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22 gennaio

Beato Ladislao Batthyány-Strattmann

Padre di famiglia

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la vocazione

Ladislao Batthyány-Strattmann nacque a Dunakiliti in Ungheria il ventotto ottobre dell'anno 1870. Egli era il sesto figlio di una famiglia appartenente all'antica nobiltà ungherese. Poco dopo la nascita, avvenuta nello stesso insediamento, la famiglia si trasferì in Austria a causa del pericolo permanente rappresentato dalle inondazioni del Danubio. La svolta decisiva della sua vita giunse durante l'infanzia, a causa di un evento luttuoso segnato dalla morte della madre quando non aveva ancora compiuto quarant'anni e lui aveva soltanto dodici anni. Davanti alla bara aperta della madre, il giovane prese un solenne impegno, promettendo di studiare per diventare medico al fine di curare i malati e i poveri senza alcun compenso. Il padre inizialmente non fu d'accordo con questa scelta e lo indirizzò verso la facoltà di agraria, con l'intento di destinarlo ad amministratore del patrimonio di famiglia. Nonostante questo indirizzo iniziale, Ladislao si impegnò profondamente negli studi e coronò il suo sogno giovanile laureandosi in medicina all'età di trent'anni. Due anni prima di conseguire la laurea, convolò a nozze con la contessa Maria Teresa Coreth, appartenente a un nobile casato. Il loro matrimonio fu profondamente felice e venne allietato dalla nascita di ben tredici figli, che la coppia educò con dedizione cristiana.

La dedizione ai malati e l'opera ospedaliera

Dopo la laurea, Ladislao si specializzò in chirurgia e successivamente in oftalmologia, diventando un noto specialista oculista sia in patria sia all'estero. Egli aprì un ospedale privato con venticinque posti letto, dove chi poteva pagare contribuiva, mentre tutti gli altri venivano ammessi in modo del tutto gratuito. Nei suoi ospedali, accantonando ogni vanità, accoglieva esclusivamente poveri e indigenti. Nel 1920 si trasferì con la famiglia nel castello di Körmend, in Ungheria, e trasformò una parte della dimora in un ospedale specializzato in oculistica. Le ferrovie ungheresi arrivarono a organizzare treni-ospedale speciali per trasportare le frotte di malati che accorrevano da ogni dove per farsi curare gratuitamente. I pazienti apprezzavano molto il suo fare gentile e comunicativo, che riusciva ad aumentare notevolmente la loro confidenza. Egli si specializzava nel curare gratuitamente i poveri, unendo alle cure corporali una profonda attenzione per l'anima dei pazienti. Prima di ogni operazione, invitava il malato a chiedere insieme a lui la benedizione del Signore affinché guidasse la sua mano. Al termine di ogni intervento e dopo la guarigione, convinceva i pazienti che il merito esclusivo della guarigione apparteneva a Dio e non alle sue capacità umane. Come compenso per le cure, anziché denaro, chiedeva semplicemente di recitare insieme una preghiera del Padre Nostro. Al momento delle dimissioni dall'ospedale, consegnava a ciascuno un opuscolo religioso insieme alla ricetta o alla cartella clinica, e regalava a tutti i pazienti un libretto da lui scritto intitolato Apri gli occhi e vedi. Inoltre, congedava i malati più bisognosi donando loro una somma di denaro per aiutarli a riprendere dignitosamente il lavoro.

La vita familiare e il ritorno al Padre

Egli era un padre di famiglia esemplare, la cui giornata domestica iniziava regolarmente con la partecipazione alla Santa Messa e si concludeva con la recita del Rosario. Seguiva ciascuno dei figli con raccomandazioni quotidiane, insegnando loro a evitare il superfluo nonostante la famiglia godesse di una condizione economica che avrebbe permesso ben altri agi. La sua fede incrollabile fu messa alla prova quando affrontò la dolorosa morte del figlio ventunenne, un lutto che egli accolse ringraziando il Signore per il tempo che gli era stato concesso di trascorrere insieme a lui. Successivamente, Ladislao si ammalò di un tumore alla vescica e dovette trascorrere ben quattordici mesi di sofferenza in un sanatorio a Vienna. Morì a sessant'anni il ventidue gennaio 1931 nella capitale austriaca. L'arcivescovo di Vienna, il cardinale Friedrich Gustav Piffl, volle celebrare personalmente il suo funerale nonostante fosse gravemente malato, definendolo apertamente un santo. In Ungheria, la fama della sua santità era già grandissima e il popolo lo considerava un santo vivente. Egli ha testimoniato il Vangelo sia in famiglia sia nella società civile attraverso la santità della vita e delle opere, vivendo in modo autenticamente cristiano il suo titolo e la sua dignità di medico. Papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato a Roma il ventitré marzo 2003, riconoscendone le eroiche virtù. Oggi Ladislao Batthyány-Strattmann è commemorato ufficialmente nel Martirologio a Vienna in Austria.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Ladislao Batthyány-Strattmann?

Si festeggia il ventidue gennaio, giorno della sua memoria liturgica.

A Vienna in Austria, beato Ladislao Batthyány-Strattmann: padre di famiglia, testimoniando il Vangelo tanto in famiglia quanto nella società civile con la santità della vita e delle opere, visse davvero cristianamente il suo titolo e la sua dignità di medico e con grande carità si adoperò nell’assistenza dei malati, per i quali fondò degli ospedali, in cui, messa da parte ogni vanità, accoglieva soltanto poveri e indigenti. — Martirologio Romano