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27 gennaio

Beato Michele Pini

Monaco

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'ingresso nell'eremo e la figura

Michele Pini era originario di Firenze e forse di famiglia senese. Non si hanno notizie certe sulla vita di Michele Pini prima del suo ingresso nell'eremo di Camaldoli, avvenuto nel primo anno del Cinquecento. Nel milletrecentodieci il nobile veneziano Tommaso Giustiniani chiese di essere ammesso all'eremo, ma i superiori presero tempo per verificare la sincerità della sua vocazione. Tommaso Giustiniani salì dunque a Camaldoli per osservare il luogo, i religiosi e il loro stile di vita. Il giorno del suo arrivo, insieme al Padre generale, visitò Don Michele Pini, che descrisse come un solitario, già prete secolare ed eremita da più di cinque anni. Tommaso Giustiniani stimò l'età di Michele Pini a circa sessant'anni, notando che aveva una lunga barba bianca e somigliava a un secondo San Girolamo. L'eremita appariva un po' pallido ma non troppo magro, dotato di una natura dolce e pieno di santa umiltà. Dalle poche parole scambiate, Michele Pini apparve al visitatore pieno di prudenza e assai spirituale.

L'incontro con Tommaso Giustiniani e il magistero spirituale

Il Padre generale informò Michele Pini sull'identità di Tommaso Giustiniani, e l'eremita lo incoraggiò ad abbandonare tutto per seguire il Signore secondo le parole del sommo pontefice. Michele Pini ricordò che il Signore ha promesso la felicità eterna a chi lo segue, rivolgendo queste parole al momento dell'arrivo e del commiato, accompagnate da un abbraccio. Tommaso Giustiniani chiese a Michele Pini di pregare per lui, e l'anziano monaco rispose invitandolo a pregare affinché Dio esaudisse le preghiere già rivolte e future, e a pregare per la sua salvezza. Qualche mese dopo la visita, Tommaso Giustiniani vestì l'abito bianco dei Camaldolesi e rimase un grande ammiratore di Michele Pini, volendolo come proprio confessore e consigliere spirituale. Michele Pini fu consigliere di Tommaso Giustiniani soprattutto nell'opera di riforma da questi intrapresa. Tommaso Giustiniani si distaccò con dolore da Michele Pini quando i Superiori lo inviarono a fondare una nuova Congregazione di eremiti. Il Beato Michele Pini è ricordato come una figura di perfetto camaldolese ed esemplare tra i confratelli. Michele Pini era più un contemplativo e un mistico che un uomo di azione o un riformatore, e viveva nella fede come in una realtà tangibile. Alla fine della sua vita Michele Pini disse al suo commosso discepolo che per lui la fede era diventata una conoscenza vera e certissima.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Michele Pini?

La memoria liturgica del Beato Michele Pini si celebra il ventisette gennaio.