Sant'Onofrio è una figura luminosa della tradizione monastica cristiana, vissuto nel corso del quinto secolo nelle terre d'Egitto come anacoreta. La sua memoria si intreccia indissolubilmente con il racconto del monaco Pafnuzio, il quale si inoltrò coraggiosamente nelle regioni desertiche per conoscere da vicino l'esperienza di quei padri della solitudine. Le vicende terrene di Sant'Onofrio, giunte sino a noi attraverso una antica opera agiografica scritta dallo stesso Pafnuzio e tradotta in molteplici lingue orientali tra cui il greco, il copto, l'armeno e l'arabo, descrivono un cammino di radicale conversione, di preghiera incessante e di straordinaria vicinanza al divino. La sua testimonianza di vita eremitica, trascorsa in profonda comunione con la natura e sostenuta dalla provvidenza celeste, ha lasciato un segno profondo nella spiritualità cristiana antica e moderna.
Il ricordo liturgico di Sant'Onofrio si celebra nel mese di giugno, in una datazione che tradizionalmente oscilla tra l'undici e il dodici del mese secondo i diversi sinassari orientali e occidentali. La sua figura è universalmente riconosciuta nell'iconografia sacra attraverso la rappresentazione di un uomo austero, immerso nella penitenza e protetto soltanto dai propri lunghi capelli e da semplici foglie, accompagnato da segni mistici come il teschio, la croce e il pane celeste. La sua vita continua a parlare ai credenti di ogni epoca come mirabile esempio di dedizione totale a Dio, di silenzio interiore e di abbandono fiducioso alla grazia, ricordando a ogni anima il primato dello spirito sulle cose terrene.
Sant'Eskillo visse nell'undicesimo secolo e la sua memoria liturgica si celebra il dodici giugno, sebbene alcune fonti e sculture ritrovate nei vari scavi indichino anche l'undici giugno. Il martirologio ricorda sant'Eskillo come vescovo e martire di origine inglese, ordinato dal maestro san Sigfrido, che predicò Cristo nel Södermanland e fu lapidato dai pagani. Egli appartiene al secondo periodo della evangelizzazione scandinava avvenuto verso l'anno mille, mentre il primo periodo fu rappresentato da san Anscario nell'anno ottocento. Partendo dall'Inghilterra, Eskillo affermava che più si sarebbe allontanato dal suo paese per la causa del Signore, più si sarebbe avvicinato al cielo.
Eskillo è uno dei monaci venuti dal continente nella penisola scandinava per predicare il Vangelo. Svolse la sua missione nella seconda metà del secolo undecimo nelle province svedesi del Södermanland e del Närke. Dimorava in una località chiamata Fors nel Södermanland ed è conosciuto come l'apostolo del Södermanland. Nuove ricerche storiche del millenovecentoquaranta collocano la morte di Eskillo nel mille trentotto invece che nel mille ottanta. Nella seconda metà del secolo undecimo nel Södermanland esistevano già varie chiese prima in legno e poi in pietra.
San Gaspare Luigi Bertoni, nato a Verona il 9 ottobre 1777 e vissuto nel corso del diciannovesimo secolo fino alla morte avvenuta nella sua città natale il 12 giugno 1853, è ricordato come un sacerdote interamente dedito al bene dei suoi concittadini e alla formazione della gioventù. La sua esistenza si è svolta interamente nella città di Verona e sempre nella medesima parrocchia, sullo sfondo di profondi mutamenti politici che hanno visto il territorio passare dal dominio veneziano a quello francese, poi austriaco, al Regno italico di Napoleone e nuovamente all'Austria. Papa Paolo VI ha attestato il suo generoso prodigarsi nel curare le piaghe lasciate dalla guerra, mentre il Martirologio lo ricorda proprio come sacerdote a Verona. Fondatore della Congregazione delle Sacre Stimmate del Signore nostro Gesù Cristo, conosciuta come i Missionari Apostolici o Stimmatini, ha speso le proprie energie per offrire una forza evangelizzatrice a disposizione dei vescovi. La sua opera formativa e spirituale, condotta anche tra indicibili sofferenze fisiche e dal letto di malattia, ha lasciato un segno indelebile nella Chiesa e nella società.
La memoria di San Gaspare Bertoni rimane viva per la straordinaria dedizione con cui ha saputo rispondere alle urgenze del suo tempo, in particolare accogliendo i giovani abbandonati e privi di formazione nella povertà e nell'umiltà più assoluta. Oltre all'oratorio iniziale della Coorte mariana e alla scuola gratuita, la sua azione si è estesa alla preparazione dei sacerdoti, formati come padre spirituale in seminario e come maestro nella propria casa attraverso la cultura, la parola e l'esempio. La congregazione da lui fondata continua ancora oggi la sua missione in Italia e nel mondo, operando là dove vi è urgenza di curare i giovani, e nell'Ottocento ha offerto un prezioso sostegno accanto ai missionari africani di Daniele Comboni. Proclamato santo da Giovanni Paolo II il 1 ottobre 1989, San Gaspare riposa nella chiesa veronese delle Stimmate, e la sua testimonianza continua a ispirare quanti scelgono di servire il Vangelo senza riserve.
San Leone III, nato a Roma nell'ottavo secolo, guidò la Chiesa in un periodo complesso e segnato da profonde tensioni politiche e teologiche. La sua elezione, avvenuta nel 795, segnò l'inizio di una nuova fase nei rapporti tra il papato e il regno dei Franchi, inaugurando una protezione politica che garantì sicurezza ma richiese anche delicati equilibri di potere. Durante il suo lungo pontificato, il pontefice si impegnò con fermezza nella difesa della retta fede e della dignità divina del Figlio di Dio, affrontando eresie come l'adozionismo e controversie dogmatiche come quella legata all'espressione del Filioque nel credo.
La sua guida spirituale fu provata da gravi ostilità, tra cui un violento attentato ordito dai familiari del suo predecessore e i successivi contrasti con le famiglie patrizie romane. Nonostante le difficoltà giudiziarie e le aspre contestazioni del suo tempo, San Leone III incoraggiò la cultura fondando la Scuola Palatina e incoronò Carlo Magno imperatore nel giorno di Natale dell'anno 800. Morì il 12 giugno 816 a Roma e fu sepolto nella basilica di San Pietro. Il suo nome fu inserito nel Martirologio Romano nel 1673.
Il Beato Guido Pagnottelli nacque a Cortona intorno all'anno 1187, benché alcune fonti alternative collochino la sua nascita tra il 1185 e il 1190. La sua famiglia di origine vantava una condizione discretamente agiata, e il giovane trascorse una fanciullezza serena e spensierata nella città etrusca. Crescendo nel corso del tredicesimo secolo, la sua vita fu radicalmente trasformata dall'incontro con San Francesco d'Assisi, avvenuto intorno ai vent'anni. Da quel momento, il suo cammino si intrecciò profondamente con la nascente famiglia francescana, distinguendosi per una vita spesa nella povertà, nell'umiltà e nella preghiera. Ordinato sacerdote grazie alla sua istruzione, Guido fu instancabile servitore della comunità di Cortona e dei dintorni, meritando la stima e l'affetto profondo di San Francesco stesso, che lo volle predicatore ad Assisi.
Egli è ricordato dalla tradizione e dal Martirologio come un autentico discepolo del Poverello d'Assisi, vissuto rigorosamente in digiuni e dedito interamente alla cura spirituale del popolo. La sua memoria liturgica si celebra il dodici giugno, giorno in cui la Chiesa ne commemora il transito avvenuto nel 1245, sebbene esistano fonti alternative che indicano la morte tra il 1247 e il 1250. La sua figura rimane un punto di riferimento luminoso per la terra di Cortona, che custodisce le sue reliquie nella cattedrale corrispondente all'antica pieve di Santa Maria, perpetuando il ricordo di una santità fiorita nell'ascolto della Parola e nella sequela radicale del Vangelo.
La Beata Florida Cevoli, nata a Pisa nel 1685, rappresenta una figura luminosa della spiritualità del diciottesimo secolo, testimone fedele del carisma francescano vissuto nel silenzio della clausura. La sua esistenza fu interamente consacrata al servizio di Dio e delle consorelle all'interno dell'ordine delle Clarisse Cappuccine, un cammino di ascesi e di umiltà che la portò a vivere con dedizione il mistero della sequela di Cristo, lasciando un'impronta indelebile nella storia della vita contemplativa del suo tempo.
La Beata Florida è ricordata oggi per la sua sapiente guida spirituale e per la dedizione con cui seppe governare la comunità monastica, ponendo sempre al centro la carità e l'obbedienza. La sua vita fu un'offerta costante, culminata nell'impegno per la fondazione di nuove realtà monastiche, segno tangibile di una fecondità spirituale che ha attraversato i secoli. Beatificata da Papa Giovanni Paolo II il 16 maggio 1993, la sua memoria continua a essere un esempio di dedizione per chi cerca nella preghiera e nel servizio il senso profondo dell'esistenza cristiana.
Il Beato Lorenzo Maria Salvi, nato a Roma nel diciottesimo secolo e vissuto lungo il diciannovesimo secolo, fu un sacerdote della Congregazione dei Passionisti che dedicò l'intera esistenza alla predicazione e alla cura delle anime. Ricordato soprattutto come l'apostolo di Gesù Bambino, egli spese decenni della sua vita nel ministero missionario itinerante attraverso il Lazio, le Marche, la Toscana e l'Abruzzo, affrontando con fede salda anche i periodi di dura persecuzione e chiusura degli ordini religiosi sotto il dominio napoleonico.
La sua profonda devozione per l'infanzia di Cristo, alimentata da un prodigioso evento di guarigione e tradotta in libri, immagini e statuine da lui stesso scolpite, lo colloca accanto ai grandi santi innamorati del Natale. Elevato agli onori degli altari da papa Giovanni Paolo II il primo ottobre 1989, le sue spoglie riposano oggi nella chiesa di Sant'Angelo a Cura di Vetralla, mentre la Chiesa ne celebra la memoria liturgica ogni dodici giugno.
La Beata Maria Candida dell'Eucaristia, al secolo Maria Barba, è una figura luminosa della spiritualità del ventesimo secolo. Nata a Catanzaro nel 1884, ha dedicato la sua esistenza terrena alla contemplazione e al servizio del Signore, trovando la sua vocazione profonda nel silenzio del chiostro. La sua vita è stata un cammino costante verso la santità, vissuto con umiltà e dedizione totale, lasciando un segno indelebile nel cuore di quanti hanno incrociato il suo percorso terreno tra le città di Catanzaro, Palermo, Siracusa e infine Ragusa.
La memoria della Beata Maria Candida è indissolubilmente legata alla sua fervente devozione per il Sacramento dell'Altare. Come religiosa Carmelitana Scalza, ha saputo trasformare la preghiera in un atto di amore puro, diventando un punto di riferimento per la vita contemplativa in Sicilia. La sua missione non si è limitata alla preghiera silenziosa, ma si è tradotta in un impegno concreto per il rinnovamento della vita religiosa, culminato nella sua beatificazione avvenuta per mano di San Giovanni Paolo II il ventuno marzo del duemilaquattro.
Santa Cunera è una vergine vissuta nel quarto secolo la cui memoria è legata alla cittadina di Rhenen e a una tradizione non anteriore al secolo quattordicesimo. La leggenda la descrive come una compagna di santa Orsola che sarebbe scampata alla strage dell'anno 451 grazie alla protezione di Radbodo, re di Frisia, trovando accoglienza nella sua casa. All'interno di questa dimora, Cunera avrebbe subito il martirio per strangolamento da parte della moglie gelosa del sovrano, la quale avrebbe poi perso la ragione suicidandosi, mentre il re trasformò la stalla del delitto in una cappella. Secondo il giudizio critico di Papebroch, il nucleo storico vede Cunera piuttosto come una schiava cristiana di un principe frisone convertito da san Willibrordo, uccisa per gelosia dalla padrona e venerata per i prodigi verificatisi presso il suo sepolcro.
La figura della santa è profondamente radicata nella devozione popolare, specialmente a Rhenen e nella chiesa di Nibbixwoud di cui è patrona, dove la sua festa ricorre il dodici giugno. Il sepolcro della martire divenne celebre nel tempo per le guarigioni concesse ai fedeli e agli animali affetti da gravi malattie e dolori da ferite. Nel corso dei secoli, le reliquie della santa furono oggetto di traslazioni, a partire da quella compiuta da san Willibrordo e continuata dai suoi successori nella chiesa di Rhenen, fino ai successivi spostamenti in Portogallo, ad Anversa, nel collegio dei Gesuiti di Emmerik, a Utrecht, a Berlicum e a Heeswijk, accompagnate da ricognizioni canoniche e da una costante e fervida venerazione.
San Filippo di Palermo fu un devoto diacono vissuto nell'ottavo secolo, la cui esistenza si distinse per una profonda carità cristiana e per il legame spirituale che lo unì al maestro Filippo di Agira. Originario di Palermo, egli scelse di spogliarsi di ogni ricchezza terrena, distribuendo il proprio patrimonio ai poveri per seguire con umiltà la via del Vangelo. La sua vita fu segnata da una fede operosa, testimoniata dal dono di guarigione ricevuto tramite le vesti del suo maestro, segno tangibile di una grazia che trasfigurava la sua missione di servizio verso il prossimo.
Egli è ricordato oggi come una figura di luce per la Sicilia, un uomo che seppe coniugare la cura per le anime con l'edificazione materiale della Chiesa, avendo fondato un luogo di culto nei pressi del quartiere Ballarò a Palermo. La sua testimonianza, culminata con la solenne canonizzazione da parte di Papa Leone decimoterzo nel milleottocentottantasette, rimane un richiamo costante alla dedizione e alla carità fraterna. La sua memoria, onorata con devozione sia nella città natale sia ad Agira, continua a nutrire la preghiera dei fedeli, invitandoli a riconoscere nel servizio del diacono il riflesso dell'amore di Dio per ogni persona.
A Lori al dodicesimo miglio della via Aurelia, san Basílide, martire.
Sant' Odolfo
A Utrecht in Lotaringia, nell’odierna Olanda, sant’Odolfo, sacerdote, che evangelizzò i Frisoni.
Beato Placido (da Roio) di Ocre
Abate
Presso Ocre in Abruzzo, beato Placido, abate, che, dapprima eremita in una grotta, radunò poi i suoi discepoli nel monastero di Santo Spirito.
Beata Mercedes Maria di Gesù
Fondatrice
A Rivibamba in Ecuador, beata Mercedes Maria di Gesù Molina, vergine, che fondò una comunità religiosa per dare accoglienza e istruzione alle ragazze orfane e povere e strappare le donne alla prostituzione, garantendo loro una nuova vita di grazia.
Sant' Odulfo di Utrecht
Monaco
Beato Antonio de Pietra
Mercedario
Beato Corrado da Maleville
Mercedario
San Troscan
Santo irlandese
Dal Martirologio Romano
In Egitto, sant’Onofrio, anacoreta, che visse piamente per sessant’anni nelle vastità del deserto. — Martirologio Romano