7 febbraio
Beato Guglielmo Saultemouche
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto storico e la vocazione
La vicenda umana e il martirio del beato Guglielmo Saultemouche si svolsero durante le guerre di religione in Francia tra il mille cinquecentosessantadue e il mille cinquecentonovantotto. Le guerre di religione in Francia videro protagonisti gli Ugonotti, seguaci della Riforma protestante di Giovanni Calvino. Giovanni Calvino visse tra il mille cinquecento e il mille cinquecentosessantaquattro. Gli Ugonotti in Francia assunsero questo nome, mentre nei paesi anglosassoni si chiamarono Puritani. Guglielmo Saultemouche nacque nel mille cinquecentocinquantasei a Saint-Germain-l’Herm, in Clermont. Guglielmo servì come domestico nei collegi gesuiti di Billom e di Clermont. Nel mille cinquecentosettantanove Guglielmo entrò tra i gesuiti come fratello coadiutore. Guglielmo fu portinaio nei collegi di Lione e di Pont-à-Mousson. Nel mille cinquecentonovanta due Guglielmo si trovava a Tournon. Guglielmo era una persona semplice, dedita alla preghiera e sempre disponibile ad ogni servizio. Guglielmo trasmetteva agli altri l'intenso amore per il Santissimo Sacramento dell'Eucaristia. Guglielmo trascorreva lunghe ore dinanzi all'Eucaristia recitando il rosario.
La missione ad Aubenas e il tragico epilogo
Nell'autunno del mille cinquecentonovantadue il governatore di Aubenas Guglielmo di Balezac chiese al Provinciale dei Gesuiti un predicatore per l'Avvento. Guglielmo di Balezac nel mille cinquecentosettantasette aveva liberato la città di Aubenas dagli Ugonotti. Guglielmo di Balezac aveva imposto agli Ugonotti una tregua generale firmata a Largentière. Il predicatore richiesto doveva essere in grado di combattere pubblicamente gli errori dottrinari dei calvinisti. All'incarico fu designato il padre gesuita Giacomo Salès, di ventisei anni. Guglielmo Saultemouche, fratello coadiutore di trentasei anni, fu associato all'incarico. Alla fine del novembre del mille cinquecentonovantadue i due gesuiti partirono per la missione di Aubenas. Padre Giacomo Salès portava al collo una reliquia del beato Edmondo Campion. Edmondo Campion fu un martire gesuita morto sulla forca del Tyburn a Londra il primo dicembre millenovecentottantuno. Padre Giacomo Salès presagiva una tragica fine e salutò i suoi allievi con un addio. La missione ad Aubenas si svolse egregiamente, tanto che il governatore chiese ed ottenne di trattenerli fino alla Pasqua. Il cinque febbraio di sera gli Ugonotti ruppero la tregua concordata e assaltarono improvvisamente la città. Il sei mattina la città cadeva interamente nelle mani degli Ugonotti. Consci del grave pericolo, i due religiosi si comunicarono consumando tutte le particole consacrate e si misero in preghiera. I religiosi furono scoperti e trascinati davanti a un tribunale composto da calvinisti. Il tribunale era capeggiato da Pietro Labat. Pietro Labat aveva subito giorni prima una sconfitta in una pubblica discussione con padre Salès. La discussione concernente la presenza reale di Gesù nell'Eucaristia riprese e durò tutto il giorno, proseguendo il mattino seguente. La vibrante argomentazione di padre Salès scatenò l'ira generale e in particolare di Labat, portando al grido Uccidetelo. Padre Salès fu trascinato fuori dall'aula nella piazza e aggredito dalla soldataglia calvinista. A padre Salès fu prima fratturata una spalla con un colpo di archibugio e poi fu finito a colpi di pugnale. Guglielmo Saultemouche fu invitato a cercarsi una via di salvezza. Guglielmo volle rimanere accanto a padre Salès per condividere con lui il martirio e la difesa della fede e dell'Eucaristia. Guglielmo cadde trafitto da diciotto pugnalate il sette febbraio millenovecentonovantatré.
Il culto e la glorificazione
I corpi dei due martiri furono trascinati per le vie della città e gettati tra le macerie di un'antica chiesa. I corpi furono raccolti da un cattolico e sepolti in un giardino. I calvinisti continuarono ad offendere la tomba con atti oltraggiosi. Dopo due anni i corpi furono esumati e consegnati alla signora di Chaussy. La signora di Chaussy aveva richiesto i corpi e li donò alla chiesa del nuovo Collegio dei Gesuiti di Aubenas. Nel millenovecento ottantotto le reliquie furono traslate nella Cappella di Saint-Claire eretta sul luogo del martirio. Il processo di beatificazione si concluse con la beatificazione avvenuta a Roma il sei giugno millenovecentoventisei da parte di papa Pio XI. La comune celebrazione dei beati è fissata al sette febbraio.
Il cammino di fede
La vita del Beato Guglielmo Saultemouche si è svolta nel solco di una profonda ricerca spirituale che lo ha condotto, nel 1579, a varcare la soglia della Compagnia di Gesù. Accolto come fratello coadiutore, ha inteso la propria vocazione non come una ricerca di onori, ma come una dedizione silenziosa alle necessità della comunità e all'annuncio del Vangelo. Il suo percorso umano lo ha portato a spostarsi tra numerose località francesi, luoghi dove ha potuto maturare quella tempra morale che lo avrebbe poi sostenuto nel momento della prova suprema. Ogni tappa del suo cammino è stata segnata da una costante adesione allo spirito del proprio ordine, vivendo con semplicità e rigore la propria consacrazione.
Nel 1592, una nuova missione lo ha condotto ad Aubenas con il compito di predicare la parola di Dio. In quel tempo di aspre divisioni, la sua presenza è diventata un segno di contraddizione per coloro che avversavano la fede cattolica. Durante l'assalto alla città di Aubenas, il Beato Guglielmo è stato catturato dagli Ugonotti. Nonostante le minacce e il pericolo incombente, egli ha mantenuto ferma la propria testimonianza, difendendo con le parole e con l'esempio la verità in cui credeva. Il 7 febbraio 1593, il suo cammino terreno si è interrotto tragicamente sotto la violenza dei suoi persecutori. Il suo martirio, compiuto per la difesa della fede, ha trasformato la sua morte in un atto di suprema carità, rendendo la sua memoria un faro di coerenza per le generazioni cristiane successive.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento ufficiale della santità del Beato Guglielmo Saultemouche è giunto molti secoli dopo la sua morte, a testimonianza di una memoria che, pur nel silenzio della storia, non si è mai spenta nel cuore della Chiesa. La sua figura è stata solennemente elevata agli onori degli altari nel 1926, quando il Papa Pio XI ha proceduto alla beatificazione. Questo atto ha confermato il valore esemplare del suo sacrificio, offrendo alla devozione dei fedeli un modello di perseveranza nella fede cristiana.
Oggi, il Beato Guglielmo viene commemorato ogni anno il 7 febbraio, giorno in cui la Chiesa ne celebra la nascita al cielo. Questa ricorrenza non è soltanto un momento di ricordo storico, ma un invito alla preghiera e alla riflessione sul significato profondo della testimonianza cristiana nel mondo. La sua vita, seppur breve e segnata dalla durezza degli scontri religiosi del sedicesimo secolo, continua a parlare al cuore dei fedeli, esortandoli a custodire con coraggio il dono della fede e a rimanere saldi nella carità, anche quando il contesto storico appare ostile e difficile. Il suo culto rimane un segno tangibile del perdurante legame tra i martiri di ogni tempo e la comunità dei credenti.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Guglielmo Saultemouche?
La sua ricorrenza e la comune celebrazione dei beati si festeggiano il sette febbraio.
Ad Aubenas nel territorio di Viviers in Francia, beati martiri Giacomo Salès, sacerdote, e Guglielmo Saultemouche, religioso, della Compagnia di Gesù, i quali, poiché con la loro predicazione rafforzavano tra la gente la fede cattolica, quando la città venne occupata dai protestanti, furono trucidati di domenica davanti al popolo per la loro fede. — Martirologio Romano