza, specialmente per coloro che si trovano ad affrontare le sfide della vita con il desiderio di rimanere saldi nei valori cristiani. Attraverso la sua intercessione, la Chiesa continua a proporre la figura di questo martire come modello di coerenza e di amore incondizionato verso Cristo, ricordandoci che la luce del martirio non si spegne, ma continua a illuminare il cammino di chi cerca Dio con cuore sincero.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giuseppe Casas Ros?
La memoria liturgica del Beato Giuseppe Casas Ros e dei suoi compagni martiri è fissata al sei novembre, mentre la sua ricorrenza si celebra il ventinove settembre.