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27 gennaio

Beato Manfredo Settala

Sacerdote ed eremita

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalle cure pastorali alla solitudine del monte San Giorgio

Il beato apparteneva all'antica famiglia milanese dei Settala. Alla fine del secolo XII era parroco di Cuasso. La parrocchia di Cuasso allora comprendeva le attuali parrocchie di Cuasso al Piano, Cuasso al Monte, Brusimpiano Porto Ceresio e Besano. Cuasso si trovava nella diocesi di Milano presso il ramo sud-occidentale del lago di Lugano. Chiamato supernamente alla vita eremitica, lasciò la cura pastorale. Si ritirò sulle alture del monte San Giorgio, una solitaria montagna incuneata tra i bracci meridionali del Ceresio. Visse per qualche tempo una vita asperrima, dedicandosi interamente alla contemplazione delle cose divine, e Dio volle testimoniare la sua santità nella morte. Attratte dalla fama della sua santità, le popolazioni delle regioni circostanti comasche, varesine e milanesi accorrevano a lui implorando consiglio ed intercessione.

Il prodigio di Olgiate e la grazia della guarigione

Nel 1207 gli abitanti di Olgiate Comasco, afflitti da un mortale contagio, chiesero al beato scampo e conforto. Il santo eremita esortò gli abitanti di Olgiate a recarsi pellegrini alla tomba di san Gerardo, morto da poco a Monza il 6 giugno 1207. Compiuto devotamente il pellegrinaggio, il morbo scomparve subitamente. Il popolo di Olgiate con decisione unanime elevò nel borgo una bella chiesa in onore di san Gerardo. La chiesa di san Gerardo a Olgiate divenne mèta di devozione e pellegrinaggi e fu restaurata ed abbellita nel 1938. Il popolo olgiatese fece voto perpetuo di recarsi ogni anno collegialmente al sepolcro monzese del santo a ricordo dell'antico prodigio. La storiografia manfrediana, basata su antiche tradizioni e rispettabili documenti, è ricca di prodigi attribuiti all'intercessione del santo eremita.

Il transito e il mistero della sepoltura

Per sicurissime testimonianze è certo che il beato morì il 27 gennaio 1217. Il distico di Nicola Brauto, riportato dal Tatti negli Annali, ricorda il suono miracoloso delle campane dei paesi vicini nell'ora del decesso. Il distico ricorda anche la scelta del luogo della sepoltura, disputata da molte chiese e lasciata al capriccio dei buoi aggiogati al carro funebre. Il corpo del Settala fu sepolto nella plebana di Riva San Vitale, ai piedi del monte San Giorgio. Riva San Vitale si trovava allora nella diocesi di Como e dal 1888 appartiene alla diocesi di Lugano. Il martirologio colloca il beato Manfredo Settala, sacerdote ed eremita, a Riva San Vitale vicino a Como.

La custodia delle spoglie e la memoria artistica

Nel 1387, per ordine del vescovo di Como Beltramo da Brossano, le spoglie del beato furono collocate in un'arca marmorea sopra e vicino all'altare. La collocazione nel 1387 aveva lo scopo di far prestare in avvenire una maggiore devozione e riverenza al beato Manfredo da tutti i fedeli cristiani. Nel 1633 il corpo fu collocato in un'urna preziosa e deposto sotto la mensa dell'artistico altare maggiore. Il corpo è attualmente venerato sotto l'altare maggiore di Riva San Vitale. Sulle pareti del presbiterio due tele di Giovanni Battista Bagutti, vissuto tra il 1774 e il 1823 e originario di Rovio, raffigurano il trapasso del beato nella solitudine montana e il suo trasporto dal monte San Giorgio alla plebana di Riva.

Il culto perenne e le tradizioni popolari

Diverse parrocchie della regione convengono in devoto pellegrinaggio annuale in domeniche distinte. La festa liturgica si celebra il 27 gennaio. A Riva San Vitale il 27 gennaio è considerato giorno festivo. La domenica successiva alla festa si ripete la celebrazione con ingente concorso di forestieri e appropriato addobbo delle vie. La devozione al beato è tuttora vivissima nella regione. La vigilia della festa si usa ancora distribuire in tutte le famiglie il pane benedetto.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Manfredo Settala?

Il Beato Manfredo Settala si celebra il 27 gennaio, giorno della sua nascita al cielo.

Dove si trova il corpo del Beato Manfredo Settala?

Le sue spoglie sono attualmente venerate sotto l'altare maggiore della chiesa plebana di Riva San Vitale.

A Riva San Vitale vicino a Como, beato Manfredo Settala, sacerdote ed eremita. — Martirologio Romano