24 luglio
Beato Giusto Gil Pardo
Religioso e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e la vocazione
Justo nacque a Lukin, in provincia di Navarra e diocesi di Pamplona e Tudela, il diciotto ottobre 1910. Egli proveniva da una famiglia molto numerosa, composta da undici fratelli, i cui genitori si chiamavano Jesús e Vicenta ed erano ardenti e retti cristiani. Alla morte di suo padre, i vicini lo ricordavano come la migliore persona del paese. Justo ricevette la sua prima formazione cristiana e umana nell'ambiente domestico con la collaborazione delle Figlie della Carità, che gestivano un collegio locale. Durante la catechesi parrocchiale fu un alunno esemplare e serviva sempre a Messa. A Lukin sono presenti due chiese monumentali, una dedicata alla Vergine e l'altra al patrono San Martino. In occasione della Novena si celebravano molte messe in entrambe le chiese e Justo le serviva tutte. La sua vocazione al sacerdozio nacque spontaneamente in questo clima religioso. Pensava di entrare nel seminario diocesiano, ma nutriva anche il desiderio di diventare missionario. Il sacerdote del paese vicino, Don José María Sola, lo indirizzò verso lo Scolasticato degli Oblati quando Justo aveva circa quindici anni. Le tappe della sua formazione religiosa ed ecclesiastica si svolsero a Urnieta in Guipúzcoa, Las Arenas in Vizcaya e Pozuelo a Madrid. La sua devozione a Gesù Eucarestia e alla Vergine, appresa in famiglia, si intensificò durante gli anni di formazione religiosa. Il Provinciale degli Oblati, J.M.V., apprese da una sorella di Justo che durante le vacanze egli cercava di ricomporre le tensioni familiari. Era molto devoto all'Eucarestia e cercava di non mancare mai alla Messa giornaliera. I suoi formatori espressero un'impressione generale molto positiva, prevedendo che sarebbe diventato un buon religioso e uno zelante missionario.
Il diaconato e la tempesta della persecuzione
Fu ordinato diacono a Madrid il sei giugno 1936, al termine del terzo anno di teologia. Attendeva l'ordinazione sacerdotale per l'anno successivo e le sue sorelle gli stavano confezionando i paramenti sacri. Suo fratello, fra Pedro, monaco benedettino a Laire, testimoniò che l'ordinazione era un grande sogno per tutta la famiglia. Il camice per l'ordinazione era stato cucito da sua sorella con l'aiuto delle Figlie della Carità ed era destinato a essere regalato alla parrocchia in seguito. Il ventidue luglio 1936, Justo fu arrestato insieme ai membri della Comunità Oblata di Pozuelo e fatto prigioniero nel loro convento. Due giorni dopo fu condotto alla Direzione Generale di Sicurezza di Madrid e rilasciato il giorno seguente. Visse in clandestinità rifugiandosi in diverse case durante il periodo in cui Madrid era agitata e ostile verso i religiosi. Si rifugiò presso il fratello Raimundo al numero sette di Travesía del Horno de la Mata. Rimase nascosto a casa di Raimundo per nove giorni, finché i commenti del vicinato misero in pericolo la vita di Justo, di Raimundo e della moglie Teresa. Teresa accompagnò Justo alla casa provinciale degli Oblati, dove fu accolto e rimase fino al giorno successivo. Si trasferì poi in una pensione i cui proprietari erano conoscenti di Raimundo. Justo conosceva già quella pensione perché dava lezioni di musica a uno dei figli dei proprietari. Rimase nella pensione per due mesi e mezzo, dal primo agosto al quindici ottobre 1936. Fu arrestato in seguito a una perquisizione generale e condotto al carcere Modelo di Madrid. Nel carcere Modelo incontrò i suoi confratelli oblati. Dopo un mese fu trasferito nel collegio degli Scolopi di San Antón, trasformato in prigione, che fu la sua ultima dimora. Durante il rastrellamento della notte tra il ventisette e il ventotto novembre 1936, Justo fu inserito nella lista dei prigionieri che furono portati a Paracuellos del Jarama con la scusa della liberazione e lì uccisi nel corso del ventesimo secolo, nel tragico anno 1936.
Il cammino di fede
La storia del Beato Giusto Gil Pardo inizia nel piccolo centro di Lukin, dove la sua giovinezza è stata precocemente orientata verso una scelta radicale di dedizione al Signore. A soli quindici anni, ha varcato la soglia dello Scolasticato degli Oblati, comprendendo che il suo destino sarebbe stato quello di servire la Chiesa come religioso. Durante gli anni della sua formazione, ha vissuto in diverse località, tra cui Urnieta e Las Arenas, maturando una spiritualità profonda e un desiderio sincero di donarsi completamente al ministero. Il compimento di questo percorso è avvenuto a Madrid il sei giugno del millenovecentotrentasei, data della sua ordinazione diaconale, momento che ha segnato l'inizio di un servizio pastorale purtroppo destinato a durare solo poche settimane.
Il clima di persecuzione che avvolgeva la Spagna nel ventesimo secolo ha presto interrotto il suo apostolato. Il ventidue luglio del millenovecentotrentasei, Giusto Gil Pardo è stato arrestato all'interno del convento di Pozuelo, luogo in cui risiedeva. Iniziava così per lui una prova dolorosa, vissuta attraverso la detenzione in luoghi di sofferenza come il carcere Modelo e il collegio di San Antón. Nonostante le privazioni e il clima di ostilità che lo circondava, egli ha mantenuto salda la propria integrità spirituale. La sua vita si è conclusa tragicamente tra il ventisette e il ventotto novembre del millenovecentotrentasei, quando è stato condotto a Paracuellos del Jarama per affrontare il martirio. La sua morte rappresenta l'atto finale di un'esistenza offerta con umiltà e coraggio, confermando la sua totale fedeltà alla vocazione ricevuta.
Memoria e culto
La memoria del Beato Giusto Gil Pardo è intimamente legata a quella dei martiri oblati di Pozuelo, con i quali ha condiviso il cammino verso la testimonianza suprema. La Chiesa ne onora la figura non soltanto come individuo, ma come parte di una comunità religiosa che ha saputo restare salda nel momento della prova. La sua commemorazione liturgica invita i fedeli a riflettere sul significato della fedeltà cristiana, anche nelle situazioni più estreme e avverse.
Il culto dedicato a questo diacono martire si traduce in una preghiera costante per la Chiesa universale e in un ringraziamento per la testimonianza offerta da coloro che hanno sacrificato la propria vita nel corso del ventesimo secolo. Ricordare il Beato Giusto significa mantenere viva la consapevolezza del prezzo della fede e della forza rigeneratrice che scaturisce dal sacrificio. La sua figura, pur nella sua semplicità, continua a essere un punto di riferimento per chi cerca, nella vita quotidiana, di testimoniare con coerenza il messaggio di amore e di pace del Vangelo, in comunione con la schiera dei santi che intercedono per noi presso il trono di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giusto Gil Pardo?
La sua ricorrenza si celebra il ventiquattro luglio.