Sant'Angela Merici, nata a Desenzano sul Garda nel quattordicesimo secolo e vissuta tra fermenti storici e spirituali profondi, fu una donna consacrata e fondatrice di straordinaria levatura spirituale. Dedicatasi interamente alla formazione sistematica, morale e intellettuale delle fanciulle, impresse una svolta decisiva nella vita religiosa del suo tempo, creando una nuova via per la consacrazione femminile nel mondo.
Ricordata per aver dato origine alla Compagnia delle dimesse di Sant'Orsola, la prima congregazione secolare femminile della Chiesa, la santa ha lasciato un'impronta indelebile nella pedagogia cristiana e nella cura della gioventù. Il suo culto, diffusosi universalmente nel corso dei secoli, continua a ispirare numerose famiglie religiose dedite all'educazione e alle opere di misericordia.
Il Beato Manfredo Settala visse nel tredicesimo secolo e lasciò una traccia profonda di santità sacerdotale e di rigore eremitico tra la Lombardia e le terre elvetiche. Nato nell'antica famiglia milanese dei Settala, egli rispose a una chiamata superiore che lo allontanò dalle cure pastorali per condurlo alla solitudine delle alture montane. La sua figura è indissolubilmente legata al monte San Giorgio, aspro promontorio incuneato tra i rami del lago di Lugano, dove visse un'esistenza di aspra penitenza e di continua contemplazione delle cose divine. La fama della sua intercessione e dei suoi consigli spirituali valicò rapidamente i confini della sua montagna, attirando folle di fedeli devoti dalle regioni comasche, varesine e milanesi che cercavano conforto nelle tribolazioni della vita.
Nel corso dei secoli la devozione popolare per il beato Manfredo non è mai venuta meno, alimentata da prodigi, memorie liturgiche e segni tangibili di una protezione che continua a benedire le comunità locali. Egli è ricordato come sacerdote ed eremita, e le sue spoglie mortali, custodite con cura e venerazione a Riva San Vitale, continuano a essere meta di pellegrinaggi e di solenni celebrazioni. La memoria liturgica si compie ogni anno il ventisette di gennaio, unendo le parrocchie della regione in una preghiera corale che rinnova il vincolo spirituale con questo insigne testimone della fede.
San Giovanni Maria, conosciuto con il nome di Muzei che significa l'Anziano, è un martire della fede cristiano-cattolica la cui memoria liturgica ricorre il ventisette di gennaio. Vissuto nel corso del ventesimo secolo, precisamente con la conclusione della sua esistenza terrena nel millesimo ottocentottantasei, la sua testimonianza di sangue si inserisce nel drammatico contesto delle persecuzioni avvenute in Uganda sotto il regno del sovrano Mwanga. Svolgeva le mansioni di domestico e servitore del re e, una volta abbracciata la fede cristiana, scelse liberamente di non sottrarsi alla persecuzione che insanguinava la regione, offrendo la sua vita per amore di Cristo.
La sua figura è indissolubilmente legata alla gloriosa schiera dei martiri ugandesi, riconosciuti dalla Chiesa cattolica per la fermezza della loro testimonianza. San Giovanni Maria Muzei confessò spontaneamente la propria fede davanti al primo ministro del re Mwanga, affrontando con coraggio la decapitazione e risultando essere l'ultima vittima di quella sanguinosa persecuzione, con il suo martirio avvenuto a Mengo il ventisette gennaio millesimo ottocentottantasette. La sua memoria rimane un faro luminoso per la gioventù cattolica africana e per l'intera Chiesa universale, che ne celebra il coraggio eroico.
San Giuliano è venerato come il primo vescovo di Le Mans nella Gallia lugdunense, situata nell'odierna Francia. La sua figura si muove tra la memoria storica dei primi secoli cristiani e la complessa tradizione agiografica fiorita in epoca carolingia. Il racconto più antico della sua vita si intitola Gesta domini Juliani e si trova all'interno dell'opera intitolata Actus pontificum Cenomannis in urbe degentium, composta tra l'840 e l'857 da un autore spinto dal desiderio di difendere i diritti della Chiesa locale. Sebbene la biografia leggendaria contenga elementi non attendibili, l'indagine storica ha permesso di ricostruire il profilo di questo antico pastore attraverso fonti indirette e monumentali.
Il culto di san Giuliano si sviluppò in modo significativo solo in epoca successiva, conoscendo una grande fioritura soprattutto dopo la traslazione delle sue reliquie e l'irradiamento della sua devozione in Inghilterra per opera dei Normanni. La festa liturgica del santo è fissata al ventisette gennaio e la cattedrale di Le Mans porta oggi il suo nome, a testimonianza di un legame profondo e duraturo con la comunità cristiana. La memoria di san Giuliano continua a rappresentare un punto di riferimento spirituale nella preghiera della Chiesa.
Il Beato Michele Pini, vissuto tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo, è una figura luminosa della tradizione camaldolese, ricordato come un modello di perfetta vita monastica e di intensa dedizione contemplativa. Nato a Firenze e forse originario di una famiglia di Siena, visse un percorso che lo condusse nell'abbraccio silenzioso dell'eremo di Camaldoli, dove entrò nel primo anno del Cinquecento dopo anni dei quali la storia non conserva notizie certe. Eremita per oltre cinque anni e già sacerdote secolare, egli visse la sua vocazione nella preghiera e nel raccoglimento, distinguendosi come un mistico autentico per il quale la fede era una realtà tangibile e una conoscenza certissima.
La sua profonda spiritualità lasciò un segno indelebile in quanti lo incontrarono, a partire dal nobile veneziano Tommaso Giustiniani, che lo scelse come guida e confessore. Pur non essendo un uomo di azione o un riformatore, il Beato Michele Pini sostenne con la preghiera e il consiglio la grande opera di rinnovamento intrapresa dal suo discepolo. Egli si spense nel milletrecentoventidue, lasciando il ricordo luminoso di un'anima mite e sapiente, capace di trasmettere la grazia del Signore attraverso la dolcezza e la prudenza del suo cuore.
Il Beato Giorgio Matulaitis, nato nel 1871 a Lugine, in Lituania, è una figura luminosa del ventesimo secolo che ha dedicato la propria esistenza al servizio della Chiesa e dei fedeli. La sua vita, segnata da un instancabile impegno pastorale, si è snodata attraverso diversi paesi, tra cui la Polonia, la Russia, la Svizzera e gli Stati Uniti, portando ovunque il sigillo di una profonda dedizione spirituale e di una solida organizzazione ecclesiale. Ordinato sacerdote a Pietroburgo nel 1898, egli ha saputo leggere i bisogni del suo tempo con sguardo lungimirante, promuovendo il rinnovamento della vita religiosa e l'attenzione verso le fragilità umane.
Il Beato Giorgio Matulaitis è ricordato oggi come un instancabile riformatore e un pastore premuroso, la cui opera ha lasciato un'impronta indelebile nella storia religiosa della sua terra e oltre. La sua capacità di unire il rigore dell'azione alla profondità della preghiera lo ha reso un esempio di santità operosa. Beatificato da Giovanni Paolo II nel 1987, egli rimane un modello per quanti, nel cammino della vita, cercano di coniugare la fedeltà al Vangelo con le sfide del mondo contemporaneo, testimoniando la carità di Cristo in ogni circostanza del suo ministero episcopale e apostolico.
Santa Devota, vergine e martire vissuta tra il terzo e il quarto secolo, rappresenta una delle figure spirituali più venerate nel panorama cristiano del Mediterraneo occidentale. Nata in Corsica, la sua esistenza terrena si inserisce nel contesto della provincia dell'Impero Romano e della severa persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano contro i fedeli di Cristo. Dopo aver offerto la sua vita al servizio divino, affrontò il martirio con coraggio, testimoniando una fede incrollabile che ha attraversato i secoli per giungere sino a noi con la forza della sua intercessione.
Ricordata con profonda devozione nel Principato di Monaco e nella sua terra natale, la Corsica, Santa Devota è protettrice di comunità intere e della famiglia regnante dei Grimaldi. La tradizione custodisce il racconto del suo approdo miracoloso sulle coste monegasche grazie alla guida di una colomba, evento che ha dato origine a un culto secolare fatto di reliquie salvate, protezione nei momenti di pericolo e suggestive rievocazioni storiche che uniscono ancora oggi la fede popolare alla memoria liturgica.
Il Beato Paolo Giuseppe Nardini, sacerdote e fondatore vissuto nel diciannovesimo secolo, ha speso la sua breve esistenza nel servizio generoso agli ultimi, segnando profondamente la Chiesa in Germania. Nato a Germersheim nel 1821 e formato brillantemente negli studi classici e teologici, seppe tradurre la fede in un amore operoso e concreto, fondando la Congregazione delle Povere Francescane di Mallersdorf per l'educazione dei bambini e la cura dei malati.
La sua memoria liturgica si celebra il 27 gennaio, giorno in cui compì il suo transito terreno nel 1862 a Pirmasens, consumato dallo sfinimento per la salvezza delle anime. Riconosciuto venerabile nel 2005 e beatificato nella cattedrale di Speyer il 22 ottobre 2006 sotto il pontificato del compatriota Benedetto XVI, la sua opera continua oggi attraverso le religiose presenti in Germania, in Sud Africa e in Romania.
Il Beato Giovanni Schiavo, sacerdote dei Giuseppini del Murialdo vissuto tra il ventesimo secolo e il diciannovesimo secolo, incarna mirabilmente la dedizione apostolica e la carità evangelica. Nato a Sant'Urbano di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, l'otto luglio 1903, crebbe in una famiglia umile e profondamente cristiana, segnata dalla figura del padre Luigi, calzolaio, e della madre Rosa Fittorelli, casalinga, primi di una numerosa progenie di nove figli. La sua fanciullezza fu segnata dalla prova della malattia, poiché all'età di quattro anni fu colpito da poliomielite e meningite, dalla quale guarì miracolosamente grazie alla preghiera corale della comunità mentre versava in fin di vita. Superate le difficoltà economiche e territoriali che lo costringevano a percorrere dodici chilometri giornalieri a piedi per raggiungere la scuola e a servire come chierichetto all'alba per sostenere la famiglia, maturò la propria vocazione sacerdotale davanti a un'immagine della Madonna. Entrato nella Congregazione di San Giuseppe fondata da san Leonardo Murialdo, emise i voti e fu ordinato sacerdote il dieci luglio 1927 nel Duomo di Vicenza. Dopo un primo apostolato in Italia a Modena, Oderzo e Montecchio Maggiore, nel 1931 partì per il Brasile, coronando il sogno missionario della sua giovinezza.
In terra brasiliana, padre Giovanni Schiavo spese la sua esistenza come instancabile educatore, maestro dei novizi, parroco, direttore e superiore provinciale, distinguendosi per una pietà ardente e una straordinaria vicinanza ai giovani, ai sofferenti e ai confratelli. Fu guida spirituale preziosa per sacerdoti, comunità religiose e per le nascenti Suore Murialdine di San Giuseppe, accompagnando con zelo infaticabile la fondazione della comunità femminile brasiliana fino al termine dei suoi giorni. Chiamato alla casa del Padre il ventisette gennaio 1967 in Brasile, circondato dalla venerazione dei fedeli che già lo acclamavano come santo, la sua memoria liturgica è fissata al ventotto ottobre. La Chiesa ne ha riconosciuto le virtù eroiche sotto il pontificato di papa Francesco e ne ha proclamato la beatificazione a Caxias do Sul nel 2017, elevandolo a primo sacerdote beato della congregazione murialdina dopo il fondatore.
La Venerabile Maria Teresa Lega, nata a Brisighella nel 1812, è una figura luminosa del diciannovesimo secolo, ricordata per la sua dedizione profonda alla vita consacrata e per l'opera instancabile di carità cristiana. La sua esistenza, spesa interamente nel servizio a Dio e al prossimo, rappresenta un cammino esemplare di fedeltà evangelica che ha lasciato un segno indelebile nelle terre di Romagna, in particolare tra le comunità di Brisighella, Fognano, Modigliana e Cesena.
La memoria di Maria Teresa Lega è legata indissolubilmente alla fondazione dell'Istituto delle Suore della Sacra Famiglia, avvenuta nel 1871. Attraverso questa istituzione, ella ha saputo tradurre l'amore per il Signore in un servizio concreto verso i bisognosi, guidando le sue consorelle con prudenza e spirito materno. Il riconoscimento della sua virtù eroica, sancito dal decreto di Venerabile promulgato da San Giovanni Paolo Secondo nel 1996, ne conferma la statura spirituale e la continua validità del suo esempio per i fedeli di ogni tempo.
Carolina Concetta Angela Santocanale, nota come beata Maria di Gesù, nacque a Palermo il 2 ottobre 1852 da una famiglia nobile e illustre. Vissuta nel corso del XIX secolo, compì un profondo cammino di conversione e distacco dai beni terreni, lasciando gli abiti lussuosi e gli agi della sua condizione per votarsi interamente alla preghiera e al servizio dei poveri, secondo lo spirito di san Francesco d'Assisi.
Fondatrice delle Suore Cappuccine dell'Immacolata di Lourdes, spese la propria esistenza tra Cinisi e Palermo nell'educazione delle fanciulle, nell'assistenza agli orfani e nel soccorso ai bisognosi, affrontando con fortezza prove corporali e incomprensioni ecclesiali. Morì a Cinisi il 27 gennaio 1923, lasciando una duratura eredità di carità evangelica diffusa oggi in diverse nazioni del mondo.
Sant'Enrique de Ossó y Cervelló nacque in Spagna nel diciannovesimo secolo, precisamente a Vinebre, nella diocesi di Tortosa e provincia di Tarragona, il sedici ottobre 1840. Sacerdote catalano di straordinaria energia, visse un'esistenza terrena caratterizzata da una vorticosa e dirompente attività apostolica, segnata da un impegno pastorale incessante e da una profonda dedizione alla Chiesa. Cresciuto grazie alle preghiere e alla limpida testimonianza cristiana della madre, coltivò la vocazione fin dall'infanzia, superando il desiderio paterno di vederlo diventare un abile commerciante e l'esperienza della pratica presso facoltosi mercanti della zona. Fin da piccolo ebbe le idee chiare sul proprio futuro, al punto da fuggire di casa per rifugiarsi a Montserrat e inseguire così il disegno divino sulla sua vita. Ordinato sacerdote nel 1867, si buttò a capofitto nella predicazione e nella catechesi, distinguendosi sin dai suoi anni di seminarista come catechista geniale capace di trasformare, attraverso i bambini, l'ambiente della città di Tortosa.
La sua memoria liturgica si celebra il ventisette gennaio, giorno della sua improvvisa morte avvenuta ad appena cinquantasei anni nel convento francescano di Santo Spirito a Gilet, in provincia di Valencia, dopo aver trascorso i restanti anni della sua vita in un convento dei Frati Minori in seguito alla rimozione dalla Società di Santa Teresa di Gesù. Considerato il precursore dell'Azione Cattolica per la sua penetrante azione nei vari ambienti della società del suo tempo, fondò innumerevoli istituzioni, scrisse libri di pietà e di pedagogia celebri e pubblicò riviste diffuse in tutto il mondo. La Congregazione per il Culto Divino, con facoltà concesse da Papa Giovanni Paolo II, lo ha dichiarato Patrono dei Catechisti Spagnoli. La sua opera continua a diffondersi globalmente, ed egli fu canonizzato dallo stesso Papa Giovanni Paolo II il sedici giugno 1993 a Madrid.
San Vitaliano resse la Chiesa nel corso del settimo secolo, salendo al Soglio Pontificio dopo il breve pontificato di Eugenio I, avvenuto tra gli anni 654 e 657. Il suo governo spirituale si collocò in un tempo segnato da profondi attriti tra la Chiesa di Roma e l'Impero d'Oriente, preceduto dal duro conflitto che aveva visto l'imperatore Costante II, fiancheggiato dal patriarca di Costantinopoli Paolo, contrapporsi tragicamente a papa Martino I, mandato a morire esiliato in Crimea.
Nonostante la tempesta dei dissensi e le aspre difficoltà politiche, san Vitaliano scelse la via della mitezza e del dialogo, orientando le proprie cure pastorali verso i cristiani d'Europa e d'Inghilterra. La sua memoria rimane legata alla saggia guida della cristianità britannica e alla paziente ricerca della concordia ecclesiale, fino alla sua morte, avvenuta il 27 gennaio 672.
San Gilduino nacque nell'undicesimo secolo, precisamente nel 1052 a Combourg, in Ille-et-Vilaine. Figlio di Riwallen, signore di Combourg e conte di Dol in Bretagna, ricevette il battesimo da suo zio, l'arcivescovo, nella chiesa di san Sansone di Dol, beneficiando inoltre di un'educazione accurata. Fin dalla giovinezza mostrò un cammino di fede rigoroso, rifiutando il matrimonio previsto dai suoi parenti per entrare nel clero. Divenne canonico di Dol verso il 1072 e fu successivamente ordinato diacono, trovandosi a vivere in un'epoca segnata dalla profonda decadenza morale della Chiesa locale. L'arcivescovo Giudaele, soprannominato dal popolo arcilupo, si comportava come un signore feudale dopo aver comprato il vescovado dal duca di Bretagna, arrivando a sposarsi e a dotare i figli con i beni ecclesiastici. Di fronte a tale situazione, il papa Gregorio VII depose Giudaele nel 1075 su richiesta dei vescovi bretoni, mentre i canonici di Dol scelsero proprio Gilduino come successore, spinti dalla sua virtù e dalla potenza della sua famiglia.
Tuttavia, il giovane diacono rifiutò la carica con grande umiltà, protestando la sua giovane età di ventitré anni e la sua inesperienza, sebbene il popolo avesse approvato con favore la sua nomina. Dopo aver fatto appello a papa Gregorio VII, Gilduino partì per Roma con Eveno, abate di san Melanio di Rennes, mentre il capitolo di Dol e i vescovi supplicavano il pontefice di confermare l'elezione. Il papa accolse le sue richieste, riconoscendo la sua giovane età per l'episcopato, e consacrò personalmente Eveno come arcivescovo di Dol. Sulla via del ritorno, Gilduino si separò dai compagni per non rientrare a Dol da semplice diacono e recarsi a visitare la famiglia materna nell'Orléanese, compiendo anche un pellegrinaggio a Chartres. Colpito da una forte febbre, si spense presso i Benedettini di san Piede in Vallèe il 27 gennaio 1077, giorno in cui la Chiesa ne celebra la ricorrenza liturgica.
Il Beato Giovanni di Warneton visse durante il dodicesimo secolo e spese la sua esistenza al servizio della Chiesa come vescovo di Thérouanne. Nato a Warneton, nel nord della Francia, tra Lilla e Ypres, fu allievo di Lamberto d'Utrecht e di Ivo di Chartres, e fu titolare di un canonicato nella collegiata di Lilla, fondata poco tempo prima. Non trovando nell'ambiente di Lilla un luogo confacente alla sua santificazione, entrò fra i Canonici Regolari di Mont-Saint-Eloi, presso Arras. Nel 1092 Papa Urbano II staccò Arras dalla diocesi di Cambrai, e il primo vescovo eletto di Arras, Lamberto di Guines, chiamò Giovanni come suo arcidiacono. Giovanni lasciò a malincuore i Canonici Regolari per accettare la nuova carica, nella quale ispirò generale venerazione.
Eletto vescovo di Thérouanne, sede di una diocesi vicina, la sua elezione fu confermata da Papa Urbano II durante un sinodo romano. Poiché era ancora soltanto diacono, Giovanni venne ordinato prete il 4 giugno 1099, e si recò a Reims per esservi consacrato vescovo il 17 luglio 1099, facendo il suo ingresso a Thérouanne tra le acclamazioni del popolo qualche giorno dopo la consacrazione. Occupò la sede episcopale per oltre trent'anni, distinguendosi per il rigore morale, la cura dei poveri e la ferma difesa della giustizia in un'epoca inquieta e violenta. La sua memoria liturgica si celebra il 27 gennaio.
Ad Angers in Francia, beata Rosalía du Verdier de la Sorinière, vergine nel monastero del Calvario di questa città e martire, condannata a morte mentre infuriava la rivoluzione francese in odio alla fede cristiana.
San Domiziano di Melitene
Monaco
Beato Gonzalo Diaz di Amarante
Mercedario
Beato Antonio Mascaró Colomina
Religioso e martire
Beata Benvenuta da Perugia
Clarissa
San Marino (Mario)
Abate di Bodon
Nel monastero di Beuvoux nel territorio di Sisteron in Francia, san Mario, abate.
San Teodorico di Orleans
Vescovo
A Tonnerre in Burgundia, in Francia, transito di san Teodorico, vescovo di Orléans, che terminò la sua vita mentre si recava in visita alle basiliche degli Apostoli.
San Giuliano
Venerato a Sora e Atina
A Sora nel Lazio, commemorazione di san Giuliano, martire, che si tramanda abbia subito il martirio al tempo dell’imperatore Antonino.
Dal Martirologio Romano
Sant’Angela Merici, vergine, che dapprima prese l’abito del Terz’Ordine di San Francesco e radunò delle giovani da formare alle opere di carità; quindi, istituì sotto il nome di sant’Orsola un Ordine femminile, cui affidò il compito di cercare la perfezione di vita nel mondo e di educare le adolescenti nelle vie del Signore; infine, a Brescia rese l’anima a Dio. — Martirologio Romano