Beato Guido da Cortona
Sacerdote
Aggiornato il 22 luglio 2026
La giovinezza e la conversione
Il Beato Guido Pagnottelli nacque a Cortona intorno all'anno 1187, sebbene alcune fonti alternative collochino la nascita tra il 1185 e il 1190. La sua famiglia di origine vantava una condizione discretamente agiata, e il giovane trascorse una fanciullezza serena e spensierata nella città etrusca. Intorno ai vent'anni avvenne l'incontro decisivo con San Francesco d'Assisi. Nel 1211, infatti, San Francesco visitò Cortona e fu ospitato da Guido insieme a un compagno. Guido fu profondamente conquistato dall'ideale francescano, tanto da decidere di donare i propri beni ai poveri e di farsi frate. Ricevette il saio francescano nella pieve di Santa Maria, compiendo il primo passo di una nuova vita consacrata al Signore.
Il ministero sacerdotale e i prodigi
Guido fondò la prima comunità francescana di Cortona stabilendosi nell'eremo delle Celle. Fece il noviziato nell'eremo e visse da anacoreta presso un ponte vicino, pur continuando a partecipare regolarmente all'ufficio in coro con la comunità. Essendo istruito, fu ordinato sacerdote in breve tempo a beneficio di Cortona e dei dintorni. San Francesco parlò sempre con entusiasmo di Guido e lo inviò a predicare ad Assisi. La legenda del Beato, scritta da un contemporaneo, narra la moltiplicazione della farina e la trasformazione dell'acqua in vino operata da Guido. Tra i miracoli narrati vi sono anche la guarigione di un paralitico e il salvataggio di una ragazza estratta viva da un pozzo. Il Martirologio ricorda a Cortona il beato Guidone come sacerdote, discepolo di San Francesco, vissuto in digiuni, povertà e umiltà.
L'incontro finale e il transito
Nell'estate del 1226 San Francesco fece una visita a Guido poco prima di morire. San Francesco giunse a Cortona con frate Elia dopo essere stato da Santa Chiara, a Siena e a Rieti, nonostante gravi malanni e problemi di vista. Anni dopo, Guido ricevette una visione o visita spirituale da San Francesco vent'anni dopo la morte del maestro. In quella circostanza seppe che avrebbe presto ricevuto il premio dei giusti in cielo. Guido morì nel 1245 pronunciando il nome di Francesco, sebbene fonti alternative collochino la morte tra il 1247 e il 1250.
Le reliquie e il culto
Il suo corpo fu sepolto nella pieve di Santa Maria dentro un sarcofago romano di marmo del secondo secolo avanti Cristo, che oggi si trova nel museo diocesano. Per proteggere la testa durante alcune invasioni, questa fu nascosta in un pozzo e successivamente custodita in una teca d'argento. Nel 1945 il sarcofago fu aperto erroneamente credendolo vuoto. Durante l'apertura furono scoperte le reliquie del corpo, che vennero riunite alla testa. Le reliquie furono collocate nell'altare dedicato al beato nella cattedrale, corrispondente all'antica pieve di Santa Maria. La sua memoria liturgica si celebra il dodici giugno.
Il cammino di conversione
Il percorso spirituale di Guido da Cortona ebbe inizio nell'anno milleventuno, quando il suo spirito fu profondamente toccato dall'incontro con Francesco d'Assisi. Questo evento segnò una svolta decisiva nella sua vita, portandolo a compiere la scelta coraggiosa di donare tutti i propri beni ai poveri e di chiedere l'ingresso nell'ordine francescano. Tale decisione non fu un atto isolato, ma l'inizio di una dedizione che avrebbe segnato la storia religiosa di Cortona.
Il Beato Guido divenne strumento di grazia per la sua città, dove fu tra i fondatori della prima comunità francescana presso l'eremo delle Celle, un luogo di silenzio e ascesi che divenne rifugio per l'anima e focolare di preghiera. Ordinato sacerdote, egli non cercò onori, ma si dedicò con instancabile dedizione alla predicazione, facendosi annunciatore della Parola di Dio tra la gente del suo tempo. La sua vita fu un costante esercizio di umiltà e di obbedienza al carisma ricevuto. Significativo fu il legame spirituale che lo unì a Francesco d'Assisi, il quale, nel milleventiduecentoventisei, volle fargli visita, confermando la stima e l'affetto che nutriva verso questo suo discepolo. Guido proseguì il suo ministero sacerdotale fino al termine dei suoi giorni, avvenuto nel milleventiduecentoquarantacinque nella sua amata Cortona, lasciando un'eredità di fede e di carità che il tempo non ha potuto cancellare.
La memoria liturgica
La figura del Beato Guido da Cortona è custodita con particolare affetto dalla comunità cristiana, che ne riconosce la santità attraverso la memoria liturgica celebrata il dodici giugno. Questo giorno di festa, fissato per commemorare il suo transito e la sua vita esemplare, richiama i fedeli a riflettere sulla purezza di un cuore che ha saputo ascoltare la voce di Dio nel silenzio dell'eremo e nella carità verso i bisognosi.
Sebbene il suo cammino si sia svolto lontano dalle luci della ribalta, il Beato Guido rimane un punto di riferimento per chiunque desideri accostarsi al mistero di Dio attraverso la semplicità francescana. Il suo culto, seppur radicato localmente, testimonia come la fedeltà al Vangelo possa rendere la vita di un uomo una luce perenne, capace di illuminare il sentiero dei posteri. Celebrare la sua memoria significa rinnovare l'impegno a vivere con coerenza la propria vocazione, sull'esempio di chi, nel tredicesimo secolo, seppe trasformare le proprie ricchezze in un dono per i poveri e il proprio sacerdozio in un'offerta gradita al Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Guido da Cortona?
La sua memoria liturgica si celebra il dodici giugno.
A Cortona in Toscana, beato Guidone, sacerdote, che, discepolo di san Francesco, passò la vita in digiuni, povertà e umiltà. — Martirologio Romano