27 gennaio
Beato Giovanni Schiavo
Sacerdote dei Giuseppini del Murialdo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza
Giovanni Schiavo nacque l'otto luglio 1903 a Sant'Urbano, una piccola frazione incastonata sui colli di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza. Egli fu il primo di nove figli nati dall'unione tra Luigi Schiavo, umile calzolaio, e Rosa Fittorelli, dedita alla cura della casa. All'interno di questo focolare domestico, Giovanni ricevette un'educazione profondamente cristiana, che pose solide fondamenta alla sua futura vita di fede e di consacrazione. Quando aveva appena quattro anni, la sua giovane esistenza fu gravemente minacciata dalla poliomielite e dalla meningite. La tradizione riferisce che guarì miracolosamente da questa malattia mentre versava in fin di vita, grazie alla fervorosa preghiera elevata da molte persone per la sua salvezza. Superata la prova, frequentò la scuola elementare nel paese natio e successivamente la scuola media a Montecchio Maggiore. La grande povertà della sua famiglia impose pesanti sacrifici al ragazzo, il quale ogni giorno compiva dodici chilometri a piedi per recarsi agli studi. Nonostante la fatica, ogni mattina si svegliava molto presto per partecipare alla Santa Messa e svolgere il servizio di chierichetto presso il suo parroco. Tale servizio non alimentava soltanto la sua pietà giovanile, ma gli fruttava anche qualche piccola moneta di mancia che egli consegnava per contribuire al bilancio familiare. Proprio durante gli anni della scuola media, tra le fatiche quotidiane e l'amore per la preghiera, cominciò a maturare in lui il pensiero serio di una chiamata alla vita religiosa. L'impulso definitivo a questa sacra vocazione giunse mentre egli si trovava in preghiera devota davanti a un'immagine della Madonna, alimentando quell'autentica devozione mariana che i genitori gli avevano amorevolmente insegnato sin dall'infanzia. Sentendosi chiamato a servire il Signore, chiese di essere accolto nel Seminario Minore intitolato a Maria Immacolata, istituzione appartenente alla Congregazione di San Giuseppe, fondata da san Leonardo Murialdo proprio a Montecchio Maggiore.
La formazione e il sacerdozio
Il percorso di consacrazione di Giovanni Schiavo all'interno della famiglia religiosa del Murialdo ebbe inizio ufficiale il quattro settembre 1918, giorno in cui varcò la soglia del noviziato. Con fervore e dedizione, il giovane avanzò nel cammino spirituale fino al ventisettesimo giorno di agosto del 1919, quando emise la prima professione religiosa nelle mani di padre Eugenio Reffo, il quale era stato il primo successore del fondatore ed è oggi venerabile dal 2014. Gli anni successivi furono scanditi da un intenso impegno di studio, dalla preghiera profonda e dalla cura educativa dei ragazzi, secondo il carisma peculiare della sua congregazione. Nel 1925, suggellando la dedizione totale della sua giovinezza al Signore, pronunciò in perpetuo i voti solenni di castità, povertà e obbedienza. Il coronamento di questo cammino di ascesa spirituale giunse il dieci luglio 1927, quando fu ordinato sacerdote nel maestoso Duomo di Vicenza. Poco tempo dopo l'ordinazione presbiterale, novello sacerdote, celebrò la sua Prima Messa nel paese natale di Sant'Urbano, attorniato dalla commozione dei familiari e dell'intera comunità che lo aveva visto crescere. Nei primi anni del suo ministero, padre Giovanni svolse il proprio apostolato in terra italiana operando con zelo nelle città di Modena, Oderzo e Montecchio Maggiore. La svolta missionaria della sua vita si concretizzò nel 1931, anno in cui fu chiamato dal superiore generale, padre Luigi Casaril, a esercitare il ministero sacerdotale in Brasile. Essere missionario costituiva per lui un sogno coltivato fin dai tempi della giovinezza. Giunto in terra brasiliana, profuse le sue energie in parecchie comunità locali, servendo con dedizione encomiabile nei ruoli di insegnante, maestro dei novizi, parroco, direttore e superiore provinciale, incarico quest'ultimo ricoperto dal 1946 al 1955. Anche dopo la conclusione del mandato di governo provinciale, continuò a offrire il proprio contributo sapiente rimanendo membro del consiglio provinciale. Padre Vincenzo Minciacchi riconobbe pubblicamente il suo determinante contributo allo sviluppo delle Opere Giuseppine in Brasile, all'aspirantato, alla formazione dei primi confratelli brasiliani e al riconoscimento giuridico delle scuole cattoliche.
L'apostolato e la fondazione spirituale
L'attività di padre Giovanni Schiavo in Brasile fu caratterizzata da un'incessante dedizione alla direzione e alla formazione spirituale, un'opera particolarmente ricercata da confratelli, sacerdoti, comunità religiose e dalle stesse Suore Murialdine di San Giuseppe. Il suo ministero si intrecciò profondamente con la nascita del ramo femminile della famiglia murialdina. Quando padre Luigi Casaril avviò nel 1951 la pianificazione per fondare la congregazione femminile in Italia, padre Giovanni seguì da vicino un gruppo di giovani ragazze brasiliane che manifestavano il desiderio della consacrazione religiosa. Grazie a questo accompagnamento spirituale costante, il nove maggio 1954 nacque ufficialmente la comunità femminile brasiliana. Egli sostenne e accompagnò tale comunità fino al termine della sua vita terrena, operando come amministratore e padre spirituale con zelo infaticabile e grande virtù, agendo sempre in piena sintonia con padre Casaril. Nonostante le molteplici responsabilità di governo, insegnamento e assistenza, padre Giovanni non trascurò mai la sorgente interiore del suo operato: ogni giorno passava molte ore in preghiera silenziosa, trasmettendo a quanti lo incontravano la viva presenza di Dio. Coloro che lo conobbero lo descrissero concordemente come un uomo di grande personalità, profondamente umano e dotato di eccezionali qualità intellettuali e morali. Esemplare fu la sua pietà ardente, unita a una laboriosità incrollabile, a uno zelo ardente per la salvezza delle anime e a un amore viscerale per la Congregazione di San Giuseppe. Era considerato da tutti un vero amico, capace di dialogare volentieri con ogni persona, profondamente amante della natura e delicato nel tratto umano. Come educatore e maestro, si dimostrò sempre attento ai bisogni dei giovani, paziente, buono e capace di attirare la simpatia sincera di chiunque si accostasse a lui. Particolarmente tenero e premuroso fu il suo atteggiamento verso gli ammalati, rivelandosi un vero padre per tutti. Sempre sorridente, sapeva seminare la pace e la gioia evangelica, sostenuto dalla forza spirituale propria dei santi e da un abbandono fiducioso e assoluto nelle mani di Dio e della Divina Provvidenza.
Il transito e la causa di beatificazione
Nel novembre del 1966, una dolorosa malattia costrinse padre Giovanni Schiavo a un prolungato ricovero in ospedale. Egli affrontò i patimenti corporali con straordinaria serenità, offrendo la sua sofferenza in spirito di oblazione. Si spense piamente il ventisette gennaio 1967 in Brasile, assistito con amore dai confratelli e dalle fedeli Suore Murialdine. I suoi funerali si trasformarono in un vero trionfo di popolo, e la gente comune ripeteva commossa che era morto un santo. A motivo dell'immutata fama di santità che lo circondava, i Giuseppini del Murialdo decisero di promuovere l'introduzione della causa di beatificazione. La Santa Sede concesse il nulla osta il ventotto aprile 2001, permettendo l'apertura della fase diocesana del processo canonico nella diocesi di Caxias do Sul il nove settembre dello stesso anno. Tale fase istruttoria si concluse il diciotto ottobre 2003 e fu formalmente convalidata il diciannove novembre 2004. Successivamente, nel 2012, la voluminosa Positio super virtutibus fu consegnata a Roma per l'esame della Congregazione vaticana per le Cause dei Santi. I consultori teologi, i cardinali e i vescovi membri del dicastero espressero unanime parere positivo. Il quattordici dicembre 2015, nel pomeriggio, papa Francesco ricevette in udienza il cardinale prefetto Angelo Amato e autorizzò la promulgazione del decreto sulle virtù eroiche del venerabile servo di Dio Giovanni Schiavo. Per la successiva beatificazione fu sottoposto all'esame della Congregazione il presunto miracolo attribuito alla sua intercessione in favore del signor Juvelino Cara, avvenuto nell'ottobre del 1997. Juvelino Cara era stato ricoverato d'urgenza all'ospedale Saúde di Caxias do Sul a causa di fortissimi dolori addominali. I medici gli avevano diagnosticato una peritonite acuta grave, confermata da rigorosi esami di laboratorio e indagini radiografiche. Durante l'intervento chirurgico, una volta aperto l'addome, il chirurgo constatò una gravissima trombosi venosa mesenterica superiore acuta con il totale coinvolgimento necrotico dell'intestino tenue. Di fronte a tale quadro clinico disperato, i medici decisero di rinunciare a proseguire l'operazione e disposero il trasferimento del paziente in terapia intensiva, accompagnandolo di fatto verso la morte imminente. In quel momento drammatico, la moglie di Juvelino strinse con forza tra le mani un santino di padre Giovanni Schiavo e lo invocò con fede incrollabile per la guarigione del marito. Appena giunto nel reparto di terapia intensiva, l'infermo manifestò inaspettati segni di ripresa biologica. Sette giorni e mezzo più tardi, Juvelino Cara fu dimesso dall'ospedale completamente guarito e senza alcuna conseguenza clinica. Aperto a Caxias do Sul il diciannove marzo 2009, il processo diocesano sul miracolo si concluse il dodici settembre dello stesso anno, accertando che a dodici anni dall'evento il signor Juvelino godeva di ottima salute. Gli atti processuali, consegnati a Roma dal postulatore dei Murialdini, padre Orides Balardin, il ventiquattro settembre successivo, ottennero la convalida giuridica il quattro giugno 2010. Il primo dicembre 2016 papa Francesco ricevette nuovamente in udienza il cardinale Amato, autorizzando la promulgazione del decreto che riconosceva ufficialmente il miracolo operato per intercessione di padre Giovanni Schiavo. La sua salma fu tumulata nel piccolo cimitero delle Suore Murialdine a Fazenda Souza, e nel 2015 fu edificata una cappella sopra la sua tomba per custodirne degnamente le spoglie. La solenne cerimonia di beatificazione si celebrò sabato ventotto ottobre 2017 presso i Padiglioni della Festa dell'Uva a Caxias do Sul, presieduta dal cardinale Angelo Amato in qualità di legato pontificio del Santo Padre, sancendo la glorificazione di un figlio umile del Veneto divenuto apostolo instancabile delle terre brasiliane.
Il cammino di una vita
Il percorso terreno del Beato Giovanni Schiavo inizia nel cuore del Veneto, a Sant'Urbano di Montecchio Maggiore, terra che ha visto germogliare la sua vocazione giovanile. La scelta di consacrarsi a Dio all'interno della Congregazione di San Giuseppe, avvenuta nel millenovecentodiciotto, ha segnato l'inizio di un itinerario di obbedienza e servizio. La tappa fondamentale del suo cammino sacerdotale si è compiuta nel millenovecentoventisette, quando ha ricevuto l'ordinazione nel Duomo di Vicenza, consacrando per sempre le sue mani e il suo cuore al mistero del sacrificio eucaristico e al ministero della parola.
La provvidenza ha poi tracciato per lui una strada oltreoceano. Nel millenovecentotrentuno, Giovanni Schiavo ha risposto con coraggio alla chiamata missionaria, lasciando la sua terra d'origine per stabilirsi in Brasile. In questa nuova patria, ha dedicato ogni sua energia alla missione, operando con dedizione in particolare a Caxias do Sul. La sua missione non si è limitata all'annuncio del Vangelo, ma si è fatta opera viva attraverso la fondazione e la cura formativa della comunità femminile delle Suore Murialdine. In questo ruolo di guida, ha saputo infondere nei suoi collaboratori e nelle religiose lo spirito di San Leonardo Murialdo, promuovendo la crescita spirituale e la solidità apostolica. La sua esistenza si è spenta serenamente nel millenovecentosessantasette, lasciando in terra brasiliana una traccia profonda di carità e di sapiente zelo educativo che ancora oggi ispira molti cuori.
Il culto e la memoria
La memoria del Beato Giovanni Schiavo è celebrata con viva gratitudine dalla Chiesa, che ne ha riconosciuto la virtù esemplare elevandolo agli onori degli altari. Il processo di beatificazione ha trovato il suo compimento il ventotto ottobre del duemiladiciassette, durante una solenne celebrazione presieduta a Caxias do Sul. Papa Francesco, con questo atto, ha proposto alla venerazione dei fedeli la figura di un sacerdote che ha saputo vivere la propria vocazione con semplicità e rigore spirituale.
Il culto che circonda il Beato Giovanni è legato indissolubilmente alla sua opera di educatore e missionario. Egli rimane un punto di riferimento per i Giuseppini del Murialdo e per la famiglia religiosa delle Suore Murialdine, che ne custodiscono il carisma con affetto filiale. Ogni ventisette gennaio, la Chiesa ricorda questo suo figlio illustre, invitando i fedeli a riflettere sulla bellezza di una vita spesa totalmente per il Regno di Dio, lontano dai riflettori ma vicino alle necessità spirituali del popolo. La sua beatificazione non rappresenta solo un traguardo storico, ma un invito costante alla preghiera e all'imitazione delle sue virtù, affinché anche oggi si possano moltiplicare le vocazioni al servizio del prossimo e della Chiesa universale.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giovanni Schiavo?
La sua memoria liturgica si celebra il 28 ottobre.
Quali furono i principali luoghi della vita del Beato Giovanni Schiavo?
Nacque a Sant'Urbano di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, e visse gran parte del suo ministero sacerdotale e missionario in Brasile, dove morì a Caxias do Sul.